



Sono di Terni anche io, l'ho conosciuto e lo conosco (certo non sono quello che si può considerare un amico intimo). Di tutti quelli che lo conoscono e con cui ho parlato fino ad ora nessuno lo considera nè una macchietta nè lo scemo del villaggio. A differenza di Negri è riuscito a portare avanti con coerenza e allo stesso tempo senza rimanere quarant'anni indietro la sua lotta politica ed ora si sta organizzando per creare un movimento antipenale libertario.
Quanto dici è quanto di più lontano dalla realtà possa esserci, almeno per quel che ho potuto verificare io.
A luta continua




Sarà che non sono di Terni ma avendolo conosciuto personalmente (e non certo partendo da una prevenzione positiva) ho proprio una considerazione diversa. Forse sarà che a Terni ci stava da adolescente e che poi ha vissuto a Roma e a Parigi.
Pensa che qualche tempo fa un tizio che mi aveva conosciuto quando ero uno scalmanato attivista sedicienne, entrato in una libreria e scorto il mio libro sul Nuovo Ordine Mondiale, proprio non si raccapezzava. Poiché passavo il tempo a provocare casini per lui non avrei mai potuto un giorno leggere e scrivere...


Vedi, io ho sempre parlato con rispetto dei morti rossi ed ho sempre difeso le garanzie degli avversari. All'indomani del 7 aprile su Terza Posizione uscì un articolo in difesa degli Autonomi, per esempio. E non si trattava né di retorica né di strumentalizzazione dialettica ma di un'altra cosa: magnanimità e senso di giustizia se vuoi. Immagino che qualche altro kabulista rosso abbia pensato la stessa cosa che pensi tu di Scalzone. Il quale non si sa bene cosa guadagnerebbe nel parlare bene dei nostri morti, visto che glielo faranno pesare dalle parti sue. Non si sa proprio cosa abbia guadagnato a contestare la strage di Acca Larentia, a negare alla radio francese il teorema delle stragi fasciste o a prodigarsi per fornire assistenza legale a Walter Spedicato ricoverato in clinica e senza conoscenza.
Facciamo attenzione: quando i mediocri s'imbattono in un'apertura mentale notevole o nella magnanimità altrui hanno la tentazione furibonda di sminuire queste virtù che fanno loro ombra; e le sminuiscono con il sospetto e la calunnia. Non cadiamo in questo errore pernicioso che non ci onorerebbe.


Guarda potrà sembrarti strano (forse c'è la classica ammirazione acritica o forse no) ma quando sabato scorso Scalzone ha parlato al CSA di Terni oltre a me c'erano una sessantina di compagni e ribadisco tutti compagni. Quando ha fatto il discorso sui morti rossi, neri o della polizia nessuno lo ha fischiato o ha fatto facce strane, al contrario è partito un breve applauso. Ci sono stato molto attento perchè ero curioso di vedere le reazioni.
Direi che i morti sono morti e tali comunque rimangono per quanto male o bene se ne possa parlare. Ognuno coltiva il ricordo ed il culto (laico o religioso che sia). Scalzone ha fatto molto bene a dire quello che ha detto e assicuro a quanti qui dentro parlavano di retorica che lo ha fatto senza artificio dialettico o sofistico, sebbene vi assicuri e ve lo potrà dire anche Metapolis (che da quel che ho capito ci ha parlato più volte di me) sia un ottimo oratore.
A luta continua


Una domanda a voce alta: ma la nostra area gode di apertura mentale?...cioè siamo noi oggi in grado di andare oltre, di commentare ciò che è stato con onestà intellettuale?...siamo in grado di rapportarci con la realtà?...


Una risposta a voce alta. Allora, negli anni Settanta, quando ci sparavano addosso e, peggio, ci sprangavano sotto casa, godevamo di un'apertura mentale notevole. Pensa che rispettavamo quelli che ci ammazzavano e disprezzavamo tutti quegli altri (Pci, sindacati, giornalisti, uomini di partito, nomenklatura del Msi) che non avevano il coraggio delle loro azioni.
Oggi, forse perché siamo arrivati solo a un derby virtuale sullo stile ultrà, la nostra area ha fatto passi da gigante all'indietro e sfocia spesso nel trinariciutismo che allora ci era davvero sconosciuto.


La risposta è chiara. Ma l'esperienza di chi ci ha preceduto, di chi ha vissuto quegli anni sulla propria pelle non dovrebbe "aprirci la mente" piuttosto che farci regredire?...Quando ricordiamo i nostri morti perchè lo facciamo?...tutte quelle "vite umane" debbono pure averci lasciato qualcosa, o no? Io sono convinta che dal passato bisogna sempre ricevere un insegnamento...ma perchè, oggi, mi sembra che non abbiamo imparato nulla?...scusate, probabilmente è uno sfogo inutile, ma nel leggere le opinioni espresse in merito alla vicenda Scalzone o quelle relative alle "nuove BR" mi sento proprio un pesce fuor d'acqua!