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Discussione: La Croazia oggi.

  1. #1
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    Post La Croazia oggi.

    I ritornanti serbi nella Croazia vivono in condizioni insopportabili perché quotidianamente sono vittime di offese e maltrattamenti, e neanche omicidi sono rari, scrive il settimanale tedesco "Spiegel" nella reportage della regione di Zara. Il quotidiano di Amburgo indica che 12 anni dopo la guerra civile, quasi ogni settimana i ritornanti serbi vengono attaccati. Ogni tanto, in fiamme si trova anche qualche chiesa ortodossa, e i cimiteri serbi spesso sono profanati, precisa “Spiegel” aggiungendo che croati infiammano anche gli automobili di proprietà serba scrivendo i graffiti pieni di odio, mentre per strade o in autobus serbi sono minacciati direttamente. Se la Croazia tiene all’appartenenza all’Unione europea, allora il paese dovrebbe dimostrare le prove dell’affidabilità legale al riguardo e gli attacchi furiosi contro minoranze nazionali non contribuiscono a una buona immagine, conclude il settimanale "Spiegel ".

    Fonte: www.radioyu.org

  2. #2
    Sanjica
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da rafrad6164 Visualizza Messaggio
    I ritornanti serbi nella Croazia vivono in condizioni insopportabili perché quotidianamente sono vittime di offese e maltrattamenti, e neanche omicidi sono rari, scrive il settimanale tedesco "Spiegel" nella reportage della regione di Zara. Il quotidiano di Amburgo indica che 12 anni dopo la guerra civile, quasi ogni settimana i ritornanti serbi vengono attaccati. Ogni tanto, in fiamme si trova anche qualche chiesa ortodossa, e i cimiteri serbi spesso sono profanati, precisa “Spiegel” aggiungendo che croati infiammano anche gli automobili di proprietà serba scrivendo i graffiti pieni di odio, mentre per strade o in autobus serbi sono minacciati direttamente. Se la Croazia tiene all’appartenenza all’Unione europea, allora il paese dovrebbe dimostrare le prove dell’affidabilità legale al riguardo e gli attacchi furiosi contro minoranze nazionali non contribuiscono a una buona immagine, conclude il settimanale "Spiegel ".

    Fonte: www.radioyu.org

    Fonte: www.radioyu.org

    fonte ....

  3. #3
    Sanjica
    Ospite

    Predefinito

    Comunque i serbi i quali non si sono ancora ritornati in Croazia , devono essere tornati quanto prima nelle loro case.Le ofese sono presenti in ogni Paese verso le minoranze , si tratta dei CASI SINGOLI,
    e serbi sono per gli anni gai' noti di aumentare le cose , come si dice "fare un elefante da una piccola mosca ..."

    Anche nella Croazia non e' mai stata una guerra "civile" , e' stata un'aggressione di uno Stato contro l'altro Stato , e lo sanno tutti , in questo caso l'aggressione e occupazione serba in Croazia.Dire che "ogni settimana una chiesa ortodossa e' in fiamme " e' una bugia ridicolosa servita dalla propaganda serba , niente di nuovo.Per di piu' , nessuna chiesa ortodossa negli ultimi 12 anni non si e' trovata in fiamme , al contrario , durante l'occupazione , gli occupanti serbi in Croazia bruciavano le chiese cattoliche.

    "Spiegel" ha solo trasmesso le dichiarazioni dei serbi tipo savo strbac e degli altri serbi i quali odiano lo Stato Croato e servono queste bugie ridicolose , non importanti e non interessanti a nessuno , sapendo che questa e' solo una propaganda , gia' usata e logora.

  4. #4
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    CROAZIA: ITALIANO UCCISO DA MINA, APERTE DUE INCHIESTE
    (ANSA) - ANCONA, 6 MAR - Sono due le inchieste sulla morte di Matteo Quattrini, 35 anni, agente della Polmare di Ancona, ucciso domenica scorsa in Croazia da una mina mentre passeggiava con il cane in un bosco all'interno di una riserva di caccia. Una l'hanno gia' avviata le autorita' croate, l'altro fascicolo lo aprira' la procura di Ancona che, al rimpatrio della salma, disporra' l'autopsia per chiarire le cause della morte. Il rientro della salma potrebbe slittare a giovedi' mattina. A causa di problemi burocratici, con ogni probabilita', non si riuscira' infatti a imbarcare il corpo sulla nave che salpa dal porto di Spalato alle 20 di stasera. Per domani, i problemi dovrebbero essere risolti e il traghetto giungerebbe ad Ancona giovedi' prossimo. In quel momento, sara' il pm di Ancona Rosario Lioniello ad aprire un fascicolo e disporre l'autopsia che di rito viene eseguita in casi come questo. La ricostruzione dei fatti, comunque, non sembra discostarsi dalla ricostruzione iniziale secondo cui l'agente sarebbe stato investito dall'esplosione di una delle migliaia di mine antiuomo che infestano ancora certe parti del territorio croato su cui, negli anni Novanta, si e' combattuta una guerra sanguinosa. Intanto, le autorita' e gli amici della vittima si stringono intorno alla famiglia di Quattrini, al padre Alessandro, al fratello Enrico, 39 anni, carabiniere a Lugo di Romagna, e alla compagna del giovane agente, Nora, incinta di cinque mesi. I colleghi stanno anche raccogliendo fondi per sostenere la famiglia di Quattrini in questo difficilissimo momento. (ANSA).

  5. #5
    Sanjica
    Ospite

    Predefinito

    Purtroppo , come ho letto nei giornali , il terreno in Croazia e' ancora pieno delle mine , messe dei terroristi serbi durante la guerra , cioe' occupazione serba in Croazia.

  6. #6
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    Croazia: Hitler sulle bustine di zucchero Anche battute volgari riguardo gli ebrei stampate sulle confezioni distribuite nei bar di Zagabria STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
    ZAGABRIA - Bustine di zucchero con l'immagine di Adolf Hitler e battute volgari sugli ebrei nei locali di Zagabria. Le confezioni hanno sollevato la protesta del Centro Simon Wiesenthal. Il centro, che promuove la consapevolezza dell'antisemitismo e collabora ad assicurare alla giustizia i criminali nazisti di guerra sopravvissuti, ha chiesto al governo della Croazia di interrompere la distribuzione e la produzione delle bustine di zucchero prodotte dalla compagnia Pinki.


    Le bustine di zucchero al centro della polemica (da Vecernji-list.hr)
    PROTESTA - In una dichiarazione firmata dal presidente Efraim Zuroff, il Centro Wiesenthal ha definito «abominevole e disgustoso che un simile articolo possa essere stato prodotto in un Paese in cui l'Olocausto non solo ha avuto luogo, ma è stato commesso da collaboratori nazisti locali». Citando le «centinaia di migliaia di serbi, ebrei e zingari uccisi dal movimento croato ustascia nello Stato fantoccio nazista», Zuroff ha aggiunto di ritenere inconcepibile che un simile prodotto sia stato messo in circolazione in una nazione che aspira a entrare nell'Unione europea. «In un Paese in cui ustascia e nazisti hanno ucciso così tanti civli innocenti, non dovrebbero essere tollerati prodotti che non solo insultano la memoria delle vittime del fascismo, ma incoraggiano e rivivificano l'ideologia ormai defunta degli assassini», ha detto Zuroff.

    NO COMMENT - Il proprietario della Pinki, Anita Ivanecic, ha spiegato agli organi d'informazione croati di non voler rilasciare commenti sulla controversia. «Potete scrivere quello che vi pare, ma non rilascerò alcun commento», ha detto. La negazione dell'Olocausto non è reato in Croazia e non vi è stata alcuna risposta immediata da parte delle autorità, ma Zuroff ha sollecitato ad applicare le leggi esistenti contro l'intolleranza etnica, religiosa e razziale.
    Il responsabile della divisione croata del Comitato di Helsinki per i diritti dell’uomo, Zarko Puhovski, ha chiesto alle autorità di punire, secondo i termini previsti dalla legge, i produttori e i distributori delle confezioni di zucchero.
    20 febbraio 2007

    Fonte: corriere

  7. #7
    Sanjica
    Ospite

    Predefinito La Serbia Oggi - Appoggia I Fascisti Cetnici Serbi

    Serbia 2004: i cetnici al potere

    La destra filo-occidentale al potere in Serbia ha fatto passare ieri
    una legge che equipara nei diritti i partigiani ai nazionalisti
    monarchici, in linea con la linea revisionista e reazionaria che ha
    ispirato il "golpe" del 5 ottobre 2000.
    Si osservi che l'agenzia dello Stato italiano ANSA, nel riferire la
    notizia, omette di spiegare quale fu veramente il ruolo dei cetnici nel
    corso della II Guerra Mondiale, ed omette anche di spiegare che il
    Partito Socialista della Serbia e' stato tra i pochissimi a votare
    contro la nuova legge.

    E' documentato che gran parte delle milizie cetniche passarono con i
    nazisti in funzione anticomunista, e che lo stesso Draza Mihajlovic
    ebbe gravi responsabilità per questo. Agli interessati possiamo fornire
    in proposito documentazione originale, su richiesta -- in particolare
    una copia elettronica del libro:

    THE TRIAL OF DRAGOLJUB-DRAZA MIHAILOVIC

    Stenographic record and documents from the trial of Dragoljub-Draza
    Mihailovic (Belgrade 1946)

    (a cura di Italo Slavo)


    SERBIA - LEGGE EQUIPARA PARTIGIANI E CETNICI

    (ANSA) - BELGRADO, 21 DIC - Il parlamento serbo ha adottato oggi una
    legge che riconosce stessi diritti ai combattenti comunisti e ai
    nazionalisti che collaborarono con gli occupanti nazisti durante la
    seconda guerra mondiale. La legge e' stata adottata con 176 voti a
    favore, 24 contrari e quattro astensioni, nove deputati non hanno
    votato. I vecchi combattenti membri del movimento monarchico e
    nazionalista di Dragoljub Mihajlovic riceveranno cosi' la pensione e un
    certificato di ex combattenti cosi' come i partigiani ex membri del
    partito comunista di Josip Broz detto 'Tito'. Dopo la guerra Mihailovic
    e stato giudicato colpevole di tradimento e collaborazionismo e
    condannato a morte. La legge e' stata presentata dai deputati del
    Movimento serbo di rinnovamento (Spo) del ministro serbo-montenegrino
    degli esteri Vuk Draskovic che da sempre sostiene la necessita' di una
    riconciliazione tra partigiani e cetnici. L'adozione della legge ha
    creato malcontento tra gli ex combattenti di Tito i quali ritengono
    che, con questa norma, la Serbia diventa l'unico paese europeo dove un
    movimento collaborazionista diventa anti-fascista e anti-nazista. Il
    nome e i simboli del movimento cetnico, peraltro, sono stati usati
    durante le guerre degli anni Novanta nelle ex repubbliche jugoslave
    adottati dai paramilitari serbi che in Croazia e in Bosnia si sono
    macchiati di atrocita' e crimini di guerra. (ANSA)


    I membri del movimento di “Ravna gora” (di Draza Mihajlovic) nel
    periodo 1941-1945, avranno uguali diritti come i partigiani.
    Il Parlamento serbo martedì ha votato per le modifiche della Legge sui
    diritti dei partecipanti del movimento di Resistenza, invalidi militari
    e loro familiari, con cui i diritti dei cetnici e quelli dei partigiani
    diventano paritari. Viene costituita la "Ravnogorska spomenica 1941.",
    simile alla "Partizanska spomenica". (una specie di medaglia
    particolare con la quale si distinguono i partecipanti del movimento di
    Resistenza dal primo giorno di insurrezione nel 1941., e che procura
    alcuni benefici previdenziali).
    Per la proposta, avanzata dal Movimento Serbo di Rinnovamento (SPO),
    hanno votato 176 deputati. I voti contro provenivano dai 24 deputati di
    SPS (Partito Socialista Serbo) e di SDP (Partito socialdemocratico).
    Astenuti erano quattro, mentre nove deputati non hanno votato.

  8. #8
    Sanjica
    Ospite

    Predefinito Chi Erano I Cetnici Serbi ?

    I CETNICI SERBI ERANO I FASCISTI E GRANDI CRIMINALI DELLA SECONDA GUERRA

    http://italy.indymedia.org/news/2005/09/882099.php

    Purtroppo la Serbia d'oggi appoggia cetnici

  9. #9
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    Rapporto Mercep
    18.01.2007 Da Osijek, scrive Drago Hedl [Hrvatski]

    La CIA pubblica un rapporto sul ruolo di Tomislav Mercep nei crimini di guerra commessi contro civili serbi in Croazia. Come per il caso Glavas, le indagini potrebbero condurre direttamente a Seks, potente presidente del parlamento croato. Pressione sul governo Sanader
    Traduzione per Osservatorio sui Balcani: Ivana Telebak

    Tomislav Mercep (foto Feral Tribune) La CIA americana potrebbe fare pressioni perchè venga condotta un'indagine contro Tomislav Mercep, il cui nome già da una decina di anni viene collegato ai crimini di guerra commessi contro i civili serbi a Vukovar, a Pakracka Poljana, a Gospic e a Zagabria. Il rapporto che la CIA ha pubblicato all’inizio dell’anno sui suoi portali web, dal titolo “Croazia: il ruolo di Tomislav Mercep nei crimini”, e che poi è stato ripreso dai principali media della Croazia, ha scosso la Zagabria ufficiale. Il fatto che il materiale della CIA sia stato pubblicato come documento declassificato è spiegato dagli analisti anche come una pressione nei confronti della Croazia, poiché fino ad ora da sola non ha fatto nulla per indagare se Mercep fosse veramente responsabile per la morte di varie decine di persone. Anche il Tribunale dell’Aja ha condotto una ricerca su questo caso, ma a causa della sua strategia d’uscita, secondo la quale deve concludere i processi entro il 2008, non è riuscito anche a portarla a termine, così una quantità enorme di materiale, riguardo l’attività di guerra di Mercep, raccolta nell’arco di anni, nel mese di maggio dell’anno scorso è stata consegnata alla Croazia. L’Aja ha fatto tutto ciò nell’ambito di un accordo con il governo croato, secondo il quale le indagini non concluse (ma anche alcuni processi, per esempio, dei generali già accusati come Mirko Norac e Rahim Ademi) vengono lasciate alla giustizia croata.

    Nonostante il documento della CIA non contenga niente che non fosse già noto, e per la maggior parte ripeta tutto quello che fino ad ora si è conosciuto sul ruolo di Mercep durante la guerra, e di cui negli ultimi dieci anni hanno scritto i media croati, per il governo del premier Sanader tutto ciò è abbastanza scomodo. Ancora di più perché nel rapporto della CIA è scritto che il governo croato era al corrente già nel 1992 dei crimini che vengono posti in relazione con Mercep, ma che non ha fatto niente perché alcuni funzionari politici di alto livello temevano che l’arresto e l’indagine contro Mercep potesse destabilizzare la situazione politica. Il governo quindi non ha fatto niente, c’è scritto nel rapporto dei servizi americani, nella speranza che l’intero caso venisse dimenticato.

    E nonostante il fatto che da allora siano passati quasi 15 anni, le cose riguardo Mercep, per quanto concerne l’indagine, non sono cambiate. A dire il vero, lui oggi non è più membro del partito di governo, l’Unione democratica croata (HDZ), che lasciò alla fine degli anni novanta fondando un partito proprio, del tutto marginale - il Partito croato popolare (HPS); non è più nemmeno membro del Parlamento, ruolo che gli era stato attribuito dal primo presidente croato Franjo Tudjman che, secondo la Costituzione, a prescindere dai risultati elettorali poteva nominare cinque deputati; Mercep oggi non è più un personaggio politico importante, come lo è stato nel 2000 quando si candidò per alla presidenza della Repubblica. Comunque sia, l’indagine contro di lui non è in corso.

    Il professor Zarko Puhovski, presidente del Comitato croato di Helsinki per i diritti umani (HHO), dice che la sua organizzazione già nel 1996 aveva consegnato al procuratore di Stato l’elenco dei civili serbi scomparsi a Vukovar nella primavera del 1991, nel periodo in cui il locale segretario per la difesa popolare era Tomislav Mercep. La gente di Mercep arrestava i civili, li interrogava e poi si perdeva ogni loro traccia. L’HHO, dice Puhovski, nel 2002 ha di nuovo consegnato alla Procura di Stato l’elenco con le ulteriori informazioni sulla scomparsa di 19 cittadini di nazionalità serba di Vukovar, arrestati dai soldati di Mercep e dei quali si è persa ogni traccia. Ma non è successo niente, ribadisce Puhovski.

    Anche il governo croato sapeva della scomparsa dei serbi a Vukovar nella primavera del 1991 perché di questo, in forma scritta, era stato informato da alcuni membri del potere locale, croati che erano contrari a quello che Mercep faceva. Dopodiché Mercep fu ritirato da Vukovar e fu messo al posto di consigliere del ministro degli Affari Interni. Ma, presto, formò di nuovo un’unità militare e si recò a Pakracka Poljana.

    Nel mese di settembre 1997, il settimanale “Feral Tribune” pubblicò una confessione scioccante di Miro Bajramovic, uno dei membri dell’unità di Mercep che si trovava a Pakracka Poljana, vicino alle posizioni delle forze dei serbi ribelli nella Slavonia occidentale. Bajramovic raccontò dettagliatamente i crimini commessi dal gruppo di Mercep, come arrestavano e torturavano i civili per poi ucciderli. Quando la sua testimonianza fu pubblicata sul giornale, lui ed alcuni altri combattenti, appartenenti all’unità di Mercep, furono arrestati e poi processati. Ma anche in quell’occasione nessuno toccò Mercep.

    La storia di Mercep è diventata attuale di nuovo nel mese di maggio dell’anno scorso, quando alla polizia dell’Aja si è consegnato Munjib Suljic, uno dei membri della sua unità. Suljic è stato condannato in Croazia per crimini di guerra, ma è scappato dal paese e non si sapeva dove si trovasse, finché non si è presentato da solo davanti agli inquirenti dell’Aja. Ma L’Aja lo ha consegnato alla Croazia. Suljic, che veniva considerato uno dei testimoni principali nel possibile processo contro Mercep, è morto di carcinoma tre mesi dopo, nell’agosto 2006.

    Quando si è iniziato a parlare di un possibile processo contro Mercep, quest’ultimo ha più volte ripetuto che – se ciò fosse accaduto - non avrebbe risparmiato nessuno, affermando che i suoi superiori erano al corrente di tutto quello che lui stava facendo. Mercep allora ha esposto una possibile tattica di difesa, che più tardi - quando fu accusato di crimini di guerra - ha seguito anche Branimir Glavas. Anche Glavas, attualmente in libertà dopo che l'indagine nei suoi confronti è stata temporaneamente sospesa a seguito della malattia provocata dallo sciopero della fame, ha detto di non aver fatto niente da solo e che sopra di lui, nel periodo in cui i crimini di cui viene incolpato furono commessi, si trovava Vladimir Seks, l’attuale presidente del Parlamento.

    Sia Mercep che Glavas nel 1991 furono segretari per la Difesa popolare, il primo a Vukovar, il secondo a Osijek. Il superiore di entrambi era Seks che, nell’estate e nell’autunno del 1991, ricopriva il ruolo di presidente del Comitato di crisi per la Slavonia e la Baranja, l’organo che coordinava le attività del potere civile e militare all’inizio della guerra.

    Gli analisti credono che il motivo per cui il potere giudiziario non abbia perseguito Mercep, e il motivo per cui l’indagine contro Glavas stia procedendo in modo inspiegabilmente lento e l'imputato sia stato rilasciato dalla prigione dopo lo sciopero della fame, stia nel collegamento di entrambi con Seks, attuale presidente del Parlamento. Perché nell’anno delle elezioni, considerano gli osservatori, per il premier Sanader, presidente dell'HDZ, sarebbe difficile rinunciare a Seks. Questo farebbe vacillare il suo partito e, prima delle elezioni che dovranno tenersi entro la fine dell’anno, il premier non se lo può permettere.


    Fonte: www.osservatoriobalcani.org

  10. #10
    Sanjica
    Ospite

    Predefinito Il Massacro Serbo A Ovcara A Vukovar

    IL MASSACRO SERBO A OVCARA A VUKOVAR


    Con la condanna davanti alla Corte della sezione speciale per i crimini di guerra del Tribunale distrettuale di Belgrado il 12 dicembre 2005, dopo 21 mesi di processo si è concluso il procedimento di primo grado per i crimini commessi nella fattoria di Ovcara presso Vukovar, quando nella notte tra il 20 e il 21 novembre 1991 furono maltrattati e uccisi circa 200 prigionieri di guerra croati. La condanna è stata espressa per 14 accusati mentre altri due sono stati sollevati dall’accusa per mancanza di prove.

    La pena massima di 20 anni è stata comminata nei confronti di otto accusati, tre sono stati condannati a 15 anni, uno a dodici anni, l’unica donna accusata è stata condannata a nove anni, l’ultimo accusato è stato condannato a cinque anni.

    La procura per i crimini di guerra nella fase conclusiva ha chiesto che venisse applicata la pena massima per tutti gli accusati, mentre gli avvocati della difesa hanno chiesto l’assoluzione. Al termine del processo entrambe le parti in causa hanno dichiarato che ricorreranno in appello.

    Questo lungo e tormentato processo fino ad ora rappresenta la più grande prova della magistratura serba, alla quale il Tribunale dell’Aja ha lasciato di processare alcune delle accuse per crimini di guerra. Si tratta della prima sentenza per crimini di guerra emanata secondo l’accusa della Procura speciale di Belgrado, e il procedimento verrà ricordato anche per l’utilizzo di un collegamento video attraverso il quale testimoni dalla Croazia hanno rilasciato le loro dichiarazioni, e per la partecipazione dei testimoni collaboratori, i quali hanno avuto un’enorme importanza nel processo. Argomentando la sentenza, il giudice Vesko Krstajic ha citato alcune righe del poeta Marko Miljanov, dicendo che “l’eroismo è conservare se stesso dai nemici, e l’umanità salvare l’altro da se stesso. Su tutto la storia porterà il suo giudizio, e questa sentenza accoglietela come sentenza della vostra umanità”, aggiungendo che “non sono tutti qui i colpevoli, molti di loro non sono in questa aula”. Il giudice Krstajic ha dichiarato che è stato “impossibile indagare l’intera verità, in particolare dopo così tanti anni, ma il tribunale è riuscito a ricostruire i fatti e la partecipazione degli accusati ad essi”.

    Durante il processo sono stati confermati fatti inconfutabili, e soprattutto che la battaglia per Vukovar terminò il 18 novembre 1991, quando i membri dell’allora formazione croata Corpo della guardia popolare (Zengi) consegnarono le armi e furono trasferiti nel carcere di Sremska mitrovica. Il giorno successivo, dalle cantine in cui si erano nascosti durante l’assedio di Vukovar, uscirono i civili che furono trasferiti in Croazia e Serbia con autobus organizzati. L’evacuazione dell’ospedale di Vukovar, organizzata dall’Esercito popolare jugoslavo (JNA), iniziò il 20 dicembre, durante la quale fu eseguita la separazione dei feriti e del personale di servizio dell’ospedale dalle 250 persone delle quali si afferma che abbiano preso parte alla battaglia di Vukovar sul campo dell’esercito croato. Dopo di che, i membri della Difesa territoriale di Vukovar così come i membri della JNA portarono i prigionieri verso la fabbrica di Velepromet, dove furono maltrattati e uccisi.

    Tuttavia, alle uccisioni di massa si giunse quando i prigionieri furono di nuovo trasferiti, questa volta a Ovcara, e dopo la decisione di ritirare la JNA i prigionieri furono lasciati sotto gli ordini della Difesa territoriale e delle formazioni paramilitari, compresi i membri dell’esercito di Arkan. Durante l’uscita dagli autobus, coi quali furono trasferiti a Ovcara, i prigionieri, prima di venire cacciati nell’hangar passarono attraverso un cordone di persone e furono sottoposti a umiliazioni, maltrattamenti, e furono colpiti col calcio dei fucili, con calci e pugni. Nel villaggio di Grabovo, dove i prigionieri dagli hangar furono trasferiti su trattori, allo stesso tempo fu scavata una buca con una scavatrice in cui furono gettate le salme delle vittime fucilate. I responsabili del crimine rimasero sopra quella buca, portandovi uno ad uno i gruppi di vittime e ordinando di sparare ai prigionieri, e uno degli esecutori alla fine gli sparava un colpo alla testa per accertarsi che nessuno rimanesse vivo. Ogni nuovo gruppo di vittime veniva costretto a gettare nella fossa chi era stato precedentemente ucciso, sapendo che loro sarebbero stati i prossimi. Nello stesso modo quella sera furono uccisi circa 200 prigionieri di guerra. Il crimine di Ovcara è considerato uno dei più gravi commessi durante la guerra in Croazia.

    Durante il processo due degli accusati, che hanno partecipato direttamente al massacro di Ovcara, hanno testimoniato sul crimine compiuto, motivo per cui gli è stato conferito lo status di testimoni collaboratori, e sulla base delle loro testimonianze in buona parte si fonda pure la sentenza. Nonostante la difesa degli accusati, durante il processo, abbia tentato di contestare la validità di queste deposizioni, alla fine non ci è riuscita, e il giudice Krstajic ha dichiarato che “tra di loro non ci sono persone corrette dal punto di vista morale ed etico, ma sono uno strumento necessario per processare questi gravi reati penali”.

    D’altra parte, durante la lettura della sentenza, che è durata più di due ore, nell’aula del tribunale regnava un’atmosfera piuttosto tesa. Uno degli accusati è stato allontanato dall’aula per turpiloquio e offese, mentre poco più tardi altri due hanno abbandonato volontariamente il banco degli accusati in segno di protesta contro la sentenza. I parenti degli accusati hanno seguito il processo con pianti e lamenti accompagnati da una forte disapprovazione, rivolgendo al giudice commenti ingiuriosi. Le famiglie delle vittime giunte al processo con autobus organizzati dalla Croazia, hanno ascoltato la sentenza nella galleria sotto l’aula del tribunale insieme alla stampa, separati dalle famiglie degli accusati. Dopo l’emanazione della sentenza, le famiglie delle vittime, secondo quanto riportato da B92, hanno commentato che il processo è stato corretto e che giustizia è stata fatta, aggiungendo che “i nostri figli non ci sono più. Sono morti. Speriamo che un male come questo non si ripeta mai più”.

    Le numerose reazioni giunte al termine del processo hanno riguardato perlopiù l’importanza della sentenza. L’avvocato Rajko Danilovic, in una dichiarazione per la BBC, ha detto che “il tribunale è riuscito a ricostruire l’intero svolgimento dei fatti, a confermare il grado di colpevolezza per ogni accusato, ma alcune persone sono riuscite a sfuggire alla responsabilità. Il professore di diritto penale Momcilo Grubac ha dichiarato al quotidiano di Novi Sad, “Dnevnik”, che “il tribunale è stato all’altezza del compito, e ha dimostrato il più alto grado di professionalità morale, di essere pienamente consapevole dell’importanza dei principi della legalità, ha dimostrato di essere indipendente, imparziale e obiettivo e di essere libero da tutti i pregiudizi e dalle accuse”.

    Anche numerose organizzazioni non governative hanno espresso soddisfazione per il processo e la condanna emessa, la direttrice del Centro per il diritto umanitario, Natasa Kandic, ha dichiarato alla BBC che “è stato mostrato che i processi per i crimini di guerra sono iniziati e che nessuna decisione politica li potrà più fermare”, così che un giorno “accerteremo finalmente chi ha commesso cosa, e chi non lo ha fatto”. Le reazioni dalla Croazia sono state piuttosto simili, così il presidente dell’Helsinki Committee croato, Zarko Puhovski, ha sottolineato che la sentenza per il crimine di Ovcara è un significativo atto simbolico e che i processi contro i propri connazionali per crimini di guerra sono dunque possibili.

    La sentenza per il crimine di Ovcara è stato accolta con favore da pressoché tutti i partiti di orientamento democratico, benché occorre sottolineare che l’attenzione maggiore per il processo è giunta proprio dai rappresentanti della società civile, mentre i rappresentanti delle istituzioni si sono espressi di rado.

    Nota:
    Miroljub Vujović, Stanko Vujanović, Ivan Atanasijević, Milan Lančužanin, Predrag Milojević, Đorđe Šošić, Miroslav Đanković I Predrag Dragović sono stati condannati a 20 anni di reclusione.
    Jovica Perić, Milan Vojinović I Vujo Zlatar sono stati condannati a 15 anni di reclusione.
    Predrag Madžarac è stato condannato a 12 anni di reclusione.
    Nada Kalaba è stata condannata a 9 anni di reclusione.
    Goran Mugoša è stato condannato a 5 anni di reclusione.
    Marko Ljuboja I Slobodan Katić sono stati sollevati dall’accusa.

    http://www.osservatoriobalcani.org

 

 
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  3. LN, Croazia e FBI
    Di Der Wehrwolf nel forum Padania!
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 28-05-06, 11:02
  4. Croazia!!!!!!!!!!!!!!!!!
    Di Perdu nel forum Sardegna - Sardìnnia
    Risposte: 5
    Ultimo Messaggio: 13-06-02, 18:26
  5. Croazia, bella Croazia...
    Di naglfar nel forum Padania!
    Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 10-06-02, 10:14

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