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  1. #101
    La mano sinistra del diavolo
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    Chiarificazione interessante. Come Federalista ed etnonazionalista, proveniente dalla regione che ha unificato il paese in cui viviamo, dirò anche io la mia :



    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
    Cerco di ricapitolare.
    1) l'eredità del Risorgimento è plurale. Certo è che se nel '43-'45 combattevano in due campi opposti schieramenti che si richiamavano entrambi al Risorgimento, qualche riflessione dovrebbe nascere sul grado di coesione o disunione rappresentato dalla storia risorgimentale
    Su questo punto, purtroppo siamo in netta opposizione. Io sono fondamentalmente scettico su ciò che viene chiamato "risorgimento". Molto sangue, sì. Molti morti, sì. Ma NON un vero trasporto dal punto di vista popolare (o etnico, per usare un termine molto forte). Per me, l'unità d'Italia rimane un processo nato dall'alto ; e realizzato con forza bruta da una sola parte di ciò che noi oggi chiamiamo Italia (cioè il nord-ovest per l'appunto. Area ancora oggi che è, piaccia o meno, il vero cuore della nazione).

    Il "Risorgimento", cui molti di voi, intuisco, sono attaccati emotivamente, e che del resto è stato riportato sui testi scolastici per generazioni, rimane, per me, qualcosa di molto nebuloso. Preferisco non andare oltre su questo punto, perchè ci faremmo troppo male.

    2). Avrei di gran lunga preferito la soluzione federalista sia in versione democratica [Cattaneo et alii] sia in versione Savoia [seguendo però l'esempio prussiano, quindi federalista, mantenendo i Savoia come casa regnante italiana]. Tra l'altro, l'ipotesi di un Meridione al suo interno federalista era stata avanzata già dalla Carboneria meridionale [Statuto Organico della Repubblica lucana occidentale, 1818; Statuto confederativo sannitico-irpino, 1820; Costituzione del popolo carbonaro della Repubblica lucana orientale, 1820].
    Su questo sono d'accordo. Uno stato federale sul modello tedesco sarebbe stato l'ideale. Purtroppo, però non è stato fatto allora. E oggi è inattuabile, per ragioni che tu stesso puoi intuire.



    3) il trattamento subito dal Meridione resta una pagina nerissima, la vera macchia del processo unitario.

    Concordo. E lo sai il perchè ? Perchè ai Savoia (e un po a tutti i piemontesi consciamente o meno), non importava sostanzialmente nulla dei meridionali. Perchè NON sono il nostro stesso popolo. Non sono la nostra gente. E non c'è ragione di rispettare un popolo che non è il tuo.

    Quì ho fatto parlare anche il mio inconscio piemontese. Mi scuso con chi è meridionale e legge, ma sono anni che sento ripetere lo stesso interrogativo, riguardo il maltrattamento del meridione, quasi che fosse una terra straniera : beh, per dirla tutta, il meridione ERA un terra straniera, agli occhi Sabaudi.





    4) al contrario dello stato pontificio, che si teneva in piedi solo con le armi straniere e andava quindi giustamente raso al suolo, il regno borbonico, libero e indipendente, andava federato. I margini diplomatici c'erano.
    Può darsi per quel che riguarda i Borboni, ma non sono certo che lo stato pontificio fosse così debole. Nel bene o nel male è durato quasi 1000 anni.

    5) il vizio d'origine dei Savoia risale a Carlo Alberto e alle sue smanie annessioniste, che misero fine alla fase federalista della prima guerra d'indipendenza [cui, ricordo, partecipò pure il regno delle Due Sicilie].
    Concordo.

  2. #102
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    Citazione Originariamente Scritto da Voroscilov Visualizza Messaggio
    Chiarificazione interessante. Come Federalista ed etnonazionalista, proveniente dalla regione che ha unificato il paese in cui viviamo, dirò anche io la mia :





    Su questo punto, purtroppo siamo in netta opposizione. Io sono fondamentalmente scettico su ciò che viene chiamato "risorgimento". Molto sangue, sì. Molti morti, sì. Ma NON un vero trasporto dal punto di vista popolare (o etnico, per usare un termine molto forte). Per me, l'unità d'Italia rimane un processo nato dall'alto ; e realizzato con forza bruta da una sola parte di ciò che noi oggi chiamiamo Italia (cioè il nord-ovest per l'appunto. Area ancora oggi che è, piaccia o meno, il vero cuore della nazione).

    Il "Risorgimento", cui molti di voi, intuisco, sono attaccati emotivamente, e che del resto è stato riportato sui testi scolastici per generazioni, rimane, per me, qualcosa di molto nebuloso. Preferisco non andare oltre su questo punto, perchè ci faremmo troppo male.



    Su questo sono d'accordo. Uno stato federale sul modello tedesco sarebbe stato l'ideale. Purtroppo, però non è stato fatto allora. E oggi è inattuabile, per ragioni che tu stesso puoi intuire.






    Concordo. E lo sai il perchè ? Perchè ai Savoia (e un po a tutti i piemontesi consciamente o meno), non importava sostanzialmente nulla dei meridionali. Perchè NON sono il nostro stesso popolo. Non sono la nostra gente. E non c'è ragione di rispettare un popolo che non è il tuo.

    Quì ho fatto parlare anche il mio inconscio piemontese. Mi scuso con chi è meridionale e legge, ma sono anni che sento ripetere lo stesso interrogativo, riguardo il maltrattamento del meridione, quasi che fosse una terra straniera : beh, per dirla tutta, il meridione ERA un terra straniera, agli occhi Sabaudi.







    Può darsi per quel che riguarda i Borboni, ma non sono certo che lo stato pontificio fosse così debole. Nel bene o nel male è durato quasi 1000 anni.



    Concordo.
    Il Risorgimento fu un fenomeno eilitario. Le grandi masse popolari specie contadine e cattoliche in particolare restarono tagliate fuori e quasi come estranee.

    La classe borghese che lo aveva fatto poi si sentì in diritto di gestirlo " pro domo sua " con le note conseguenze.

    Intiere regioni al Sud ma anche al Nord ( Veneto per esempio ) gli restarono ostili. Piemontesi e Savoia restarono quasi corpi estranei.

    Italin ciapà cunt el sciopp ! Italiani presi con il fucile ! Si diceva a Milano dei Veneti per esempio essendo noto che essi avrebbero preferito restare con gli Asburgo e forse non avevano torto del tutto !

  3. #103
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    Caro Paul, le tue conoscenze storiche sono senz’altro più vaste delle mie. Vorrei però richiamare la tua attenzione su alcuni particolari.

    2) […] Avrei di gran lunga preferito la soluzione federalista sia in versione democratica [Cattaneo et alii] sia in versione Savoia [seguendo però l'esempio prussiano, quindi federalista, mantenendo i Savoia come casa regnante italiana]. Tra l'altro, l'ipotesi di un Meridione al suo interno federalista era stata avanzata già dalla Carboneria meridionale [Statuto Organico della Repubblica lucana occidentale, 1818; Statuto confederativo sannitico-irpino, 1820; Costituzione del popolo carbonaro della Repubblica lucana orientale, 1820].

    […]

    4) al contrario dello stato pontificio, che si teneva in piedi solo con le armi straniere e andava quindi giustamente raso al suolo, il regno borbonico, libero e indipendente, andava federato. I margini diplomatici c'erano.
    La proposta di federazione fu più e più volte avanzata in via ufficiale proprio dal nostro Regno (e non, o almeno non solo, dalla carboneria) e altrettante volte fu respinta dai Piemontesi che evidentemente covavano il loro sogno espansionistico. E forse anche perché, in quel momento, la corona - per pressoché unanime parere - sarebbe andata all’unico sovrano capace presente sul suolo italiano, vale a dire Ferdinando II.
    Gli unici a cui la federazione non poteva andare bene erano proprio i Piemontesi (sui perché potremmo discutere).

    3) il trattamento subito dal Meridione resta una pagina nerissima, la vera macchia del processo unitario.
    Innanzitutto, bisognerebbe concordare sul fatto che questo ‘processo unitario’ sia avvenuto. Dal canto mio, nego recisamente che aggressione indiscriminata (e a tradimento), invasione, anschluss (mai termine fu più adeguato… altro che Austria!) di una parte di un paese ai danni di un’altra, con conseguente (e scientemente voluta!) riduzione di questa seconda a regime semicoloniale, cancellazione di identità e tutto il resto, sia «unificazione».
    D’altronde, cosa potevamo aspettarci dal fijol de ’l maslé, dal figlio di un macellaio? In quel momento critico, evidentemente, i peggiori istinti plebei del suo sangue presero il sopravvento… meglio, molto meglio, i nostri zappaterra.

  4. #104
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    Citazione Originariamente Scritto da Paul Atreides Visualizza Messaggio
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    Tito Di Domenico [a cura di], ''La Carboneria meridionale. Testi e documenti'', Pietro Laveglia Editore, Salerno, 1980.

    Il proclama per il plebiscito sulla fusione della Lombardia con il Piemonte è del 12 maggio 1848. L'ordine di Ferdinando di richiamare il corpo di spedizione di Pepe è successivo al 15 maggio. Ergo...

    ''Qualunque fosse stata l'illusione che aveva fatto credere nella possibilità di una guerra nazionale dei prìncipi, le evidenti mire di Carlo Alberto all'ingrandimento territoriale del suo regno, lasciarono il Piemonte isolato di fronte all'Austria'' [Stuart J. Woolf, ''Il Risorgimento italiano'', vol. II°, Einaudi, 1981, p. 553].
    Tuttavia non penso che Carlo Alberto (anche a me piace poco) fosse interessato a tutta la penisola. Il suo disegno politico era limitato all'Italia del nord.
    Vale a dire, i Savoia fecero l'annesione del sud Italia per impedire, sotto sotto..., a Garibaldi di puntare verso Roma ed ivi convocare l'assemblea costituente e proclamare la Repubblica.
    In questo senso la colpa di tutto è da addebitare ai Savoia, i quali non sentirono il mezzogiorno come "carne" della loro "carne" e quindi agirono di conseguenza. Però, con Umberto I, e soprattutto con Vittorio Emanuele II, i Savoia si radicarono a Napoli. Prova ne è l'attaccamento del popolo napoletano a loro ed il fatto che, come ho più volte ribadito e che tutti cercano di smentire arrampicandosi un po' sui vetti, Napoli è stata dal 1943 al 1979 (anno in cui per poco Lauro non venne eletto in Democrazia Nazionale) la città più monarchica d'Italia.
    Paradossalmente i Savoia rilegittimarono la monarchia e la corona che cambiò solo di capo. Non sono sicuro, ma penso che la nobiltà borbonica venne tutta riammessa a corte ed i titoli nobiliari riconosciuti nella Consulta Araldica.
    Ai nobili, credimi, gli importa la corte, mica la Tradizione...
    Con buona pace di Garibaldi, e soprattutto di Mazzini ed amici.

  5. #105
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio Visualizza Messaggio
    Il Risorgimento fu un fenomeno eilitario. Le grandi masse popolari specie contadine e cattoliche in particolare restarono tagliate fuori e quasi come estranee.

    La classe borghese che lo aveva fatto poi si sentì in diritto di gestirlo " pro domo sua " con le note conseguenze.

    Intiere regioni al Sud ma anche al Nord ( Veneto per esempio ) gli restarono ostili. Piemontesi e Savoia restarono quasi corpi estranei.

    Italin ciapà cunt el sciopp ! Italiani presi con il fucile ! Si diceva a Milano dei Veneti per esempio essendo noto che essi avrebbero preferito restare con gli Asburgo e forse non avevano torto del tutto !
    Tu mi devi dire quali fenomeni prima del XX secolo sono stati popolari dal punto di vista partecipativo autentico. I Comuni della Lega contro il Barbarossa? Le Repubbliche marinare? Firenze o Siena? Ma non scherziamo...
    Innanzitutto i Veneti sono rimasti sotto gli Asburgo per soli 50 anni: probabilmente ignori che i Veneti avevano una loro Repubblica che venne sacrificata da Napoleone e cancellata dalla Santa Alleanza fra Trono ed Altare trionfante al congresso di Vienna del 1815 (amici veneti occhio...chi vi ha fatto fuori è il Metternich...)
    Se poi dopo i Veneti avessero voluto rimanere sotto gli Asburgo, allora non si riesce a capire la valenza dell'Irredentismo trentino, triestino, ed istriano e dalmatico, visto che questi erano popoli davvero dominati da più tempo dei Veneti dagli Asburgo (Fiume addirittura dall'Ungheria).
    E non si riesce a capire perché, al di là della retorica, delle decimazioni, delle ignoranze e degli analfabetismi diffusi fra il contadinato veneto tanto quanto al meridione, se non peggio, nel 1917 sul Piave, anche loro abbiano tenuto duro contro i "liberatori"...
    Ma per favore...

  6. #106
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    Citazione Originariamente Scritto da Ferruccio Visualizza Messaggio
    Il Risorgimento fu un fenomeno eilitario. Le grandi masse popolari specie contadine e cattoliche in particolare restarono tagliate fuori e quasi come estranee.

    La classe borghese che lo aveva fatto poi si sentì in diritto di gestirlo " pro domo sua " con le note conseguenze.

    Intiere regioni al Sud ma anche al Nord ( Veneto per esempio ) gli restarono ostili. Piemontesi e Savoia restarono quasi corpi estranei.

    Italin ciapà cunt el sciopp ! Italiani presi con il fucile ! Si diceva a Milano dei Veneti per esempio essendo noto che essi avrebbero preferito restare con gli Asburgo e forse non avevano torto del tutto !
    Non esistono fenomeni partecipativi popolari in Italia ed in generale in Europa prima del XIX secolo, prima delle rivoluzioni nazionali. Il primo fenomeno partecipativo popolare è la leva obbligatoria, creazione della Rivoluzione francese. I Comuni della Lega Lombarda? Le Repubbliche marinare (tutte oligarchiche e rette da commercianti e banchieri)? Le signorie?
    Inoltre occorre precisare che i Veneti furono sotto il dominio asburgico per soli cinquant'anni, dal 1815 al 1866, o ancora prima, dal famoso trattato con cui Napoleone soppresse la Repubblica di Venezia. Quindi semmai, caro Ferruccio, i Veneti volevano tornare alla loro Repubblica e non ai Savoia e non agli Asburgo. La Santa Alleanza, l'antirisorgimento, sancì, con il congresso di Vienna, la fine politica definitiva di Venezia e non il plebiscito del 1866 o 1867.
    Questo affinchè gli amici veneti capiscano chi li ha fatti fuori...il Metternich...
    Dire poi che i Veneti non vollero l'unificazione significa offendere e spazzare via tutto l'Irredentismo trentino, triestino e giuliano, istriano e dalmata, fenomeno proveniente da Italiani che, questo sì, erano dominati da secoli dagli Asburgo (Fiume addirittura era sotto l'Ungheria).
    Ti ricordo infine che i Veneti nel 1917 tennero duro con tutti, al di là della retorica, delle decimazioni di Cadorna e di Diaz e delle violenze dei carabinieri, della loro ignoranza, comunque sul Piave. Avrebbero potuto rivoltare le armi contro i loro superiori ed abbracciare gli austriaci, i croati e gli ungheresi, gli sloveni ed i galiziani o i cechi che gli venivano a liberare...

  7. #107
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Pretoriano Visualizza Messaggio
    A me me parete matti!
    L'idela della Repubblica Romana, era diciamo "distante" del fascismo e parecchio anche. Era una repubblica giacobina socialista, internazionalista.
    Bhe, non direi.
    Nella RSI fu stampato anche un manifesto per celebrare la Repubblica Romana e inoltre ci sono tanti scritti di gerarchi fascisti che glorificano la Repubblica Romana.
    Il richiamo ad essere continuatori del Risorgimento è costante in tutto il Fascismo dalle origini fino a Salò, da Mussolini fino a Pavolini!

    Garibaldi fu incensato spesso da Mussolini, e ci sono anche filmati Luce a riguardo, come Eroe della Patria.
    Mussolini, dal discorso di Radio Monaco il 18/9/1943: la libertà e l'indipendenza dell'Italia furno volute dalla corrente repubblicana e dal suo più puro e grande apostolo Giuseppe Mazzini!

    E di altri esempi te ne potrei citare a centinaia.
    W il Risorgimento!

    Il resto son solo chiacchiere....
    Il Fascismo è Rivoluzione non vandea..è Popolo non casta..è Lavoro non denaro!(Berto Ricci)

  8. #108
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    Uno dei filmati Luce in questione è l'inaugurazione della statua ad Anita Garibaldi sul gianicolo. Consiglio a tutti di vederlo.
    Mussolini disse: Le camicie nere Fasciste sono la continuità delle camicie rosse di Garibaldi
    Mi pare che non ci sia nient'altro da dire...
    Il Fascismo è Rivoluzione non vandea..è Popolo non casta..è Lavoro non denaro!(Berto Ricci)

  9. #109
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    Citazione Originariamente Scritto da Gasmask Visualizza Messaggio
    (la P2 fa capo ad un toscanaccio DOC...).
    rispondo solo a questo.
    informati su chi è colui di cui stai parlando e su da dove viene, prima di dire cazzate.

  10. #110
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Pretoriano Visualizza Messaggio
    Talvolta scrivi come un leghista antimeridionalista alla Calderoli!

    Forse che i contadini della tua Toscana o dell'Emilia erano più idealisti?!
    Chi erano i partigiani che in Emilia, in Liguria, in Toscana, in Lombardia combatterono contro i fascisti? Tutti operai o borghesi? O c'erano contadini anche li?

    Vuoi forse negare che l'assistenzialismo scaturito dall'esplosione della "questione meridionale" non ha generato più opportunismo di quanto già non ce ne fosse?
    bischero, è proprio quella la differenza.
    i contadini toscani han combattutto, da una parte o dall'altra.
    i contadini meridionali hanno scoperto quanto erano buone le lucky strike.

 

 
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