

Non nobis Domine, non nobis sed nomine Tuo da gloriam


è inutile....il RISORGIMENTO E' UN DOGMA....ANZI SE NON LO ESALTI NON SEI FASCISTA!!!!
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Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.


Sono andato a guardare il link. Pretoriano, è il pezzo su Marsala quello che ci volevi fare leggere?
Se è così, dicci: dovremmo volere che a Marsala si intitolino vie ad Antonio Canepa?
Spieghiamolo un po' a tutti chi era questo benemerito siciliano:
Antonio Canepa
Intellettuale proveniente da un’ importante famiglia politica, Antonio Canepa manifestò da giovane la sua opposizione alla dittatura cercando di dar vita a una manifestazione antifascista a San Marino. Finì in manicomio e da lì passò direttamente alla cattedra universitaria come docente di dottrina del fascismo e storia delle dottrine politiche dell’Università di Catania. Fu autore, tra l’altro, di uno studio sulla struttura del Partito Nazional Fascista. Quali siano stati gli ingredienti di questo abile nicodemismo è difficile da stabilire. Si dice comunque che già dal 1942 avesse cominciato a compiere operazioni di sabotaggio antitedesche presso l’aeroporto militare di Gerbini di Catania, come agente del britannico Intelligence Service. Alla stessa epoca risalirebbe La Sicilia ai siciliani, la sua più nota opera politica. Dopo l’occupazione alleata della Sicilia si sarebbe spostato al nord per organizzare la Resistenza. Ricomparve in Sicilia alla fine del 1944, quando cominciò a organizzare l’Evis, l’Esercito volontario per l’indipendenza della Sicilia, posto sotto il controllo degli ultra reazionari duchi di Carcaci. Ma pensava che in futuro, “liberata” l’isola dall’Italia, il comando dell’Evis gli avrebbe consentito di dare una svolta democratica al separatismo. Furono i suoi allievi e compagni sopravvissuti allo scontro nel quale Canepa trovò la morte (a Randazzo, il 17 giugno 1945), a dare questa lettura delle sue azioni.




Ah, ora sì che mi sento più tranquillo!


nemmeno io...


Intendiamoci, non che mi preoccupino gli eredi di una "sacra tradizione" messa al tappeto da mille attempati in camicia rossa, fanno un po' di chiasso...
Ripeto: I buoni Italiani tendono lo sguardo allo scoglio di Quarto.
E là vigilano. Anche nelle tenebre attuali.
Sulla lapide che onora i caduti di El Alamein c'è un sacro motto: "Mai disperare delle sorti d'Italia".


Il processo unitario fu portato avanti dalle borghesie del Nord con la collaborazione delle aristocrazie meridionali e l'appoggio delle elites intellettuali. Il Risorgimento italiano è la più lampante dimostrazione di come un' Idea nobile quanto quella patriottica e d'Unità nazionale possa essere svilita se portata avanti per meri interessi economici da parte di ceti profittatori e parassiti.
Se i politici dell'epoca, invece di essere asserviti come al solito alle borghesie, avessero legato la questione nazionale a quella agraria, il Risorgimento sarebbe stato un movimento di popolo, spirituale e non ci sarebbe stato bisogno di "fare gli Italiani" dopo l'Unità, come disse qualcuno.


C'è sicuramente del vero in quel che scrivi.
L'interesse economico tuttavia ovunque impera: spesso, credimi, cause mascherate dalle biù belle parole, non sono altro che guerre economiche in senso puro. Spirito e materia esistono l'uno connesso all'altra.
Sempre parassiti ed aprofittatori vi saranno. D'altra parte anche il ben noto "spazio vitale" aveva un significato economico e non solo spirituale. Ed ogni uomo è "fratello", "camerata", "compagno", "solidale", ma sempre e comunque riluttante a mettere in comune ricchezze, tante o poche, possedute. Di S. Francesco ce ne sono stati pochi e le zone più comuniste d'Italia sono la ricchissima Emilia piena di Ferrari e la ricchissima Toscana...Finiamola con le illusioni
Non è questo il punto.
Non credo che la risoluzione della questione agraria avrebbe risolto il problema nazionale. D'altra parte è innegabile che la demolizione del latifondo, lenta fin che vogliamo, ha le sue premesse nel Risorgimento.
I movimenti di popolo, in senso allargato, non sono mai esistiti. E' una bufala "comunista". Sono le minoranze agguerrite ed elitarie, nonchè avanguardiste o al passo con i tempi, a fare la storia: il popolo osserva, segue, talvolta ratifica o mugugna.