D'Alema rilancia: «Ora più forte il Partito democratico»
Dal rilancio del Partito democratico alla politica estera bocciata dalla sinistra radicale. Dal botta-e-risposta con il capo della Cdl Silvio Berlusconi al saluto di benvenuto al senatore Marco Follini. Così Massimo D'Alema ha salutato la decisione del Quirinale di respingere le dimissioni del premier Romano Prodi. Parlando su tutto, ma in primo luogo sul reincarico di governo: «La scelta del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, rispecchia con assoluta correttezza la realtà e cioè che non ci sono alternative al governo che è stato scelto dagli elettori, un governo di centrosinistra», dice D'Alema.
È un D'Alema a trecentosessanta gradi quello che interviene dopo i tre giorni di crisi che si erano aperti proprio con un voto di sfiducia al Senato sulle linee guida del suo lavoro agli Esteri. A crisi ultimata, D'Alema può (finalmente) togliersi qualche sassolino dalla scarpa: «Una sinistra di questo tipo non funziona e non serve al Paese - osserva - e questo ce lo avevano insegnato anche nel partito comunista...». E a uno dei due dissidenti che mercoledì gli avevano votato contro, Fernando Rossi, che lo provoca domandandogli «ma i comunisti non nacquero contro la guerra?», il reponsabile della Farnesina risponde: «Per cambiare strategia bisogna esserci - commenta D'Alema - bisogna liberare le potenzialità dell'Italia e per farlo bisogna superare il senso di paura e di egoismo che sono i tratti fondamentali della cultura politica della destra».
«Al governo ci sono ministri dei Ds che hanno cercato di lavorare e di non rompere le scatole...». E c'è di che essere contenti, insomma, secondo D'Alema per il lavoro svolto dai membri di partito mandati al governo. E poi, una "stoccata" sul Partito Democratico: «Questa crisi dimostra che di questo partito c'è bisogno, ai compagni dico: viviamo una stagione di cambiamento». «Ma non sei il più bravo a costruire e a distruggere?», lo accusa uno degli esponenti della sinistra Ds, Cesare Salvi. «La sinistra muti con la società o perde le sue caratteristiche - è la replica del vicepremier - abbiamo bisogno di un bipolarismo più maturo e superare la frammentazione fra partiti a una gara a chi è più bravo».
E su Follini: «Se è legittimo uscire dalla maggioranza, è legittimo anche entrare». E cosa significa tutto questo: si rilancia la sfida a Berlusconi («L'Italia deve essere orgogliosa di Roma», dice D'Alema reagendo alle accuse del leader di Forza Italia mosse alla capitale «piena di droga e di favelas»), si boccia la proposta della Cdl di andare alle elezioni anticipate come «un gesto d'irresponsabilità verso il Paese» e si dà comunque credito a una «certa sinistra con una buona dose di primitiva ingenuità», ricordando che «il nostro governo è considerato tra i più progressisti()... se mai sono altri che dovrebbero avere le crisi di coscienza». Insomma, il "leader" non ha perso il suo mordente.
Ora: non so cosa pensino i diessini, però credo che il futuro PD somiglierà sempre più alla vecchia DC, e che perderà quasi subito l'ultimo barlume di sinistra rimasto...




)... se mai sono altri che dovrebbero avere le crisi di coscienza». Insomma, il "leader" non ha perso il suo mordente.
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