Risultati da 1 a 2 di 2
  1. #1
    Fascinazione
    Ospite

    risposta agli studenti antifascisti




    Ecco la risposta alle critiche mosse sul nostro volantino pubblicata da un anonimo camerata. Fra i trattini le insinuazioni dei compagni, ciò che segue, la risposta. Leggetevelo!

    Un sentito buongiorno a tutti gli artefici e i visitatori di questo fantastico blog. Sono un militante del Blocco Studentesco e sono qui per rispondere alle critiche mosse al nostro volantino da parte di questo nuovo aspirante filosofo, il quale tramite notizie false, estrema superficialità e deduzioni illogiche tenta di screditarlo. Vi sto degnando del mio tempo anche per dare una risposta concreta alle ripetute accuse di superficialità mosseci soprattutto online..
    Vediamo dunque di replicare al più intelligente tra gli stupidi, tale Shad.


    --Il Politicamente Corretto

    Il politicamente corretto è quella forma di linguaggio e di idea che è priva di discriminazioni e pregiudizi legati ad etnie, religione, orientamento sessuale, età, caratteristiche somatiche o menomazioni. Quindi: chi è contro il "politically correct" ha un'idea discriminatoria nei confronti di una o più di queste categorie.--

    Mi sorprende trovare una definizione “da vocabolario” del politicamente corretto usata per muoverci una critica. Sono proprio gli studenti antifascisti infatti, coloro che maggiormente ci criticano per la confusione da noi fatta su alcuni termini che nel linguaggio corrente assumono significati differenti da quelli oroginari, come “goliardia” e “spirito borghese”. Essere avversi al politicamente corretto non significa ciò che sostieni tu. Significa essere avversi alla deriva moralista e buonista di questa società finta(o dell’apparenza), dove il politicamente corretto è stato assunto come linguaggio ufficiale da vari moralisti e benpensanti. Esempio classico Maurizio Costanzo e le sue sparate. Oppure potremmo parlare dello spazzino che si trasforma in operatore ecologico o del bidello in collaboratore scolastico, lavori a cui si vuole dare un finta dignità, una patacca da appendere al petto, non delle garanzie ed una seria riqualificazione. Paradossalmente usando una visione del politicamente corretto che comunque non ci appartiene, potremmo definire “politicamente scorretti” personaggi come Berlusconi, Beppe Grillo, Oreste Scalzone o Di Canio, sempre paradossalmente…

    --La Societa’ Dell'Apparenza

    La società dell'apparenza è una società fondata sull'omologazione dei costumi e sulla superficialità, tipici esempi sono l'apparire forti in gruppo e l'affascinare con la violenza.
    Ne è stato un esempio storico lo squadrismo fascista.--

    La tua frase fino alla virgola è esatta. La tua critica potrebbe essere presa tout court e riproposta per l’autonomia operaia, erano molti e non mi sembra che disdegnassero la violenza. Il problema è che voi non siete capaci a fare una differenza fra violenza e combattimento e fra apparenza ed estetica d’azione. L’idea della forza nel fascismo non è affatto legata al gruppo(chi è che parla di masse ecc..?) ma vive anche nel singolo(sai bene quanto il fascismo attinga da Nietzsche). Comunque il vivere per un’idea, incarnarla, affermare che la vera libertà è figlia del sacrificio e della volontà, è quanto di più lontano esista dall’apparire, qui si parla di un piano di piena autenticità.

    --La Scuola-Azienda, dove gli studenti sono numeri e le idee sono proibite

    La scuola azienda è sintomo dell’attuale capitalismo neoliberista. Tuttavia, che io sappia, non è mai capitato di vedere alunni chiamati attraverso numero di matricola e non si è mai assistito a scene di repressione ideologica nei confronti di chi esternava le proprie idee. Non si sono mai verificate punizioni nei confronti degli alunni che quotidianamente nel vestiario violano la “Legge Scelba” che proibisce l’apologia al fascismo (es. cappelletti con celtiche...). --

    Fino al primo punto, dici una cosa esatta al 90%. Anche io non ho mai visto alunni chiamati col numero di matricola, ma non puoi negare che gli studenti necessitino di maggiori spazi autonomi e non, che possano dare spazi di crescita maggiori e più completi. Ad esempio nella mia scuola tutte le attività non prettamente didattiche sono state piano piano eliminate, sfavorendo così la creazione di una comunità scolastica. Non puoi negare inoltre che iniziative come quella del registro elettronico non facciano che alimentare la visione dello studente-numero. Affermi poi di non avere mai visto scene di repressione ideologica. Dove vai a scuola su Venere? Potrei parlarti di bocciature che definire “incomprensibili” è un dolce eufemismo(ti piace questa forma retorica filosofo?), di volantini stracciati, di minacce e denunce…nemmeno immagini che elenco potrei farti. Ti consiglio poi, prima di parlare di “legge Scelba”, di leggerla. Già perché questa è strettamente legata alla dodicesima disposizione transitoria, quella che vieta la ricostituzione del DISCIOLTO partito fascista. Si tratta dunque effettuare una difesa del fascismo storico. Oltre ad essere una legge liberticida, l’unico reato di pensiero in Italia, non mi proibisce di vestirmi come cazzo mi pare. Senza calcolare che tu fai l’esempio della croce celtica, simbolo non presente nel fascismo. Una legge che dovresti avversare anche tu, se fossi una persona obiettiva e coerente. Resto basito dal fatto che tu addirittura ne faccia appello.

    --Lo Spirito Borghese

    Le paure dello spirito borghese hanno dato vita al movimento fascista:
    L'alta finanza e la classe militare si sono sentite minacciare dall’imminenza comunista che echeggiava in Europa, soprattutto dai valori dell’ abolizione della proprietà privata e del pacifismo. Le due classi si sono fuse in un sistema AUTORITARIO ed hanno mandato in prima linea la classe sociale più indecisa e SPAVENTATA, ovvero la classe medio-borghese. Il primo episodio avvenne in Russia ai primi del novecento quando lo Zar Nicola II aiutò i "Cento Neri"(un’organizazione di estrema destra formata essenzialmente da proprietari terrieri), organizzando i pogrom, e dopo un'intensa attività di propaganda finanziata dallo stesso Nicola II, i Cento Neri deportarono oltre 3.000 ebrei senza che la polizia intervenisse.
    Il fatto che la prima attività di tipo fascista avvenne nel paese in cui era maggiormente sentita la minaccia di una rivoluzione comunista non è un caso. IL FASCISMO NON E' UNA MOLLA RIVOLUZIONARIA MA UNA BRUSCA FRENATA.--

    ”Le paure dello spirito borghese hanno dato vita al movimento fascista”. L’apologia della stronzata. Intanto la frase è sbagliata a livello linguistico. Avresti dovuto dire le paure causate dallo spirito borghese, o le paure della classe borghese, o semplicemente le paure della borghesia. Ciò che ha dato vita al fascismo è stata la trincea della prima guerra mondiale, lo spirito degli arditi, l’impresa fiumana e la poesia dannunziana, il futurismo, marinetti, un vitalismo di fondo, quello che voi non comprendendolo definite “contraddizioni”. Sotto l’aspetto politico, ciò che ha permesso la vittoria del fascismo è stata la voglia di riscatto di gente che dopo aver fatto una guerra veniva additata ed umiliata dai compagni, la frustrazione di lavoratori a cui veniva vietato di lavorare(vedi i bolli sulle mani dei mungitori), le paura di uno stato sovietico, del caos. La borghesia e gli industriali appoggiarono il fascismo convinti di poterlo usare, quando poi fu il contrario. Basta che ti vai a leggere tutte le leggi sociali fatte dal fascismo(previdenza sociale, case popolari, maternità, 8 ore lavorative ecc…) e mi devi spiegare in quale modo l’agire del fascismo possa essere stato “manovrato”. Dire poi che il pacifismo sia un valore espresso dai compagni durante il biennio rosso, fa davvero ridere. Il fascismo è stato ed è rivoluzione.

    --L'Antifascismo

    L'antifascismo è un movimento nato contemporaneamente e in opposizione al fascismo e racchiude in sé diverse sfumature di sentimento sociale: antifascisti furono i comunisti, i socialisti e gli anarchici, ma anche i democristiani, i liberali e le fiamme verdi. L'antifascismo non è un sentimento confinato solo a sinistra e l'esponente più rappresentativo della destra Gianfranco Fini lo ha confermato come un valore.
    Antifascismo vuol dire amore per la libertà di parola e di pensiero; questa libertà, negata per un ventennio, è un valore che è stato conquistato con la morte di molti uomini e andrebbe difeso a costo della vita, anche oggi che la minaccia squadrista di estrema destra ha una forma più subdola, oggi che è così viscida da celare i suoi simboli persino quando fa delle azioni come, ad esempio, un’occupazione*. --

    In primis hai scritto una falsità. C’è scritto, distruggeremo l’antifascismo militante, non l’antifascismo. Poi mi dovresti spiegare se l’antifascismo è un movimento, un sentimento o un valore. Nel tuo intervento lo definisci in queste tre maniere, lo sai che non sono sinonimi? Per antifascismo militante sai bene cosa si intende, ovvero quella costruzione artificiosa fatta da una determinata sinistra all’inizio degli anni ’70. Parlo di soccorso rosso, di lotta continua, del periodo in cui uccidere un fascista non era reato.
    Di chi appunto senza definirsi in maniera propositiva fa una chiara operazione reazionaria definendosi “anti”-fascista. Fini, i liberali, i socialisti, i democristiani, non sono per caso anticomunisti? Certo che lo sono, in quanto se uno è socialista sarà anti-destra, anti-comunista ecc…Partendo dall’essere qualcosa, si può essere “anti”, essere anti a priori significa professare odio. Che poi l’Italia abbia una costituzione(fondata sul lavoro, non sull’antifascismo cmq) redatta subito dopo una guerra persa dal fascismo(e chi la scrive la storia?), è vero. Se la costituzione non ci riconosce, noi non la riconosciamo. Chi si appella sempre alla costituzione siete voi, che amate la legalità più della destra borghese.


    [/b]
    Seconda parte

    --Il sessantotto

    La scuola prima del 1968 era qualcosa di improponibile. Gli insegnanti si dilungavano in spiegazioni astratte e barocche in uno stile accademico più vicino all'ottocento che alla realtà dell'epoca. Le occupazioni del sessantotto, le rivolte studentesche (in questo scenario i fascisti presero parte a fianco dei bigotti del tempo in un ruolo di repressione violenta), hanno avuto un ruolo determinante, hanno rivoluzionato l'istruzione. Se oggi a scuola c'è un dialogo aperto e attuale, le assemblee, L'ESTENSIONE DEL DIRITTO ALLO STUDIO DELLE CLASSI DISAGIATE, lo si deve a quei duri anni, dove le scuole le occupavano gli studenti, in modo compatto e deciso: sicuramente non avrebbero mai lasciato la scuola di notte in mano ad esterni. Non cercavano un riscontro mediatico ma una vittoria radicale, che è si è manifestata nel sessantotto più intenso e ampio di tutta l'Europa occidentale. Chi critica le cause del sessantotto critica i valori di attualità nelle scuole e di estensione del diritto allo studio. --

    Qualcuno ha forse detto di voler distruggere il ’68? Sempre facendo un operazione alquanto subdola, hai modificato il testo del nostro volantino. Sul volantino c’è scritto struggeremo L’IPOCRISIA DI PRESIDI E PROFESSORI EX SESSANTOTTINI. Non siamo contrari al ’68. Se tu fossi una persona informata e non un chiacchierone sapresti che durante le occupazioni del ’68 i fascisti occuparono giurisprudenza. Gran parte dei camerati condivideva inizialmente ciò che rappresentò quel movimento, intravedendo la possibilità di una rivolta generazionale. Chi entrò a caricare gli studenti ha poco a che spartire con noi. Siamo contro la totale politicizzazione e strumentalizzazione che ebbe la rivolta in seguito. Stessa cosa successe con le sottoculture giovanili all’inizio degli anni ’80 che la sinistra non esitò ad allineare. Detto ciò, non c’è nulla di peggio di questi professori ex sessantottini trasformatisi in borghesi forcaioli. Esemplari benpensanti, come quelli del Mameli, che non hanno esitato ad additare come “mostro” un ragazzo colpevole solamente di aver litigato con un suo coetaneo per motivi personali.

    --L'irrazionale legato alla voglia di vivere

    L'irrazionalità e la voglia di vivere non bastano.
    Il termine “voglia” presuppone un bisogno e ogni bisogno presuppone una sofferenza, vivere di voglia o voglia di vivere sono l'anima del bisogno e della sofferenza. Non è un incitamento al suicidio poiché la voglia di morire è anch'essa una forma di bisogno e di sofferenza. La vita è un dovere, ciascuno ha il dovere di vivere e di ragionare, non è un dovere imposto, è un imperativo naturale. Trovare delle giustificazioni alla propria esistenza presuppone una crisi della coscienza, l'irrazionalità ne è il sintomo più evidente, un turbine autodenigrante che pone l'uomo, un essere pensante e razionale, su un gradino inferiore a quello di un protozoo, che bene o male non si impone una voglia di vivere per crisi di coscienza ma vive per necessità.--

    Irrazionalità e voglia di vivere non bastano? Ma non bastano per cosa? La voglia presuppone un bisogno? Più che altro afferma una volontà. Verbo latino “volo”. Hai poi scritto un pippone senza senso sul significato di irrazionalità. Per quale motivo sarebbe denigrante? Nessuno ha escluso che la razionalità sia importante, ma limitare la conoscenza e l’uomo al solo aspetto razionale equivale davvero a denigrarlo, cosa che fai tu. Noi in oltre non crediamo all’ideale utilitaristico Darwinista-Marxista della necessità. L’aspetto irrazionale, dionisiaco, è fondamentale per aspirare ad una conoscenza completa.

    --Giovani Incompresi

    La gioventù si manifesta sempre come quella forma non compresa dalla generazione precedente. così dicevano anche i nostri genitori che ora assomigliano tanto ai loro. E' necessaria una gioventù che conosca il passato e sappia RAZIONALIZZARE il presente, una gioventù che non si ponga in opposizione ai genitori/professori ma che porti avanti quella lotta di giustizia sociale la cui assenza sta facendo collassare il mondo in un turbine di consumismo, menefreghismo e ipocrisia. --

    La frase corretta è: la gioventù che non capisci. Il fatto di non essere compresi non era relativo ai propri genitori. Lo scontro Genitori-Figli esiste da sempre e non credo che con la razionalizzazione(ma quanto ti piace questo termine?) di ciò che è passato si ottenga qualcosa, se non la fine della spinta propulsiva che la nuova generazione può dare. Noi abbiamo dei genitori spirituali sui quali si sputa ancora oggi, abbiamo una maniera di intendere la vita totalmente avversa alla concezione comune, portiamo avanti dei valori a volte innovativi, a volte dimenticati. Valori che in parte con le mie risposte ho già esposto. Di avversità al materialismo, di eroismo, di fratellanza vera. Di sfida alla morte e di rivoluzione totale.
    Rivoluzione su se stessi cercando di seguire una via spirituale. Il primo nemico è infatti il borghese dentro di te.


    --L'Amore Nei Confronti Della Lotta e Della Ribellione

    E' sbagliato amare la lotta fine a se stessa ed è da cretini ribellarsi per principio o per indole. Un qualsiasi tipo di lotta presuppone un qualsiasi tipo di violenza, amare la violenza significa AMARE L'ODIO. La lotta talvolta è necessaria ma dovrebbe sempre attuarsi nel modo meno violento consentito dalla situazione che la innesca. Tutte le lotte che hanno portato a dei diritti sono nate non per amore della violenza ma per una disperata necessità di giustizia sociale. Purtroppo c'è ancora qualche masochista che odiando gli stupidi** odia se stesso, e vivendo di odio ama la lotta, l'irrazionalità, la violenza che sia psicologica e fatta con un megafono o che sia fisica fatta con chiavi inglesi o quant'altro davanti a un qualsiasi liceo di Roma***--.

    “Un qualsiasi tipo di lotta presuppone un qualsiasi tipo di violenza, amare la violenza significa AMARE L'ODIO”. Qui ti sei superato. Logica, mai sentito parlare di questa sconosciuta? L’unica felicità è nella lotta. Lottare come stile di vita, una dimensione eroica e combattente di questa. Un lotta per dei valori, dei principi, che poi nell’atto pratico si tramutano in varie lotte. Forse sei tu che stai senza un cazzo da fare e poi quando il tuo pragmatismo ti smuove inizi a lottare(ti vorrei proprio vedere). Il fascismo è stata una delle rivoluzioni con meno spargimento di sangue della storia, ben diverso dal tuo amico Lenin che diceva “la rivoluzione non è una cena di gala”. Amare la lotta non significa affatto amare la violenza, non è una conditio sine qua non, ma è la storia ad insegnarci che spesso la violenza è necessaria. La violenza è figlia del pragmatismo, non la lotta. Anche se le ultime risposte sono state un po’ sbrigative(visto che non sono un nano brufoloso che passa la vita davanti al pc), sono sufficienti comunque per ribadire che qui lo stupido sei tu, chi fa falsa propaganda sei tu, chi propone modelli d’odio sei sempre tu così come chi limita la libertà. Ciao filosofo.

    --* riferimanto all'occupazione del Farnesina
    **riferimento ad un loro slogan
    *** riferito agli episodi del Tasso, del Newton, del Galilei, del Marco Polo,del Mameli e dell'Aristofane--

    [b]Il Blocco non è responsabile degli episodi del Tasso, al Newton abbiamo risposto ad una aggressione, al Galilei non si è andati oltre ai cori(vedi risposta di Carolina), il Marco Polo non sappiamo nemmeno dove sta, al Mameli è stata una lite fra ragazzi per motivi personali(l’altro ragazzo era di destra), e all’Aristofane lo sanno pure i sassi chi è stato a fare le scritte, di certo non noi. Smettila di fomentare odio coglione. [b]

  2. #2
    ulfenor
    Ospite

    Predefinito

    Un applauso vivissimo

    ho letto letto le risposte del giovane camerata su altro sito ancora complimenti!

 

 

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