60 ANNI FA GLI ALLEATI CANCELLAVANO LA PRUSSIAdi Gaetano Stellacci
BERLINO - Sono passati esattamente 60 anni da quando il 25 febbraio 1947 il Consiglio di controllo alleato con la legge nr.46 decise di porre fine all'esistenza della Prussia, lo Stato al centro per oltre due secoli di tutte le guerre d'Europa.
"Lo Stato di Prussia, da sempre veicolo del militarismo e della reazione in Germania, cessa in questo modo di esistere" si legge nel provvedimento con il quale il generale americano Lucius D. Clay ed il maresciallo sovietico Vassili Sokolovski tolsero al più grande dei 25 Stati del Reich tedesco, abitato da oltre 42 milioni di abitanti, ogni identità politica o geografica lasciandogli solo quella storica e culturale.
La Prussia Orientale venne in buona parte incorporata dalla Russia e divenne la regione di Kaliningrad, dal nuovo nome dell'antica capitale Koenigsberg. La Prussia Occidentale venne prevalentemente accorpata alla Polonia ed i tedeschi rimasti nell'area dopo la seconda guerra mondiale furono espulsi, anche se tuttora le loro organizzazioni sognano un improbabile ritorno. Per gli Alleati vincitori, la Prussia era l'incarnazione stessa di militarismo, obbedienza cieca e rispetto dell'autorità costituita, tre doti sfruttate per i suoi fini da ultimo anche da Adolf Hitler, che invece era di origine austriaca.
L'altra faccia della medaglia, e cioé la passione per le grandi riforme sociali, i natali ad un gran numero di artisti e uomini di pensiero come Immanuel Kant, Theodor Fontane o i fratelli Humboldt, oppure l'amore della disciplina nel senso positivo della virtù, agli Alleati usciti da una sanguinosa guerra non fece proprio nessuna impressione. All'origine del nome e della storia ci sono i Pruzzi o Borussi, un popolo baltico occidentale citato anche dallo storico romano Tacito, dal quale la Prussia prende il nome.
Il regno vero e proprio nasce da due filoni: da una parte la marca di Brandeburgo, che nel 1415 diventa principato con Friedrich von Hohenzollern, promosso a principe elettore dall'imperatore Sigismondo. Dall'altra lo Stato dei Cavalieri Teutonici in Prussia orientale e occidentale. I Cavalieri Teutonici sono uno dei tre grandi Ordini, insieme con i Maltesi e i Templari, nati durante le Crociate. Dopo le guerre contro i musulmani, i Cavalieri teutonici furono chiamati da un principe polacco per colonizzare i popoli slavi, a cominciare dai prussiani (o Pruzzi).
L'ordine, che dette vita ad un ampio Stato ecclesiastico, venne secolarizzato su consiglio di Lutero da Alberto di Brandeburgo; fu quindi soppresso da Napoleone Bonaparte ed in seguito ripristinato dagli Asburgo, per essere mantenuto, dopo la prima guerra mondiale, come ordine cavalleresco ecclesiastico della Santa Sede, con sede a Vienna. La Prussia con il cancelliere Otto Bismarck, quando sul trono c'erano sempre gli Hohenzollern, nel 1871 realizza il Reich tedesco, che finirà nel 1918 con l`abdicazione di Guglielmo II, ultimo imperatore tedesco e ultimo re di Prussia. Seguirà la breve parentesi della Repubblica di Weimar e poi, con l'arrivo al potere di Adolf Hitler nel 1933, la tragica esperienza culminata per i tedeschi nella sconfitta della Seconda guerra mondiale. A quel punto gli Alleati decisero la cancellazione della Prussia, a loro avviso la causa di tutti i mali




Rispondi Citando
