dall'arena di Verona Giovedì 18 Febbraio 2010:
COLPO FALLITO. Una donna era stata derubata della borsetta a Borgo Trento. E i passanti si sono alleati con gli agenti
scippo, due testimoni aiutano la polizia a prendere i fuggitivi
Il primo ha annotato i numeri di targa e ha avvisato la questura Il secondo ha seguito l’auto dando indicazioni con il telefonino
Doveva essere un colpo facile facile. Due donne sole, l’auto pronta alla fuga con dentro due complici capaci di intervenire in caso di bisogno, un’infinità di vie di fuga per far perdere le tracce in poco tempo. Tutto facile. Solo in apparenza. Non avevano fatto i conti, infatti, con due testimoni intraprendenti e con la perfetta organizzazione delle volanti: e quel colpo che doveva essere quasi un gioco è finito, in realtà, con tre arresti.
In manette, con l’accusa di scippo, sono finiti Mirko Gavrilovic, 22 anni, Aleksandar Dmitric, 20, e Mladen Dmitric, anche lui di 22 anni; tutti di origini serbe erano appena arrivati da pochi giorni a Verona. Se il colpo è andato in fumo, come hanno sottolineato il dirigente delle volanti Massimo Scannicchio e il vice, Cristina Rapetti, è merito ancora una volta dell’«alleanza» tra cittadini e poliziotti: un’alleanza che già in passato ha consentito di sventare furti e rapine e che ha consegnato alla giustizia ormai un numero consistente di persone. E che, auspicano gli agenti, è destinato a durare anche in futuro.
Anche nell’ultimo episodio tutto parte da una telefonata. La voce è quella di un uomo che ha appena assistito a uno scippo. La ricostruzione dirà poi che i tre ragazzi arrivano a Borgo Trento, in via XXIV Maggio, con una Skoda. Parcheggiano nel tratto che porta in via Butturini e aspettano la «preda». Alle 15.15 arrivano due donne: uno dei passeggeri scende, aspetta l’attimo giusto, si avvicina e strappa la borsetta; rapido come è arrivato, risale sull’auto e scappa. Tutto semplice. Invece no.
Il primo «ostacolo» è a poca distanza, su un marciapiede, che osserva la scena. Subito corre dalla signora scippata e si accerta che non abbia subito conseguenze. E intanto si scrive sulla mano il numero di targa dell’auto e chiama la polizia: sbaglia solo un numero e quella sequenza risulterà determinante per l’arresto. La targa viene diramata a tutte le volanti.
Ma non è finita. A poca distanza c’è un altro uomo seduto dentro la sua auto. Sente urlare e vede l’auto partire a velocità elevata proprio nella sua direzione. Decide di seguirla. Nel frattempo chiama anche lui il 113 e dà indicazioni sul percorso dei fuggitivi. La sala operativa è già allertata, le volanti sono in zona.
In un minuto il cerchio si chiude. Tre volanti bloccano la Skoda, i giovani finiscono in manette, la borsa con 250 euro viene recuperata. Ieri mattina, in Tribunale, il giudice Gorra ha convalidato l’arresto e accolto la richiesta di patteggiamento formulata dal difensore dei tre, Reggio, e il pm Giulia Bonini a 8 mesi e 350 euro di multa. La pena è sospesa, i tre tornano liberi.




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repapelle:
),ma questa gentaglia alla fine non farà altro che creare qui da noi esattamente la stessa situazione di degrado dei loro Paesi da dove sene sono andati.
ostridicolo: 