Tutto il potere a Romano Prodi: questo sembra il compromesso all'interno del centrosinistra per rilanciare il governo e non perdere l'ultima chance di governare l'Italia. In apparenza una cosa assai bislacca, che equivale a uno "zitti e pedalare" abbastanza mortificante per i partiti della cosiddetta sinistra radicale. Ma secondo qualcuno questa potrebbe rappresentare l'unica via d'uscita possibile alla crisi: se le contraddizioni non si possono risolvere razionalmente e politicamente, allora ci si mette un velo (pietoso?) sopra. Tacitata dalle "ragioni di forza maggiore", la sinistra radicale sarà "libera" (sic) di mandare giù Vicenza, Afghanistan, Tav e perfino una bella controriforma delle pensioni. Se il giochetto funziona, metteremo (forse) fuori gioco Berlusconi aprendo per giunta delle crepe nel centrodestra. Bisogna sempre vedere se il "giochetto" vale la candela. Gli "idealisti" come me avranno magari qualche dubbio, lontani come sono dai pragmatici e scafati strateghi della politica professionale come D'Alema e Rutelli, ma il "popolo della sinistra", la "mitica" base, minaccia il nostro linciaggio se osiamo far cadere Prodi (la prossima volta si passerà alla lapidazione in piazza) e dunque ci apprestiamo a turarci il naso in buon ordine, senza più disturbare i sagaci manovratori.Sia chiaro però che QUESTA sinistra, moderata e "radicale" che sia, ci sembra sempre più lontana dai valori e dagli ideali in cui (ingenuamente) ancora crediamo (quisquiglie come pace, disarmo, giustizia sociale, redistribuzione del reddito, diritti civili, fine del berlusconiano conflitto d'interessi, laicità, lavoro non precario, eccetera). Ma è chiaro, che sciocchi che siamo: se torna Berlusconi... (Se poi, cari compagni "riformisti", facendo la stessa politica del Banana gli elettori la prossima volta preferiranno affidarsi di nuovo all'originale, almeno per favore non ridate la colpa a quella fottutissima "sinistra radicale" che vi toglie il sonno, ed è la causa di tutti i mali dell'Italia, con quell'insopportabile idealismo di alcuni suoi irriducibili "comunisti" e "pacifisti", che fanno tanto male alla sinistra come ha detto oggi D'Alema).