
Originariamente Scritto da
M.A.S.!
PROSTITUZIONE DI GIOVANI ROM
Verona, 30 giugno 2005. Operazione contro la prostituzione di minori di Carabinieri e Polizia Municipale: eseguite sedici ordinanze di custodia cautelare in carcere per sfruttamento della prostituzione minorile, violenza sessuale sui minori, spaccio di droga concussione; indagate altre venti persone. I fatti riguardano i rom rumeni che risiedono nei due “campi nomadi” della città: di Boscomantico e della Monsuà. Vittime della prostituzione minorile, indotti anche dai propri genitori, sei ragazzi rom, tra i 12 ed i 15 anni. In carcere sono finiti quattro genitori rom, otto presunti pedofili “italiani” di Verona, due operatori della “Comunità dei Giovani” e dell’Istituto “don Calabria“ (responsabili del progetto di integrazione patrocinato dal Comune) che in cambio di danaro avrebbero favorito pratiche di lavoro e di ingresso al “campo” e due giovani rom rumeni per traffico di droga.
Fiorenzo Fasoli, capogruppo PRC in Consiglio Comunale: “E’ dimostrato che i ‘campi’ sono una fucina di devianza
L’Italia è il “paese dei campi”. Nati per sostituire i campi sosta di periferia, inglobati dall’urbanizzazione industriale, i “campi nomadi” divennero ben presto sovraffollati e invivibili. Da luoghi di accoglienza a contenitori di disagio.
Seduta dell'assemblea assessoriale veronese: ALBERTO GIORGETTI. Signor Presidente, nei giorni scorsi i carabinieri di Verona hanno svolto, proprio in tale città, un'importante operazione di contrasto all'illegalità all'interno dei campi nomadi individuati dal comune di Verona in località Boscomantico, aeroporto Berardi e presso la località Monsuà.
È stato un intervento importante da parte dei carabinieri, che ha portato comunque ad evidenziare reati gravissimi riguardanti pedofilia, sfruttamento della prostituzione in capo a minori ed anche fenomeni legati alla concussione in relazione alla gestione di questi campi nomadi.
È evidente che la vicenda ci preoccupa moltissimo soprattutto per l'aspetto specifico legato alla comunità veronese, che ha assistito in questi anni a vari fenomeni di criminalità purtroppo provenienti in modo accertato da questi campi. E preoccupa, più in generale, la comunità nazionale il fatto che, comunque, la vicenda legata allo sfruttamento della prostituzione minorile e alla pedofilia sia purtroppo, in qualche modo, ancora all'attenzione non solo nostra, ma del Governo.
è evidente che all'interno di questi campi, come afferma lo stesso procuratore Papalia, si è determinata una situazione di illegalità diffusa su cui è opportuno che il Governo faccia di più rispetto a ciò che è stato fatto fino ad oggi. Il lavoro delle Forze dell'ordine sicuramente c'è stato, ma noi chiediamo un impegno maggiore, nel rispetto, innanzitutto, della convenzione stipulata dal comune di Verona con il Ministero della difesa sull'utilizzo dell'area di Boscomantico. Ad oggi la convenzione è già scaduta, eppure il campo in questione insiste ancora su quel territorio. Pertanto, noi chiediamo lo sgombero di questo campo, visto anche l'intento comune di trovare nuove definizioni per ciò che riguarda i siti idonei.
Più in generale, inoltre, vi è una considerazione legata, oltre che al rafforzamento dell'attività delle Forze dell'ordine su tutto il territorio nazionale, anche alla necessità di effettuare una valutazione (compito che ritengo spetti anche alla prefettura, ferma restando l'autonomia del comune di Verona) delle scelte riguardanti i programmi di sostegno al percorso di integrazione, integrazione che non c'è mai stata da parte di questi rom e che, comunque, continua a destare forti elementi di preoccupazione sulle comunità cittadine.