L'intervento durante il dibattito alla Camera sulla missione «Le maggioranze variabili? Una barzelletta» Casini stronca la proposta rilanciata da Amato. E sull'Afghanistan avverte: «O il governo ha i numeri o va a casa».
ROMA - Duro attacco di Pier Ferdinando Casini all'ipotesi lanciata da Giuliano Amato di «maggioranze variabili», definite dal leader Udc una «barzelletta» ed una «idea spericolata». «Se il bipolarimo, cui molti di noi si sono affezionati, produce queste barzellette, non possiamo lamentarci se la gente è sempre più distaccata dalla politica», ha spiegato il leader dell'Udc intervenendo nell'aula di Montecitorio nel corso del dibattito sul ddl di rifinanziamento delle missioni militari all'estero. La proposta di Amato, per Casini, non sarebbe degna «nemmeno nel Paese più giovane del mondo, quello in cui si fanno ancora esperimenti con la democrazia».
L'ATTACCO AD AMATO - Pesante anche l'affondo sul ministro dell'Interno. «Certi alchimisti - ha attaccato Casini - pronti a cambiare tesi a seconda delle convenienze da un giorno all'altro, abbiano lo scrupolo di occuparsi dei loro impegni istituzionali. E per quanto riguarda il ministro Amato, essi sono già gravosi».
Casini ha poi confermato il voto dei centristi al provvedimento sull'Afghanistan. Il tema delle maggioranze variabili e del rifinanziamento, nel ragionamento dell'ex presidente della Camera, si legano a doppio filo e lo portano a ribadire che «è chiaro che o la maggioranza è autosufficiente oppure se ne va a casa».
06 marzo 2007
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