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No, ha pure smentito a settembre in parlamento. Berlusconi dice tante cose, poi gli elettori selezionano e danno per vere quelle che comodano. Tra l'altro Berlusconi non ha nemmeno spiegato il perche' del ritiro, visto che come vediamo non c'e' nessun controllo.
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Iraq. Berlusconi: ritiro completo entro il 2006
Roma, 22 novembre 2005
"Se ci si domanda qual è la data per il ritiro dall'Iraq, noi con gli alleati e con il governo iracheno abbiamo parlato della fine del 2006". Lo ha affermato Silvio Berlusconi, nella conferenza stampa che ha chiuso la sua visita a Tunisi.
"Non abbiamo partecipato ad una guerra ma ad una missione di pace", ha poi sottolineato il presidente del Consiglio rispondendo alle domande dei giornalisti.
Il premier, rispondendo ad una domanda di un giornalista tunisino, ha ricordato che l'impegno italiano in Iraq è giunto "a seguito della risoluzione 1546 delle Nazioni Unite, che ha invitato i Paesi all'invio di contingenti per dare aiuto al popolo e garantire l'ordine pubblico. E questo - ha sottolineato - è quello che abbiamo fatto assieme ad altri 34 Paesi. Ora siamo in 29 e noi, per presenza, costituiamo il terzo Paese".
Berlusconi ha comunque ricordato che l'Italia "ha ridotto nelle settimane passate la propria presenza del 10 per cento e abbiamo un programma graduale di riduzione della nostra presenza che si attuerà via via che il governo iracheno disporrà di proprie forze dell'ordine che possano sostituirsi ai nostri militari". A questo proposito il capo del governo ha ricordato come grazie alle truppe italiane "sono stati addestrati diecimila iracheni: novemila per la polizia e mille per i militari. Di questi, molti hanno già preso servizio e hanno svolto il servizio d'ordine alle passate elezioni garantendo il loro svolgimento senza incidenti".
Ma non si è fermata all'aspetto della sicurezza la presenza italiana in Iraq dove "sono più di 500 i progetti realizzati: abbiamo aperto ospedali, scuole, asili, negozi, abbiamo fatto interventi sulla rete fognaria, ripristinato l'elettricità, strade e uffici pubblici. Insomma - ha concluso - la nostra è una presenza positiva e il governo iracheno ci ha ripetutamente ringraziato".
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hanno parlato, e l'ha detto in tunisia. Peccato che poi si sia smentito, come fa di solito :D
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http://www.repubblica.it/2005/j/sezi...q/itairaq.html
Il giorno dopo, puntuali, arrivarono le bacchettate per i
cronisti rei, a detta del premier, di aver ''costruito castelli in aria''. Berlusconi chiarì che nessuna data sul rientro delle nostre truppe ''è stata mai fissata''. ''Era un auspicio: il ritiro dev'essere concordato con gli alleati''. E sull'argomento si torna con cadenza bimestrale.
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Sveglia. Anche Bush disse 2004, poi 2005... poi 2006 :D
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http://www.forza-italia.it/notizie/pol_6341.htm
Dunque se a settembre Bush e Blair diranno che il ritiro non è possibile, le truppe italiane rimarranno in Iraq?
Certamente. Sarà tutto concordato con gli alleati e con il governo di Bagdad».
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In pratica ha detto: se Bush mi dice di ritirarmi, mi ritiro :D
Quest'uomo ama prendervi per il culo, del resto l'Onu aveva detto che la fine della missione era il dicembre 2005, salvo poi prolungarla.