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  1. #51
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    Già io parlo di quel che conosco, Ferrando l'ho visto in televisione e credo abbia un grande carisma.
    Il fatto che sia trotzkista lo spingerebbe ad accodarsi a tutte le mode (con la scusa di "incollare alle masse") e alla fine diventare pure lui un buonista ben-pensante. Ma da quel che gli ho sentito dire pare che ci sia ancora in lui traccie di quel bordighismo che frequento nella sua gioventù, e questo forse lo terrà lontano dalle stronzate dove si è arrivati in Francia con la LCR.
    Insomma io credo che il PCL di Ferrando possa essere il Lutte Ouvrière di Laguillier in Francia.

    Riguardo Cobas e Carc per il momento non dico niente, essendo poco informato.

  2. #52
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    Citazione Originariamente Scritto da orkonner Visualizza Messaggio
    Già io parlo di quel che conosco, Ferrando l'ho visto in televisione e credo abbia un grande carisma.
    Il fatto che sia trotzkista lo spingerebbe ad accodarsi a tutte le mode (con la scusa di "incollare alle masse") e alla fine diventare pure lui un buonista ben-pensante. Ma da quel che gli ho sentito dire pare che ci sia ancora in lui traccie di quel bordighismo che frequento nella sua gioventù, e questo forse lo terrà lontano dalle stronzate dove si è arrivati in Francia con la LCR.
    Insomma io credo che il PCL di Ferrando possa essere il Lutte Ouvrière di Laguillier in Francia.

    Riguardo Cobas e Carc per il momento non dico niente, essendo poco informato.
    FERRANDO: FALLITA LA SINISTRA DI GOVERNO, RIPARTIRE DAL BASSO

    (22 febbraio 2007)

    Dalla crisi del governo Prodi scaturisce la necessità di una svolta a sinistra. È quanto propone, in sintesi, Marco Ferrando, del Movimento per il partito dei comunisti lavoratori. ''Il governo Prodi è caduto per il semplice fatto di non avere mai avuto una maggioranza certa al Senato: un fatto che tutti i partiti dell'Unione avevano rimosso con superbia e leggerezza, perché accecati dalla propria ansia di governo, che ora ha riportato tutti alla realtà.

    ''I gruppi dirigenti della sinistra governativa (Prc, Pdci, e sinistra Ds) si trovano di fronte al proprio fallimento: dopo essersi svenati per nove mesi nel votare missioni militari e finanziarie antioperaie al solo fine di conservare ministeri e cariche istituzionali, si ritrovano sotto le macerie di un governo esangue, in crollo di popolarità, proprio mentre c'eè una ripresa minacciosa di Berlusconi: un disastro totale''.

    ''Occorre una sinistra nuova, che riparta dalle domande del suo popolo. Non c'è oggi in Parlamento nessuna maggioranza possibile a favore dei lavoratori e dei movimenti. Occorre ripartire dal basso, attorno ad un programma di vasta mobilitazione per un'alternativa vera: un programma che respinga missioni, basi e spese militari, a vantaggio di sanità e scuola; che ripristini la previdenza pubblica a ripartizione e restituisca il tfr ai lavoratori; che rivendichi la soppressione di tutte le leggi di precarizzazione del lavoro e l'abolizione dei privilegi clericali; che colpisca gli enormi profitti delle banche e delle grandi imprese a vantaggio della maggioranza della società''.

  3. #53
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    Citazione Originariamente Scritto da Spartaco Visualizza Messaggio
    gli anarchici non partecipano alle elezioni, ma fanno i fatti anche senza avere il culo parato dallo stato.
    LA destra radicale figlia del msi, i cui militanti non sono capaci di fare nulla senza avere il culo parato dallo stato, l'unica cosa concreta che sono stati in grado di fare, sono le pagliacciate tipo le finte occupazioni clientalari dei cessi sociali di destra con il culo parato da alemanno e storace
    ...ancora per rispetto ( a tutti e al moderatore in particolare) non rispondo a tono.Sul "culo parato" ci sarebbe tanto ,ma davvero tanto da dire. Ma chiudiamolo qua il discorso..ti lascio con le tue monoteistiche certezze...

  4. #54
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    la domanda è una, cosa faranno i compagni interni ai partiti della sinistra radicale, come si comporteranno? accettare il "manifesto" del grande capitale che Prodi ha presentato? Tav, rifinanziamento, base yenkee! cari compagni non credete che accettando in funzione anti-berlusconi, vi salverete l'anima!
    abbattere questo governo è giusto! continuarlo ad appoggiare segnerà un ulteriore strappo sociale e ideale con i valori del socialismo.

  5. #55
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    Predefinito Ed ecco il comunicato in proposito del Campo Antimperialista

    MEGLIO COSI'

    Il governo Prodi-D’alema ha tirato la corda e la corda si e’ spezzata.
    Non era prescrittivo che il governo andasse a cercare al Senato, dove la sua maggioranza e’ aleatoria, un mandato pieno alla sua politica estera. Se l’ha fatto e’ perche’ nei prossimi mesi l’Italia sara’ tenuta a compiere passi e gesti di grandissima rilevanza politica internazionale.
    Deve tenere fede al suo vassallaggio verso gli Stati Uniti dando via libera alla costruzione di una super base americana a Vicenza (nel quadro del dispositivo strategico offensivo puntato contro il Medio Oriente). L’Italia guida la missione militare in Libano mentre questo paese galleggia sull’abisso e Israele si prepara a scatenare una nuova offensiva contro Hezbollah. E’ tra gli sponsor dell’invasione etiopica della Somalia, invasione che traballa sotto i colpi della guerriglia nazionale e islamica. Tiene migliaia di soldati in Afganistan mentre Bush ha annunciato una controffensiva su larga scala contro la Resistenza, non solo talebana. Deve infine, dopo avere accettato le sanzioni contro Tehran, di allinearsi alle pressioni belliciste americane contro l’Iran.
    E’ questo contesto che spiega come mai il governo abbia deciso di giocare il tutto per tutto, chiedendo ai partiti che lo appoggiano di firmare una cambiale in bianco, onde evitare di dovere rimettersi volta per volta all’esame del Parlamento.
    Il risultato e’ sotto gli occhi di tutti. Malgrado l’appoggio dei cosidddetti partiti pacifisti, nonostante il pesante ultimatum lanciato pochi giorni primi ai “dissidenti” (o date l’assenso o cade il governo), due senatori della sua ala sinistra non hanno voluto piegarsi al ricatto, tenendo fede, prima che alle segreterie dei loro partiti, al mandato dei propri elettori e alle speranze dei tanti manifestanti che a Vicenza, pochi giorni fa, hanno espresso la loro radicale opposizione non solo alla nuova Base a Dal Molin, ma alla politica estera filoamericana dell’Italia.
    Col suo stile paludato D’Alema ha tentato infatti di dare una botta al cerchio e una alla botte, svolgendo, nel piu’ classico stile democristiano, una serie di declamazioni a favore della pace e del multilateralismo, mentre nella sostanza ha confermato sia la sudditanza strategica verso gli Stati Uniti sia la necessita’ dell’Italia di giocare il suo ruolo di potenza subimperialista, gareggiando con i compari NATO nel contenimento delle Resistenze popolari, e perorando il discorso bushiano che l’Occidente e’ in dovere di esportare la democrazia anche a suon di bombe. Ne aveva il titolo, lui che come Primo ministro, si gettò nella guerra alla Iugoslavia senza neppure un mandato ONU, ne’ del Parlamento italiano.
    Il suo biforcuto discorso non e’ pero’ servito ad ottenere il voto favorevole di vecchi notabili democristiani come Andreotti e Cossiga, i quali hanno ritenuto insufficienti le pur sperticate dichiarazioni filoatlantiste di D’Alema.
    Esprimendo la nostra solidarieta’ ai senatori Turigliatto e Rossi che hanno avuto il coraggio di dire No, siamo altresì indignati per le volgari ingiurie loro rivolte proprio dalle file del PRC e del PdCI. Non versiamo una lacrima per le dimissioni di Prodi e la conseguente caduta del governo di centro-sinistra. Sordo alle speranze e alle aspettative di gran parte del suo stesso elettorato, esso ha caparbiamente voluto tenere fede ad una realpolitik imperialista che, tranne per lo stile meno rozzo, e’ stata in perfetta continuita’ con quella dei governi precedenti.
    Per quanto non sia facile superare in peggio l’operato del governo Prodi, e’ possibile, anzi certo, che quello che verra’ sara’ piu’ infame di quello precedente, ancor più deferente verso i diktat americani. Se malgrado questo i partiti della sinistra cosiddetta radicale decideranno di farne parte vuol dire che da soli avranno voluto scavarsi la fossa. Non saranno seguiti, questa volta, da tutti quei cittadini che sono stanchi della sudditanza verso gli USA e la NATO, di essere presi in giro da politicanti che in nome della pace perseguono una politica di guerra.
    Ci auguriamo che questa ennesima lezione serva ai tanti che si sono mobilitati per una politica di pace a comprendere che se davvero vogliamo fermare la guerra, noi soli non bastiamo, che occorre aiutare a vincere le Resistenze in Iraq, Palestina, Libano, Afganistan, Somalia e in ogni paese I cui popoli abbiano deciso di liberarsi dal giogo dell’Impero.
    Campo Antimperialista
    22 febbraio 2007



    A luta continua

  6. #56
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    Consultazioni, Mastella: ''Prodi può avere altri consensi''

    Il leader dell'Udeur al termine dei colloqui con Napolitano: ''Siamo convinti che il chiarimento intercorso nel centrosinistra gli consenta di vedere riconfermata la fiducia all'esecutivo con un voto parlamentare''
    Roma, 23 feb. (Adnkronos/Ign) - Continua il giro di consultazioni al Quirinale per una soluzione alla crisi di governo. Questa mattina sono saliti al Colle i leader della Cdl, Udeur e Rosa nel Pugno. I colloqui riprenderanno nel pomeriggio alle 16 con i leader dell'Unione, cominciando da Italia dei Valori e proseguendo con Pdci, Verdi, Rifondazione Comunista e Ulivo (Ds e Margherita). Quindi, saranno i tre presidenti emeriti della Repubblica a chiudere il giro. Dopo di che, si attenderanno le decisioni del capo dello Stato.

    Udeur - "Siamo convinti che il chiarimento intercorso nel centrosinistra consenta al presidente del Consiglio Prodi di vedere riconfermata la fiducia all'esecutivo con un voto parlamentare" e che dopo i punti indicati alla luce del chiarimento definito all'interno del centrosinistra, si possano "recuperare ulteriori consensi parlamentari". Lo ha affermato al termine del colloquio con il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, il ministro della Giustizia e leader dei Popolari-Udeur, Clemente Mastella.

    "Credo che i numeri ci siano", ha detto il Guardasigilli rispondendo alle domande dei giornalisti. "Abbiamo rappresentato al capo dello Stato la necessità di una continuità nel solco del mandato degli elettori - ha aggiunto Mastella - e quindi abbiamo escluso, per quanto ci riguarda, ogni formula di transizione, o di diverse maggioranze, che prescinda dalla base parlamentare dell'attuale assetto di governo''.

    Rosa nel Pugno - Romano Prodi resti premier, sia che venga rinviato alle Camere per un voto di fiducia sia che venga a lui conferito l'incarico per formare un nuovo esecutivo, come sarebbe preferibile. E' questa la posizione espressa dalla Rnp a cui delegazione era composta dal leader Radicale Marco Pannella, dal segretario dello Sdi Enrico Boselli e da Roberto Villetti.

    "Abbiamo ribadito al presidente della Repubblica l'indicazione della Rosa nel pugno per Romano Prodi come presidente del Consiglio - ha dichiarato Villetti al termine dei colloqui con Napolitano - qualunque sarà la soluzione che si adotterà''. Quanto ai Dico, Villetti spiega che "ieri il presidente Prodi ha detto che questo punto non era stato inserito, perché il governo aveva già approvato un disegno di legge in materia".

    A luta continua

 

 
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