Avi. Non comprerà l’automobile.
Peccato. Dopo tanto trafficare alla ricerca di quattro permessi da parte di altrettanti ministeri, alla fine gliel’hanno negata. Perché qui il parco macchine è vecchio e decrepito, ma non rinnovarlo è l’estremo tentativo di questo regime per arginare la crescente e inarrestabile domanda di consumi di questo paese.
Perché auto nuove, vorrebbe dire strade migliori, meglio illuminate e servite da semafori efficienti. Il che, date le attuali condizioni economiche del paese (checché ne dicano i cubainforma e vari trombettieri del Re) sono in condizioni disperate.
Vi faccio un esempio. Non so da dove sono usciti i soldi, ma recentemente hanno asfaltato un trecento metri di rettilineo a tre corsie, davanti al vecchio terminal dei treni, tra la via Blanca e il 10 Octubre.
Bene, davanti a tanto spazio aperto, gli autisti si sono trovati nell’irrefrenabile impulso di accelerare con conseguenze disastrose. Le auto, spinte alla folle velocità di ottanta all’ora, letteralmente scoppiano o vanno in aria. Poi ci sono le biciclette, che loro per carità non farebbero niente di male al traffico, anzi. Ma sopra ci sono i ciclisti, che se non sono sbronzi sbandano paurosamente per evitare le buche, e zac. Le accartocciano.
Le vecchie auto americane, quelle che vedete in ogni cartolina illustrata, se sono state immatricolate prima del 1959 – data della rivoluzione – sono rimaste ai legittimi proprietari. Altre sono state requisite e distribuite al popolo che abitualmente le usa come taxi collettivi in moneta nazionale. Le Lada e le Moscovich che i Russi cambiavano benevolmente con lo zucchero, sono di proprietà dello stato o, eccezionalmente, a nome di privati che però non le possono vendere. E’ nato così un mercato clandestino con pasticci di ogni genere per cui le vendite avvengono con trattativa privata e senza trapasso con il rischio che a qualsiasi controllo l’auto venga requisita.
Recentemente una Cadillac Impala del 1957 è stata venduta su E-bay per 120.000dollari. Pensate, il governo potrebbe venderne una e con il ricavato comprare 24 utilitarie cinesi da dare al popolo! Solo il risparmio di benzina (queste fanno 24 km con un litro) porterebbe un beneficio economico, per non parlare dell’inquinamento. Ma per fare questa operazione, ci vorrebbe un granello di intelligenza, materia prima di cui “quelli” sono disperatamente carenti.
Così, chi vuole essere in regola con le norme vigenti, e magari ha lavorato all’estero per procurarsi la somma dovuta, se desidera un’auto deve effettuare le seguenti operazioni:
1- Versare l’intera somma in un conto bancario
2- Fare domanda al ministero dei trasporti
3- Presentare la ricevuta del conto corrente al ministero dei prezzi
4- Dimostrare di avere il merito (dobbiamo parlarne, di questo benedetto merito) al Min. Interni
5- Avere l’autorizzazione della fiscalia, se cioè ha pagato tutti i tributi dovuti
Il mio amico, dopo essersi fatto un mazzo così con un lavoro degradato su di una nave, ha versato 4.000 pesos convertibili ed è andato per quasi un anno a mendicare il permesso di acquisto di un auto. Che gli è stato negato perché i soldi versati ERANO DI PIU’ di quanto risultava aver guadagnato. Ma, dice, oltre allo stipendio io lavoravo come cameriere e ho guadagnato pure le mance. Bene, gli hanno detto, torna ad imbarcarti e dichiara al fisco pure le mance. Però, come sapete, tutti i marinai cu.bani sono rimasti a terra per la nuova stretta all’embargo voluta da quel mattacchione di Bushettino.
E allora…
Aldo Vincent
http://guide.dada.net/satira/
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