SPECTRE
“Mantra Voluntatis”
(HR!SPQR/Audioglobe)
Time: (53:28)

Risulta più che mai arduo operare una sintesi esaustiva delle sfumature raccolte in “MV”, un caleidoscopio sonoro dove trovano spazio folk, rock/blues e divagazioni moderniste. I 12 episodi in oggetto sfuggono ad un’etichetta specifica, ad un terminologia sintetica ed esauriente che possa circoscriverne i caratteri essenziali all’interno di una categoria musicale ben definita. La ricerca sonora intrapresa dal musicista capitolino disorienta ed affascina, aggredisce ed ammalia. Spectre non eccede in barocchismi o soluzioni articolate, ma opera una sintesi equilibrata e, soprattutto, facilmente interiorizzabile delle varie componenti che animano l’attività artistica del cantante. Le trame essenziali ma fortemente ammalianti della title-track aprono l’album, cui segue una spumeggiante reinterpretazione di “House Of The King” dei Focus. Le cadenze felpate e l’atmosfera notturna di “Melody”, altra cover, si contrappongono alla musicalità eterogenea di “Signore Non Son Degno”, dove intimismo, slanci epici e sferzate elettriche si fondono armonicamente in un unico brano. Come non menzionare, inoltre, il conturbante recitato di “Meine Ehe” (tributo al maestro della pop art Andy Warhol), il marasma psicotico di “Apocalypse”, o ancora “Next Time” (che vede la partecipazione del ben noto Albin Julius dei Der Blutharsch)? Dunque, il singer degli Ain Soph debutta in veste solista con un lavoro intrigante, che trascende gli schemi più canonici: forse un disco non del tutto coeso, ma comunque ben al di sopra della mediocrità imperante.
Paolo Sola 7,5

http://circolodellavela.splinder.com/archive/2006-04