
Originariamente Scritto da
Lutzianu
hahahahhahahahahhaha
sono contento dei tuoi sucessi, a differenza tua non sputo sentenze dalla mattina alla sera. Reagisco solamente alle indignanti provocazioni che esono dalla tua tastiera.
evidentemente insieme all'intelligenza hai corta anche la memoria visto che giusto un paio di giorni fa mi hai dato del coglione proprio su questo forum (con un uscita di berlusconiana memoria).
Com'è ? Gli "altri" devono far finta di niente e tu, povero angioletto, fai la vittima-vincitrice?
Per tua fortuna milito dove milito e provo ogni giorno ad aderire alle idee di irs nella mia quotidianità, la reazione alle tue provocazioni rimane solo uno scherzo. Tu però, non militando in irs, ed essendo, per que che ne sò, politicamente libero, puoi permetterti di agire secondo la tua coscenza e non devi rispondere a nessuna morale ma non puoi permetterti di sorpassare certi limiti. Se dovessi far prevalere la mia cultura e le mie esperienze personali la mia reazione sarebbe ben diversa. È chiaro che tu non ne vali la pena, ma non per questo devi istigare la gente alla violenza.
Leggiti questa lettera che è apparsa oggi sull'unione e ricordati che nonostante tu stia scrivendo in un forum di un movimento politico non-violento quersto non è un alibi per provocare la gente in maniera indisturbata.
Cristo, Gandhi e la rinuncia a giudicare chi ci danneggiaNel perdono sta la vera giustizia (purché funzionino i tribunali)

Nel corso della sua esistenza, Gandhi è stato più volte percosso. Sebbene in due occasioni abbia rischiato di morire, si è sempre rifiutato di perseguire legalmente i suoi assalitori perché è riuscito a vedere che essi avevano fatto «quello che ritenevano giusto». Cristo non giudicò nemmeno coloro che gli sputarono in faccia e lo sottoposero senza alcuna pietà all'umiliazione. Egli chiese perdono, e non vendetta, per coloro che lo avevano torturato. Cristo e Gandhi conoscevano la Giustizia libera da ogni forma di giudizio. Una forma di percezione che ci fa vedere ogni cosa senza lasciarci andare a sentimenti negativi, ci libera dall'impegno di Giudice e di Giuria. Questo diverso atteggiamento porta con sé comprensione e compassione. La Giustizia di questo tipo rappresenta la libertà di vedere ciò che si vede, e provare ciò che si prova, senza reagire in modo negativo. Permette di sentire direttamente, senza l'ostacolo dell'intelligenza, il flusso dello splendore e dell'amore dell'universo. Così noi ci evolviamo come individui e come specie. Dobbiamo evitare ogni forma di giudizio, anche su eventi che appaiano incomprensibili, come la crudeltà, la morte di un bambino, l'agonia prolungata di chi muore di cancro o di un'esistenza trascorsa immobilizzati a letto. È giusto provare compassione, ma se permettiamo a noi stessi di giudicare gli avvenimenti e le persone coinvolte, perdiamo il giusto equilibrio. Se ci capita di vedere una persona in pieno inverno che dorme per strada, e anche a Cagliari ce ne sono molte, non possiamo giudicarne il comportamento. È invece legittimo rispondere con compassione alle circostanze in cui si trova quella persona. Il Vangelo dice: non giudicate e non sarete giudicati, non condannate e non sarete condannati, perdonate e sarete perdonati. Franco Carucci - Cagliari È molto suggestivo il suo ragionamento. Certamente è prezioso ogni sforzo compiuto per sviluppare la capacità di vedere senza giudicare, di provare compassione (cioè partecipazione alla sofferenza) senza condannare. Purché parliamo degli individui. Delle donne e degli uomini d'ogni età che cercano di migliorare se stessi, e così facendo creano le basi per un mondo migliore. Mi sembra però che la società organizzata non possa rinunciare a definire ed esercitare la giustizia. Dove il criminale è giudicato secondo la legge, vittime e familiari sono liberi di intraprendere il cammino superiore del perdono. Se rimane impunito, essi rischiano di finire intrappolati nel rancore. O nella vendetta. In Sardegna ne sappiamo qualcosa. Daniela Pinna
e ricordati che sia in questo forum che in quello di sni sei sempre tu che ha sempre sorpassato i limiti, offendendo anche persone adulte come sos unturzos, persone di cui io personalmente non condivido alcune cose di cui dicono, ma ne io ne nessuno di irs si è mai sognato di scrivere quello che tu scrivesti. e non è l'unica persona con cui litigasti. Se avessi un attimo di umiltà ti fermeresti a riflettere. Evidentemente questo ti viene in salita.
L'agressività e l'istigazione alla contraposizione in modo violento sono tipiche della cultura di destra di cui irs non fa parte. Tando cando intras in domo anzena leadiche sos bottinos bruttos, si non cheres chi ti acanarzent.