Risultati da 1 a 5 di 5

Discussione: Dall'avvenire

  1. #1
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    18 May 2002
    Messaggi
    20,725
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Dall'avvenire

    La posta in gioco di queste ore

    Attenzione alla vivibilità dei cattolici nel centrosinistra


    Edoardo Patriarca

    Il manovratore va disturbato. Non per capriccio, ovvio, ma quando serve sì, quando è utile al convoglio, quando lo esige il territorio che la locomotiva sta attraversando. Per questo interveniamo sul tema incandescente delle coppie di fatto. L'argomento - scusate - ci interessa.
    Il governo, nonostante le richieste che a più riprese gli erano venute e non solo da larghi settori del Parlamento, ma anche da parte di tanti esponenti della società civile, si appresta a presentare una propria disciplina legislativa sullo spinoso argomento. Una scelta che metodologicamente può lasciar perplessi, ma non formalizziamoci. Andiamo alla sostanza, ed è su quella che in queste ore molti cittadini sono in apprensione. Non solo i sostenitori di progetti spinti, tipo pacs; c'è apprensione anche in tantissimi altri che sono su posizioni diverse. E apprensione c'è, se posso per una volta parlare come uno che fin dal primo momento ha aderito al progetto della Margherita, in chi ha votato la maggioranza oggi al governo. Ovvio che ci sia allarme, e ovvio che ci si auguri scelte di estremo equilibrio. Scelte delle quali noi elettori non dobbiamo un giorno pentirci. Scelte che non abbiano a restringere la vivibilità dei cattolici in quell'area, scelte che non mortifichino le identità e i valori che un vero pluralismo deve esaltare, non mortificare.
    È evidente come in questi giorni nel centrosinistra si ponga il problema della laicità. Ma sarebbe un errore grossolano interpretare la laicità come una sorta di depotenziamento dei valori costituzionali. Quando si sente invece oggi più che mai la necessità insopprimibile di non far indietreggiare le culture politiche che hanno scritto la Carta Costituzionale, fra le quali, quella del cattolicesimo politico nelle sue articolazioni e varietà. Una cultura politica che ha messo al centro la persona e i suoi diritti, le formazioni sociali e la famiglia fondata sul matrimonio come recita l'art.29 della Costituzione.
    E questa famiglia, risorsa str ategica per il futuro del Paese, non può essere inquinata da qualsivoglia tentativo di equiparazione che svaluterebbe la formazione sociale a cui la Costituzione italiana, laicamente, riconosce una tutela e un favore specifico. Bisogna sforzarsi in ogni modo per non mandare deluse le attese di chi vede messo in dubbio il futuro della famiglia. Sono attese a cui non si può rispondere con doppiezze tipiche del politichese. Come non si può accettare che le soluzioni vengano poste in termini di prendere o lasciare, che ha più il sapore del "diktat" politico che di un serio tentativo di farsi carico delle ragioni di molti.
    Di qui alcune domande strategiche: in una coalizione che ha due gambe solide (Ds e Margherita) non dovrebbe essere la più forte anche numericamente a farsi attenta e preoccupata delle ragioni dell'altra? E poiché di elettori si tratta, non ci si dovrebbe seriamente preoccupare del consenso eticamente più sensibile, nella consapevolezza che questa sensibilità è una risorsa per tutti? Perché ferire alcune delle ragioni più profonde in chi ha creduto nella possibilità di costruire un dialogo forte e costruttivo nel centrosinistra, senza doversi continuamente veder rinfacciata la propria condizione di credente? Forse che i voti cattolici raccolti sotto le insegne del centrosinistra pesano - a tratti - di meno o addirittura infastidiscono, sino al punto da ipotizzare di poterne fare a meno senza pagare dazio? Solo un politico improvvido può non capire la portata della posta in gioco: la presenza politicamente significativa dei credenti in tutte le formazioni politiche, in un contesto bipolare temperato. Non perché i credenti in questo Paese debbano avere diritto di veto, ma perché delle loro ispirazioni e dei loro valori sia tenuto conto debitamente. Almeno al pari delle lobby femministe e gay, almeno al pari di certi grandi gruppi di potere economici e bancari, almeno al pari dei sindacati e delle organizzazioni datoriali.
    Se nell'elettore del centrosin istra, laico ma credente, si insinua il dubbio che nel proprio schieramento non vi sia riconosciuto uno spazio e una agibilità politica sui valori e sui temi che più stanno a cuore, e soprattutto non si rispetti lo spirito del programma, certo che tutto si complica.

  2. #2
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    18 May 2002
    Messaggi
    20,725
     Likes dati
    0
     Like avuti
    5
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    umano


    Francesco D'Agostino

    Chi dovrebbe aver paura della legalizzazione delle convivenze? Certamente non i cattolici. Coloro che credono che l’impegno coniugale vada confermato sacramentalmente e che, in una prospettiva di fede, il matrimonio sia analogabile al vincolo che unisce Cristo alla sua Chiesa, non possono certo sentirsi "tentati" dai Pacs e dalla loro palese, debole caratterizzazione di "piccoli matrimoni" (come una volta ebbe a definirli il cardinale Ruini) o di matrimoni "depotenziati". Se i cattolici sono in prima linea nella loro battaglia contro i Pacs, ciò non dipende dal desiderio di difendere un bene confessionale, ecclesiale e nemmeno, a ben vedere, spirituale: ciò che si difende dicendo no ai Pacs è uno specifico bene umano, che caratterizza tutte le epoche e tutte le culture e che non a torto è ritenuto, dagli etnologi, alla stregua di una struttura antropologica fondamentale. Appartiene infatti alle dimensioni più profonde e costitutive dell’essere dell’uomo una peculiarissima identità relazionale e soprattutto generazionale: tutti gli animali si riproducono, ma solo gli esseri umani divengono propriamente padri e madri; tutti gli animali sono generati, ma solo gli esseri umani si percepiscono come figli e figlie. Il matrimonio, insomma, è un vincolo reciproco e totale tra un uomo e una donna, che acquista un rilievo pubblico per garantire l’ordine delle generazioni. Ed infatti è nell’ordine delle cose che si possa riconoscere come invalida l’unione coniugale, quando uno degli sposi non sia fisicamente in grado di consumare il matrimonio. Difendere il matrimonio non significa quindi difendere un’istituzione sociale "inventata" da una certa cultura, o sorta in una "determinata epoca" e destinata perciò a tramontare con la cultura che l’avesse "inventata" e ad essere eventualmente sostituita da altre istituzioni sociali. Dubitare del matrimonio o sostenere il possibile carattere plurale di questa istituzione significa né più né meno che alterare in chiave indebitamente in dividualistica la realtà coniugale dell’identità umana. E reciprocamente difendere il matrimonio significa difendere una delle dimensioni costitutive della persona umana. Essere persona significa infatti (anche) percepire la vita nello stesso tempo come un dono e come un compito: chi ha avuto la vita in dono ha il dovere di comunicarla, fisicamente nella generazione e spiritualmente nell’amore, nella prossimità e nella solidarietà. I Pacs attivano nell’immaginario collettivo l’idea che la convivenza affettiva sia essenzialmente autoreferenziale, che cioè i conviventi debbano trovare in una serie di interessi reciproci garantiti dalla legge la ragione ultima della loro unione. Ora, non c’è alcun dubbio che possano esistere numerosi interessi privati, anche di natura esclusivamente economica, assolutamente leciti e meritevoli di rispetto sul piano privato. Ma quando la legge, riconoscendo il matrimonio, interviene a regolare pubblicamente le convivenze, dà a queste unioni una valenza al contempo simbolica e sociale assolutamente preziosa: è come se riconoscesse che l’individualità dei singoli sposi può prolungarsi verticalmente in quella dei figli, così come può dilatarsi orizzontalmente in quella dei parenti; contribuisce insomma, e in modo fondamentale, a statuire che l’identità del cittadino non si esaurisce nella sua ristretta e asfittica sfera individuale (peraltro meritevole di una giusta tutela), ma si manifesta nella sua pienezza in una relazionalità compiuta, in cui tutte le dimensioni dell’io, quella fisica, quella spirituale e quella economico-sociale vengono coinvolte.

  3. #3
    Forumista storico
    Data Registrazione
    13 Sep 2002
    Messaggi
    31,653
     Likes dati
    3,543
     Like avuti
    659
    Mentioned
    10 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Il primo articolo è una boiata pazzesca, il secondo mi pare ragionevolissimo!

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    01 Oct 2002
    Località
    Torino, riva sinistra del Po.... Europa. Dead Poets Society...
    Messaggi
    8,586
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da willy Visualizza Messaggio
    umano


    Francesco D'Agostino

    Chi dovrebbe aver paura della legalizzazione delle convivenze? Certamente non i cattolici. Coloro che credono che l’impegno coniugale vada confermato sacramentalmente e che, in una prospettiva di fede, il matrimonio sia analogabile al vincolo che unisce Cristo alla sua Chiesa, non possono certo sentirsi "tentati" dai Pacs e dalla loro palese, debole caratterizzazione di "piccoli matrimoni" (come una volta ebbe a definirli il cardinale Ruini) o di matrimoni "depotenziati". Se i cattolici sono in prima linea nella loro battaglia contro i Pacs, ciò non dipende dal desiderio di difendere un bene confessionale, ecclesiale e nemmeno, a ben vedere, spirituale: ciò che si difende dicendo no ai Pacs è uno specifico bene umano, che caratterizza tutte le epoche e tutte le culture e che non a torto è ritenuto, dagli etnologi, alla stregua di una struttura antropologica fondamentale. Appartiene infatti alle dimensioni più profonde e costitutive dell’essere dell’uomo una peculiarissima identità relazionale e soprattutto generazionale: tutti gli animali si riproducono, ma solo gli esseri umani divengono propriamente padri e madri; tutti gli animali sono generati, ma solo gli esseri umani si percepiscono come figli e figlie. Il matrimonio, insomma, è un vincolo reciproco e totale tra un uomo e una donna, che acquista un rilievo pubblico per garantire l’ordine delle generazioni. Ed infatti è nell’ordine delle cose che si possa riconoscere come invalida l’unione coniugale, quando uno degli sposi non sia fisicamente in grado di consumare il matrimonio. Difendere il matrimonio non significa quindi difendere un’istituzione sociale "inventata" da una certa cultura, o sorta in una "determinata epoca" e destinata perciò a tramontare con la cultura che l’avesse "inventata" e ad essere eventualmente sostituita da altre istituzioni sociali. Dubitare del matrimonio o sostenere il possibile carattere plurale di questa istituzione significa né più né meno che alterare in chiave indebitamente in dividualistica la realtà coniugale dell’identità umana. E reciprocamente difendere il matrimonio significa difendere una delle dimensioni costitutive della persona umana. Essere persona significa infatti (anche) percepire la vita nello stesso tempo come un dono e come un compito: chi ha avuto la vita in dono ha il dovere di comunicarla, fisicamente nella generazione e spiritualmente nell’amore, nella prossimità e nella solidarietà. I Pacs attivano nell’immaginario collettivo l’idea che la convivenza affettiva sia essenzialmente autoreferenziale, che cioè i conviventi debbano trovare in una serie di interessi reciproci garantiti dalla legge la ragione ultima della loro unione. Ora, non c’è alcun dubbio che possano esistere numerosi interessi privati, anche di natura esclusivamente economica, assolutamente leciti e meritevoli di rispetto sul piano privato. Ma quando la legge, riconoscendo il matrimonio, interviene a regolare pubblicamente le convivenze, dà a queste unioni una valenza al contempo simbolica e sociale assolutamente preziosa: è come se riconoscesse che l’individualità dei singoli sposi può prolungarsi verticalmente in quella dei figli, così come può dilatarsi orizzontalmente in quella dei parenti; contribuisce insomma, e in modo fondamentale, a statuire che l’identità del cittadino non si esaurisce nella sua ristretta e asfittica sfera individuale (peraltro meritevole di una giusta tutela), ma si manifesta nella sua pienezza in una relazionalità compiuta, in cui tutte le dimensioni dell’io, quella fisica, quella spirituale e quella economico-sociale vengono coinvolte.

    avvenire???

  5. #5
    più unico che raro
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    Udine
    Messaggi
    18,609
     Likes dati
    0
     Like avuti
    15
    Mentioned
    3 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Citazione Originariamente Scritto da willy Visualizza Messaggio
    Forse che i voti cattolici raccolti sotto le insegne del centrosinistra pesano - a tratti - di meno o addirittura infastidiscono, sino al punto da ipotizzare di poterne fare a meno senza pagare dazio?
    siamo coperti da dazi altissimi altrochè...

 

 

Discussioni Simili

  1. Bersani e Avvenire
    Di rediga nel forum Il Termometro Politico
    Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 18-02-10, 11:53
  2. Senza Avvenire
    Di UnaVeronese nel forum Sinistra Italiana
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 13-09-09, 23:22
  3. il sol de L'Avvenire
    Di paolo de gregor nel forum Politica Estera
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 22-09-08, 17:35
  4. quale avvenire per l'MRE?
    Di psisicilia nel forum Repubblicani
    Risposte: 36
    Ultimo Messaggio: 28-06-04, 02:40
  5. l'avvenire..
    Di di obrando nel forum Destra Radicale
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 13-05-02, 20:20

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito