
Originariamente Scritto da
Manfr
Grazie della esauriente risposta!
Se l'idea di una partecipazione diretta dei lavoratori alla gestione dell'impresa (Carta di Verona, 18 punti, decreto del 44) è interessante, e nemmeno irrealizzabile, sono decisamente contrario all'idea stessa di corporazione...irrigidendo i soggetti economici in categorie simili, se ne limita la libertà e si ledono gli interessi sia dei componenti "svantaggiati" della categoria che dei consumatori... l'idea di una rappresentanza svincolata dai partiti, vicina alla gente e specchio della realtà economico-sociale di un Paese è secondo me realizzabile anche in forme diverse da queste di tipo prettamente gerarchico... mi mette, da Socialista Liberale, una certa orticaria anche l'idea di una diseguaglianza connaturata.... quanto allo Stato Etico, bisogna vedere che etica insegna

nel senso che, se si basa su un'etica della tolleranza e della libertà, allora ben venga!
beh la corporazione non limita affatto la libertà di impresa del singolo cittadino
che in caso di pessimo andamento dell'impresa o di maltrattamento dei lavoratori ne risponderebbe davanti allo stato per cui non mi sembra che nella corporazione fascista vi sia tutta rigidità come tu dici...
ECCO LO STATUTO CORPORATIVO!
Le corporazioni
Il Fascismo non può contestare il fatto storico dello sviluppo delle corporazioni, ma vuole coordinare tale sviluppo ai fini nazionali.
Le corporazioni vanno promosse secondo due obbiettivi fondamentali: e cioè come espressione della solidarietà nazionale e come mezzo di sviluppo della produzione.
Le corporazioni non debbono tendere ad annegare l'individuo nella collettività livellando arbitrariamente le capacità e le forze dei singoli, ma anzi a valorizzarle e a svilupparle.
Il Partito Nazionale Fascista si propone di agitare i seguenti postulati a favore delle classi lavoratrici e impiegatizie:
1) La promulgazione di una legge dello Stato che sancisca per tutti i salariati la giornata " legale " media di otto ore, colle eventuali deroghe consigliate dalle necessità agricole o industriali.
2) Una legislazione sociale aggiornata alle necessità odierne, specie per ciò che riguarda gli infortuni, la invalidità e la vecchiaia dei lavoratori sia agricoli che industriali o impiegatizii, sempre che non inceppi la produzione.
3) Una rappresentanza dei lavoratori nel funzionamento di ogni industria, limitatamente per ciò che riguarda il personale.
4) L'affidamento della gestione di industrie o di servizi pubblici ad organizzazioni sindacali che ne siano moralmente degne e tecnicamente preparate.
5) La diffusione della piccola proprietà in quelle zone e per quelle coltivazioni che produttivamente lo consentano.