A Roma, qualche giorno fa, ai primi di febbraio, è andato in onda "Cuori Rossi": cosa sia lo si può già capire dal titolo, che clona / scopiazza / invidia il successone editoriale di Luca Telese "Cuori Neri", dedicato ai giovani fascisti uccisi negli anni di piombo, da Ramelli a Di Nella passando per Ziccheri e i fratelli Mattei e i vari eccetera. Insomma, "Cuori Rossi" è un convegno antifascista. Non c'è nessun motivo particolare per indirlo e infatti si dicono le solite cose, e si replicano i soliti attacchi a Pansa, Telese e la new entry Rao (a parecchio tempo di distanza, ormai, dall'uscita dei rispettivi best-seller): fascismo culturale, orgia revisionista, violenza a cui è lecito rispondere con la violenza (e infatti il convegno è organizzato assieme da Rifondazione e da Militant, il sito / organizzazione di cui fanno parte gli eroi ribelli partigiani antifascisti che a Reggio Emilia hanno tentato di impedire la presentazione in anteprima dell'ultimo Pansa, rischiando di buscarle anche dai vecchietti accorsi all'evento).
Insomma, nulla di nuovo sotto il sole dell'avvenire. L'ultrasinistra stavolta poteva risparmiarselo, anche perché pure in termini propagandistici non è che abbia reso granché, ma si sa, alle volte certi pomeriggi sono così interminabili, e difficili da trascorrere senza far nulla...
A trent'anni di distanza dalla gioiosa usanza dei Settanta che furono, si tenta di ripristinare il processo politico davanti presumibilmente al tribunale del popolo, con l'incredibile stupidità di non essere riusciti (e si tratta a volte anche di ragazzini di vent'anni) nemmeno a cambiare le desuetissime e obsolete parole d'ordine dei tempi d'oro. Ritorna lo Stato borghese, ritorna la classe operaia (non si sono nemmeno accorti che un governo di centro-sinistra, qualche anno fa, l'ha trasformata in precariato: e Rifondazione c'era), ritorna sottovoce il fascista buono da morto, che magari ucciderlo è appena un po' reato. E Cecchin è caduto da un muretto, da quest'orecchio proprio non ci sentono. E Di Nella, eh, in fondo dispiace: ma non si può permettere ai fascisti di commemorarlo, gli si dà agibilità politica, è incostituzionale. Insomma, durante lo svolgersi dei cortei fascisti il giorno della morte di Di Nella, occorrerebbe organizzare una contromanifestazione.
Tutte tesi e parole in libertà emerse da questo interessantissimo convegno, espresse da gente assediata sì, ma nella propria scatola cranica. Gente a cui l'odiato Veltroni, sindaco di Roma accusato di revisionismo (dedica strade ai fascisti) concede annualmente un cospicuo finanziamento coi soldi dei contribuenti della Capitale. Finanziamento per fare cosa, convegni forse?, il sindaco si guarda bene dal chiarirlo, ma siccome Militant è tutt'altro che un caso isolato, e che di associazioni, centri sociali e altre amene entità di estrema sinistra che ricevono dagli enti locali sovvenzioni di tutti i tipi ce n'è a dire basta, non saremo noi a mettere in croce proprio Veltroni, in fondo solo uno dei tanti. A lui riserveremmo solo un consiglio: scegliteli meglio i cocchi di casa. Questi qui intascano i tuoi soldi per organizzare dotte menifestazioni in cui tu vieni esposto al pubblico ludibrio, signor revisionista.
Ah, sì, è la democrazia.
Del resto, vale sempre la vecchia pregiudiziale, per cui non c'è violenza prima e al di fuori del fascismo, perché prima e al di fuori del fascismo esiste un mondo a colori dove le rose sbocciano nei prati anche a dicembre e la libertà e la giustizia trionfano su tutto. E infatti, proprio stasera, le forze dell'ordine hanno tirato dentro le camionette un'altra manica di imbecilli: altre Brigate Rosse con un quarto di secolo di ritardo. Con la stessa giovane età dei Cuori Rossi, con le stesse parole d'ordine, con la stessa spaventosa perdita di contatto con la realtà. Questi compagni che probabilmente sbagliano, guarda un po', erano il nucleo "Seconda Posizione", e senza troppi sforzi di fantasia avevano riadattato il vecchio logo della stella asimmetrica a cinque punte.
Ecco dove stava l'errore: troppa classicità retrò, poco glamour, per nulla fashion; non c'è niente di trendy in quel logo così demodé, poco cool. Ci credo che si sono beccati le intercettazioni e il mandato di cattura, invece dei soldi di Veltroni. Avessero preso esempio da Militant! Col suo bel logo col caschetto da motociclista senza motocicletta, stilizzato, la stella rossa sopra la visiera, che parla di gioventù, scontri di piazza (il casco serve a preservarsi dalle manganellate)... terribilmente cool, quello sì. E infatti fa la sua bella mostra anche sull'abbigliamento antifascista che i Cuori Rossi commerciano nel loro sito.
Dalla lotta al capitale alla lotta per il capitale contando sui finanziamenti del sindaco della capitale: compagni che sbancano.

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