Firmatario di un documento contro l’Alta Velocità è Vincenzo Sisi, uno degli arrestati, nel cui orto di casa la polizia ha ritrovato un Kalashinikov e documenti sulle Brigate Rosse.

Spiega oggi al Messaggero Antonio Ferentino, leader della protesta Anti-Tav in qualità di presidente della comunità montana della bassa Val di Susa:
- Oggi il movimento dei No-TAV buca l’informazione e la possibilità che gruppi eversivi ci mettano il cappello è elevatissima....... da due anni il movimento No-TAV ha preso il largo: è partito come drappello di protesta contro la rete ferroviaria ad alta velocità ed è diventato un movimento nazionale che si oppone alle grandi opere, dal Mose al ponte sullo stretto di Messina.

Però direi che, eversivo o non eversivo, il fine resta sempre quello di usare l’ecologia per fare politica, per impedire al paese di dotarsi di nuove opere e infrastrutture e perseguire appunto la formazione di un “movimento nazionale” in grado di bloccare qualsiasi iniziativa di qualsiasi governo, ad esempio in tema energetico, terrorizzando la popolazione con inesistenti rischi sui rigassificatori, le centrali nucleari, i turbogas etc.
Se poi il paese va in malora, resta al margine, va in crisi energetica e economica, poco male.
L’importante è avere l’ennesimo parlamentare, modello Caruso, che abbia un seguito di piazza e che la possa far pesare quando si decidono i programmi del paese.
L’ecologia non c’entra assolutamente niente, non c’entrano i treni, non c’entrano i rigassificatori o le centrali, è tutt’altra faccenda.