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Discussione: La guantanamo irachena

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    Predefinito La guantanamo irachena

    Scritto da roberto su Mercoledì, 26 Novembre 2003 - 18:25



    di Gordon Thomas*
    In un gulag presso Baghdad, di cui nessuno parla, gli Usa sottopongono i prigionieri a un trattamento crudele in violazione dei diritti umani. La testimonianza dell'autore, entrato nel campo, è suffragata dalla denuncia di Amnesty e di altri corrispondenti, come Yvonne Ridley di "Express Newspapers". In anteprima per Nuovi Mondi Media l'articolo pubblicato sulla rivista Guerre & Pace di ottobre/novembre 2003.



    Ogni prigioniero riceve sei pinte [3 litri ca] d’acqua al giorno, che gli serve per lavarsi e per bere sotto temperature che raggiungono a mezzogiorno i 50 gradi. Non gli è concesso lavarsi i panni. Gli viene fornita una tazzina di polvere anti-pulci per trattare le peggiori infestazioni corporee.
    Per ogni minima contravvenzione alle regole draconiane in vigore, viene costretto a sedersi in posizioni scomode. Se alza la voce per protestare gli si infila a lungo la testa in un sacco.

    NEL GULAG DI CAMP CROPPER
    Tale è la vita quotidiana nel gulag più vergognoso degli Usa, Camp Cropper, alla periferia dell’Aeroporto internazionale di Baghdad. È consentito soltanto a rappresentanti della Croce rossa internazionale di entrarvi, ma è loro proibito di descrivere ciò che vedono all’interno. Tuttavia alcuni, rompendo le righe, hanno raccontato ad Amnesty International le condizioni spaventose in cui vivono tremila prigionieri iracheni.
    Nessuno di loro è stato ancora incriminato, sono qualificati come sospetti saccheggiatori o facinorosi, oppure come “leali a Saddam Hussein”.
    Ogni giorno nuovi prigionieri vengono stipati in un’area caldissima e polverosa. Circondati da un recinto alto oltre tre metri, fatto di filo spinato, i prigionieri vivono in tende che offrono poca protezione dal sole cocente, ottanta sotto ogni tenda, su materassi sottilissimi.
    Ognuno dispone di una pala dal manico lungo per scavarsi una latrina. Alcuni sono troppo vecchi o deboli per scavare fino alla profondità stabilita di tre piedi (un po’ meno di un metro). Altri scoprono di aver scavato buchi già scavati. In questo luogo d'inferno la puzza è soffocante.
    “Se si aggiunge la privazione del sonno e l’abuso fisico si ha un’idea delle condizioni estremamente degradanti, analoghe alla tortura, una grossolana contravvenzione ai diritti umani”, ha detto Curt Goering, vice direttore di Amnesty International, il cane da guardia dei diritti umani con sede centrale a Londra. Egli ha confermato che ad Amnesty sono arrivati “rapporti credibili” a proposito di detenuti morti in custodia, “soprattutto perché uccisi con colpi d'arma da fuoco da membri delle forze della coalizione”.

    I "PRIGIONIERI SPECIALI"
    Camp Cropper accoglie anche un numero crescente di quelli che vengono qualificati come “prigionieri speciali”. Fra questi c’è l’ex primo ministro Tariq Aziz, nonché Saadiun Hammadi, ex presidente del parlamento iracheno, e Ezzar Ibrahim, figlio del secondo in comando a Saddam Hussein nel Consiglio rivoluzionario. L’unica donna “special” è Huda Ammash, conosciuta come "Chemical Sally," perché è stata una collaboratrice chiave del programma di armi chimiche e biologiche di Saddam.
    La settimana prima di suicidarsi, lo scienziato inglese David Kelly aveva preparato una lista di domande che intendeva presentare quando sarebbe tornato in Iraq per aiutare nella ricerca delle armi di distruzione di massa. “Chemical Sally” dorme sotto una tenda con altre donne del Partito Ba’ath. Come gli uomini, non è consentito loro di lavarsi la biancheria intima, e parecchie hanno sviluppato brutte piaghe, secondo un'osservatrice della Croce rossa venuta in visita.
    Dopo due mesi di carcerazione a nessuno dei “prigionieri speciali” sono state comunicate le accuse nei loro confronti, sebbene parecchi, come Tariq Aziz, si fossero arresi spontaneamente agli statunitensi.
    Un’idea della vita che egli conduce è stata fornita da uno dei pochi prigionieri rilasciati, Adnan Jassim. "Tariq Aziz è invecchiato molto negli ultimi mesi nel campo. Si trascina a stento e ha la gobba. Forse perché ha dovuto scavare da solo il proprio cesso. È proibito a chiunque di aiutarlo. È trattato come tutti gli altri, un animale spinto ovunque le guardie vogliono che vada. Ha i capelli lunghi e sporchissimi. Non beneficia di nessuna alimentazione speciale, sempre lo stesso cibo terribile, del quale mangia pochissimo. È difficile credere che fosse, dopo Saddam, l’uomo più potente in Iraq".

    LE TESTIMONIANZE DEI RILASCIATI
    Jassim fu arrestato il giorno dopo la fine ufficiale della guerra. Secondo un responsabile della Croce rossa, sostiene di essere stato fermato per eccesso di velocità. "I soldati Usa", afferma Jassim, "hanno sparato contro la mia macchina, poi mi hanno buttato su un camion e portato in un campo. Al cancello mi fu spillato alla camicia un distintivo con scritto: presunto assassino. Io non ho mai usato un’arma, figurarsi se ho ucciso qualcuno".
    I collaboratori dei diritti civili di Amnesty e i responsabili della Croce rossa hanno raccolto dichiarazioni dei pochi prigionieri che sono stati rilasciati.
    Uno è Qays al Salman, una guardia di cinquantaquattro anni presso uno dei palazzi di Saddam. Egli sostiene: "Un giorno ci siamo arrabbiati al punto che tutti gli uomini della mia tenda si sono messi a gridare ‘Libertà! libertà!’ I militari sono entrati di corsa, ci hanno legato e ci hanno costretto a stenderci per terra fuori sotto il sole alto. Alcuni di noi hanno sofferto un colpo di sole. Altri detenuti, come Suheil Laibbi Mohammed, che aveva lavorato come meccanico nella manutenzione delle automobili di Saddam, ha detto di aver spesso visto prigionieri colpiti col calcio dei fucili”.
    I detenuti hanno raccontato che era stato dato loro cibo immangiabile per musulmani, in particolare carne di maiale. “Ma o lo mangiavi o morivi di fame,” ha detto Rafed Adel Mehdi.

    LA VIOLAZIONE DELLE
    CONVENZIONI DI GINEVRA
    La moglie di Tariq Aziz, Zureida, e i suoi due figli hanno cercato scampo in Giordania alla fine della guerra. A Londra l’avvocato della famiglia, il dr. Abdul Haq al-Ani, vuole avanzare un’istanza di habeas corpus al molto contestato ministro della Difesa Geoff Hoon, sostenendo che la detenzione del suo assistito contravviene alla Convenzione di Ginevra e all’Atto per i diritti umani.
    “Ho trascorso una settimana a Baghdad ma non mi è stato consentito di vedere il mio cliente. So da altri, che sono stati liberati, in quali condizioni viene tenuto. Quanto sta succedendo è uno scandalo”.
    Anche la famiglia di “Chemical Sally” intende muoversi per le vie legali per farla liberare. Ha fornito agli statunitensi le prove che soffre di un tumore al seno e deve continuare le cure. Sua madre, Kasmah Ammash, una donna fragile di settant’anni, ha detto: “A mia figlia fu diagnosticato il cancro al seno alla fine degli anni Ottanta. Andò a Pittsburgh per la chemioterapia e fu sottoposta a una mastectomia. Prima di essere arrestata, stava facendo cure supplementari. Come possono essere così crudeli?”

    LA SCAPPATOIA DEI "DETENUTI CIVILI"
    Amnesty International ha detto di avere insistito presso le forze della coalizione perché si investighi su queste accuse, per poi portare davanti alla giustizia quanti fossero colpevoli di reati.
    “Gli statunitensi ammettono che ci sono problemi seri, ma c’è una differenza d’opinione su quali leggi siano in vigore”, ha dichiarato Goering. Nada Doumani, portavoce della Croce rossa internazionale a Baghdad ha detto: “Non rilasciamo mai commenti sulle condizioni nei centri di detenzione … La Convenzione di Ginevra è chiara sugli obblighi riguardanti l’assistenza legale e le visite. Se qualcuno viene detenuto come prigioniero di guerra, c’è un obbligo legale che gli dà il diritto di consultare un avvocato. Ma ai detenuti civili non si applica quella norma. Si è istituito un tribunale per decidere a quale categoria appartiene ogni persona nel campo. Finché il tribunale non avrà completato il suo lavoro, non possiamo aggiungere altro”.
    Ma un portavoce del generale Ricardo Sanchez, comandante delle forze di coalizione in Iraq, ha detto di non essere in grado di fornire una scadenza per i lavori del tribunale…

    Da "American Free Press", 11 e 18 agosto 2003, in Globe-Intel.net, 12 e 19 agosto 2003. Trad. di Gordon Poole.

    * redattore di ”American Free Press”, autore di libri sull'intelligence, collabora a “Sunday Press”, “El Mundo”, “Welt Am Sonntag” e cura il sito Globe-Intel.net (e-mail: gthomas@indigo.ie).

    Fonte: Guerre & Pace, ottobre/novembre 2003http://www.mercatiesplosivi.com/guerrepace/

  2. #2
    Super Troll
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    noi sappiamo che dovevano portarci i diritti umani in iraq.. che ci abbiano mentito????
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  3. #3
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    In Origine Postato da cciappas
    noi sappiamo che dovevano portarci i diritti umani in iraq.. che ci abbiano mentito????
    No, non ci hanno mentito: vi hanno portato la pax americana, il più alto livello di civiltà del mondo.

    Cosa vuoi capirne tu, barbaro sardo e per di più comunista?


  4. #4
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    In Origine Postato da cciappas
    noi sappiamo che dovevano portarci i diritti umani in iraq.. che ci abbiano mentito????
    nooooooooooooooooo
    non lo sai che gli Usa sono lì solo per portare giustizia e democrazia
    quanto è buono e altruista Bush
    non è bello ciò che è bellico, ma è bello ciò che è pace

  5. #5
    Totila
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    quanti sono i prigionieri politici oggi in Iraq?, Quanti i desaparicidos?
    Chissà se la trasparenza democratica americana ce lo farà sapere...

  6. #6
    Super Troll
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    In Origine Postato da Totila
    quanti sono i prigionieri politici oggi in Iraq?, Quanti i desaparicidos?
    Chissà se la trasparenza democratica americana ce lo farà sapere...
    =======
    FORSE LO DIRANNO I NOSTRI GIRONALI COSIDDETTI INDIPENDENTI...... O LE GIORNALISTE RAI DIVENTATE DA POCO....... CAVALIERE
    su questo forum è meglio non rispondere ai fessi!
    PURTROPPO GLI ITALIANI SI BEVONO QUALSIASI MINCHIATA, DA SEMPRE (CETTO LA QUALUNQUE)

  7. #7
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    Predefinito dunque

    che orrore chi disse che gli usa si comportavano come nazisti?
    in Germania e credo non molto tempo fa'.

  8. #8
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    Predefinito

    In Origine Postato da cciappas
    =======
    FORSE LO DIRANNO I NOSTRI GIRONALI COSIDDETTI INDIPENDENTI...... O LE GIORNALISTE RAI DIVENTATE DA POCO....... CAVALIERE
    Se parli di Lilli Gruber e dell'altra di cui non ricordo il nome e che sono state inviate speciali durante la guerra iraquena e che, per i loro servizi, sono state aspramente criticate dai destrorsi italiani, penso sia un giusto riconoscimento, anche se è un titolo che non serve a niente. Figurati che lo concedono a tutti gli statali non dirigenti al momento di andare in pensione...

    Io sono stao fatto cavaliere da (non ricordo più chi fosse il Presidente della Repubblica) all'età di quarant'anni e un po' dopo "cavaliere ufficiale". Mi manca la nomina a "commendatore", ma quella non me la daranno mai, visto che mi sono messo apertamente contro lo Stato italiano.

 

 

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