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Discussione: Prodi vs Giovani

  1. #1
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    Predefinito Prodi vs Giovani


  2. #2
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    FINANZIARIA 2007
    Analisi critica dei principali provvedimenti in materia di Politiche giovanili



    Premessa.

    Con il decreto-legge 18 maggio 2006, n. 181 (convertito in legge 17 luglio 2006, n. 233) so-no state attribuite alla Presidenza del Consiglio sia le funzioni di competenza statale in materia di sport sia quelle di indirizzo e coordinamento in materia di politiche giovanili.

    L’istituzione del Dipartimento delle Politiche giovanili si è rivelata una mossa propagandi-stica dell’Unione che con la creazione di un apposito Ministero – senza portafogli, senza sede (e senza idee) – ha cercato di dare una prima risposta alle tante aspettative dei giova-ni che nell’Aprile 2006 hanno votato a favore della coalizione di Romano Prodi (si tratta del 55% di età compresa tra i 18 e i 25 anni).

    In questi primi mesi di Governo, il ministro ds Giovanna Melandri ha rivolto la sua “attivi-tà” maggiormente verso lo sport, più redditizio dal punto di vista del ritorno d’immagine.

    Solo nella Finanziaria per il 2007 (legge 27 dicembre 2006, n. 296) possiamo riscontrare i primi provvedimenti concreti – soldi e norme vere – rivolte al mondo dei giovani.

    Vediamo di analizzarli.

  3. #3
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    INDICE


    1. DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE GIOVANILI

    2. PIANO NAZIONALE PER I GIOVANI

    3. FONDO PER LE POLITICHE GIOVANILI (art. 1, comma 1290, legge finanziaria)

    4. AMBITI DI PROGRAMMAZIONE DEL FONDO PER LE POLITICHE GIOVANILI:

    - CONCORSO “GIOVANI IDEE CAMBIANO L’ITALIA”:
    - INTERVENTI DI PROGRAMMAZIONE ECONOMICA CON LE REGIONI E GLI ENTI LOCALI:
    A. Accordi di Programma Quadro con le Regioni; B. Piani Locali giovani con i Comuni
    - PARTECIPAZIONE E CITTADINANZA ATTIVA:
    A. Sostegno alle forme associative; B. Rapporti con le istituzioni UE; C. Attività dell’Agenzia nazionale Gioventù
    - INFORMAGIOVANI:
    A. Assistenza tecnica; B. Formazione degli operatori dei servizi
    - SUPERAMENTO DELLE DISUGUAGLIANZE DIGITALI (Digital Divide):
    A. Moltiplicazione dei punti di accesso alla rete Internet; B. Sostegno all’acquisto di software e hardware; C. Diffusione della cultura informatica
    - ACCESSO ALLA CULTURA:
    A. Promozione della fruizione di cultura e dei consumi “meritori”dei giovani; B. Sostegno alla creatività culturale giovanile

    5. I GIOVANI E LA CASA

    - DETRAZIONI PER GLI STUDENTI FUORI SEDE (art. 1, comma 319, lettera i-sexies), legge finanziaria)
    - SOCIETÀ DI INVESTIMENTO IMMOBILIARE QUOTATE (art. 1, da comma 119 a 141, legge finanziaria)

    6. I GIOVANI E IL LAVORO

    - MISURE PER LA STABILIZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO PER FAVORIRNE LA TRASFORMA- ZIONE DA CO.CO.PRO. IN LAVORO SUBORDINATO (art. 1, da comma 1202 a comma 1210, legge finanzia-ria)
    - ACCORDO DI SOLIDARIETÀ TRA GENERAZIONI (art. 1, da comma 1160 a comma 1161, legge finanziaria)
    - FONDO PER LA STABILIZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO PUBBLICI (art. 1, da comma 417 a com-ma 420, legge finanziaria)
    - AGENZIA PER LA FORMAZIONE DEI DIRIGENTI E DIPENDENTI DELLA P.A. (art. 1, da comma 580 a comma 586, legge finanziaria)
    - INTERVENTI PER IL RILANCIO DELLA SCUOLA PUBBLICA (art. 1, comma 605, legge finanziaria)
    - STABILIZZAZIONE PRECARI ENTI DI RICERCA (art. 1, comma 520, legge finanziaria)
    - NORME IN MATERIA DI TFR E PREVIDENZA COMPLEMENTARE (art. 1, comma 755 e seguenti, legge finanziaria)
    - MISURE IN MATERIA PREVIDENZIALE (art. 1, da comma 770 a comma 772, legge finanziaria)
    - COSTITUZIONE DI UN FONDO PER CONTRIBUTI AI CO.CO.CO. PER L’ACQUISTO DI PERSONAL COMPUTER (art. 1, comma 298, legge finanziaria)
    - ESENZIONE DALL’IMPOSTA DI SUCCESSIONE (art. 1, comma 78, legge finanziaria)
    - DISPOSIZIONI IN TEMA DI PERSONALE DELLE UNIVERSITÀ (art. 1, da comma 647 a comma 650, leg-ge finanziaria)

    7. I GIOVANI, LA FORMAZIONE E LA RICERCA

    - PIANO PER L’ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI STRANIERI (art. 1, comma 1267, legge finanziaria)

    8. I GIOVANI E LA SOCIALITÀ

    - VALORIZZAZIONE DEL PATRIMONIO PUBBLICO (art. 1, comma 262, legge finanziaria)
    - FRUIZIONE DEGLI AMBIENTI E DELLE ATTREZZATURE SCOLASTICHE (art. 1, comma 627, legge fi-nanziaria)

    9. I GIOVANI E LO SPORT

    - MISURE FISCALI PER FAVORIRE LA PRATICA SPORTIVA (art. 1, comma 319, legge finanziaria)

    10. I GIOVANI E LA LEGALITÀ

    - FONDO PER LO SVILUPPO E LA DIFFUSIONE DELLA CULTURA DELLA LEGALITÀ (art. 1, comma 1354, legge finanziaria)
    - FONDO NAZIONALE PER LE COMUNITÀ GIOVANILI (art. 1, comma 1293, legge finanziaria)

    11. ALTRE MISURE

    - ROTTAMAZIONE MOTOCICLI INQUINANTI (art. 1, comma 236, legge finanziaria)

  4. #4
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    1. DIPARTIMENTO PER LE POLITICHE GIOVANILI

    Il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 15 giugno 2006 ha attribuito al Mi-nistro per le Politiche giovanili, tra le varie funzioni, il coordinamento delle azioni del Go-verno volte a favorire i giovani in ogni ambito, in particolare quello economico, fiscale, del lavoro, formativo e culturale.

    Osservazioni critiche:

    in prima analisi emerge come il Dipartimento per le politiche giovanili sia una struttura di ultima istanza con nessuna capacità propositiva: un controllo finale apposto al lavoro svol-to da altri ministeri. Non possono quindi non sorgere dubbi sulla concreta utilità del Mini-stero.
    Il Ministro, inoltre, presiede il Forum Nazionale dei Giovani. Vi è tanta voglia di monopo-lizzare le strutture istituzionali giovanili: un protagonismo che è nelle corde del ministro Melandri e che mina l’indipendenza del Forum.
    A parte l’ingiustificato incremento dei costi collegati alla creazione di una nuova struttura ministeriale, occorre evidenziare l’assoluta incertezza dei confini delle deleghe in materia di politiche giovanili (si parla di non meglio identificati compiti di “indirizzo e coordina-mento”).
    Da una lettura attenta del decreto si evince che non sussiste alcuna effettiva competenza ministeriale di gestione delle politiche giovanili, che rimangono – di conseguenza – di per-tinenza esclusiva delle Regioni, ai sensi del Titolo V della Costituzione.
    L’istituzione presso la Presidenza del Consiglio dei ministri di un dipartimento che si inte-ressa delle politiche giovanili non solo si rivela come una mera operazione propagandisti-ca, fatta per dare un ruolo al ministro Melandri, ma finisce con ingannare i giovani e il mondo dello sport, che si illudono di avere nel ministero un autorevole interlocutore.
    Non si comprende, poi, perché il dicastero riunisca - insieme - le materie attinenti ai gio-vani e quelle relative alle attività sportive, quasi a stabilire una sorta di identificazione tra la condizione giovanile e l’attività ludica.
    Non possiamo dimenticare, infine, la distruzione integrale del dipartimento delle politiche antidroga, incardinato presso la Presidenza del Consiglio dei ministri e il trasferimento delle competenze sul servizio civile nazionale al Ministero per la solidarietà sociale.
    Le politiche antidroga erano l’unica materia che si occupava di giovani, ancorché in questa forma patologica. La loro gestione - con le inerenti risorse finanziarie e con l’Osservatorio per il disagio giovanile legato alle tossicodipendenze di cui al comma 556 dell’articolo 1 del-la legge 23 dicembre 2005, n. 266 – è stata assegnata al ministro Ferrero.

  5. #5
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    2. PIANO NAZIONALE PER I GIOVANI

    Il Governo si è impegnato ad avviare un vero e proprio Piano Nazionale per i giovani che risponda agli obiettivi dell’accesso dei giovani alla casa, al lavoro, all’impresa, al credito e alla cultura (Fonte DPEF 2007-2011, pag. 88).

    Osservazioni critiche:

    di tale “Piano” – alla cui definizione si stava già lavorando nel luglio 2006 (così si esprimeva la Melandri nel corso della sua audizione in commissione Affari Sociali della Camera per illustrare le linee programmatiche del suo Dicastero) – non c’è alcuna traccia in Finanziaria: se ne parlerà forse nella fase 2 (?!?) del Governo Prodi, forse mai.

    Il Piano Nazionale mira in particolare a: • Agevolare l’accesso dei giovani al mondo del lavoro • Sviluppare e valorizzare le competenze dei giovani • Favorire l’accesso alla casa e al credito dei giovani • Contrastare la disuguaglianza digitale • Promuovere la creatività e favorire i consumi culturali e “meritori” • Favorire la rappresentanza e la partecipazione alla vita pubblica • Combattere il disagio giovanile • Stilare il Rapporto annuale sui giovani • Stimolare il dialogo interreligioso e interculturale.

    Osservazioni critiche:

    in mezzo a questo campionario del politically correct, emerge una cultura assistenzialista e burocratica tipica della sinistra: manca invece clamorosamente il “capitolo opportunità”, vera necessità per i giovani italiani.

  6. #6
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    3. FONDO PER LE POLITICHE GIOVANILI (art. 1, comma 1290, legge finanziaria)
    Istituito col decreto Bersani (art. 19, comma 2, del Decreto-legge 4 luglio 2006, n. 223), al Fondo è stata assegnata una prima dotazione di 3 milioni di euro per il 2006 e di 10 milioni di euro a partire dal 2007.
    Il comma 1290 della finanziaria 2007 aumenta la dotazione di 120 Milioni di euro per ciascuno degli anni 2007, 2008 e 2009.
    Le risorse del Fondo saranno utilizzate per realizzare alcuni degli obiettivi del Piano Nazionale Giovani.

    Osservazioni critiche:

    il fatto che nella legge finanziaria non siano stati indicati tali obiettivi né le principali misure di intervento a sostegno dei giovani dimostra come il Fondo per le Politiche giovanili sia utilizzabile in maniera del tutto discrezionale da parte del ministero, sia nel caso in cui si farà il Piano, sia nel caso in cui tale Piano resterà lettera morta. Spesa pubblica senza controllo: questo è al momento il Fondo per le politiche giovanili.
    Riprendendo il decreto Bersani nella parte in cui istituisce presso la Presidenza del Consiglio un fondo per le politiche giovanili, un emendamento e un ordine del giorno di A.N. (Meloni) fissavano tre priorità per l’utilizzo del fondo: un 40 per cento delle risorse da destinare ai mutui per la casa delle giovani coppie; un 20 per cento da destinare ai mutui accesi dai giovani per avviare un’attività imprenditoriale o di lavoro autonomo e un 20 per cento da destinare come garanzia per i cosiddetti prestiti d’onore ai giovani che volevano proseguire la propria attività universitaria. Il Governo – dimostrando un atteggiamento pregiudiziale nei confronti di chi propone questo tipo di impegno per i giovani – ha dato un parere negativo a siffatte proposte migliorative.

  7. #7
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    4. AMBITI DI PROGRAMMAZIONE DEL FONDO PER LE POLITICHE GIOVANILI:

    Concorso “Giovani idee cambiano l’Italia”:

    Il concorso – bandito dal Dipartimento per le politiche giovanili il 2 gennaio 2007 - intende promuovere e sostenere la creatività e la partecipazione giovanile. Saranno finanziate le migliori idee progettuali riguardanti le seguenti aree tematiche: a) innovazione tecnologica; b) utilità sociale e impegno civile; c) sviluppo sostenibile; d) gestione di servizi urbani e territoriali per la qualità della vita dei giovani.
    Lo stanziamento è di 2 milioni di euro, impegnati a valere sul Fondo nazionale per le politiche giovanili. I progetti non devono essere di importo superiore a 50 mila euro. il contributo richiesto al Dipartimento non dovrà essere superiore al valore complessivo di 35.000 euro.

    Osservazioni critiche:

    a cosa serve questo concorso? Non certo a trovare soluzioni concrete per i problemi dei giovani come “l’accesso alla casa, al credito, alle risorse per la formazione, alla conciliazione dei tempi di lavoro con i tempi della vita”. Se si fanno due conti i progetti da finanziarie sarebbero solamente 57 in tutta Italia. Sembrerebbe piuttosto che il Ministero finanzi i “giovani” per aver in cambio proposte su cosa fare. Tutto ciò sancisce l’inutilità del ministero e ancor più del ministro Melandri, evidentemente a corto d’idee!

    Interventi di programmazione economica con le Regioni e gli Enti Locali:

    A. Accordi di Programma Quadro con le Regioni; B. Piani Locali giovani con i Comuni (la relativa Convenzione con l’Anci è stata firmata il 29 dicembre 2006)

    Osservazioni critiche:

    Trattasi di trasferimenti tout court agli Enti Locali, malamente mascherati, che al 70% sono controllati dalla Sinistra: ennesima spesa a fini clientelari.

    Partecipazione e cittadinanza attiva:

    A. Sostegno alle forme associative; B. Rapporti con le istituzioni UE; C. Attività dell’Agenzia nazionale Gioventù

    Osservazioni critiche:

    quest’ultima è l’ennesima Agenzia da istituire con conseguenti nomine. Un inutile carrozzone che non sarà in grado di operare senza che ne sia chiaramente definita la missione.
    L’art. 5 del Decreto-legge 22/12/2006 istituisce l’Agenzia nazionale per i giovani, con sede in Roma, in attuazione di una decisione dell’Unione europea. Evidenti sono le perplessità circa l’opportunità di affrontare in un decreto-legge il tema relativo alla costituzione di tale organismo. Sarebbe stato preferibile intervenire in questa materia attraverso un esplicito provvedimento.
    Perplessità anche riguardo i costi, che appaiono eccessivi, perplessità che si estendono altresì alla struttura burocratica che sembra essere eccessivamente pesante: una struttura più snella sarebbe stata più confacente allo scopo.
    Poiché l’Unione europea prevede che le persone da impiegare in questa agenzia abbiano una qualificazione e una preparazione nell’ambito delle relazioni internazionali, ci sono seri dubbi sul fatto che i collaboratori che provengono dal Ministero della solidarietà sociale abbiano questo tipo di specializzazione.
    Sul provvedimento A.N. aveva presentato diversi emendamenti migliorativi che fissavano limiti di età, rispetto della parità tra i sessi ed un’attenzione per il disagio giovanile legato alle tossicodipendenze per il recupero dei minori a rischio di devianza, nonché per la promozione dei diritti per l’infanzia e l’adolescenza.
    Si chiedeva, inoltre, che l’Agenzia vigilasse sul modo in cui vengono impiegate le risorse del Fondo per le politiche giovanili, sul quale non sono previsti meccanismi di controllo.

    Informagiovani:

    A. Assistenza tecnica; B. Formazione degli operatori dei servizi

    Superamento delle disuguaglianze digitali (Digital Divide):

    A. Moltiplicazione dei punti di accesso alla rete Internet; B. Sostegno all’acquisto di software e hardware; C. Diffusione della cultura informatica

    Osservazioni critiche:

    Si badi bene: il problema della rete internet è infrastrutturale, specie per zone periferiche e riguarda compagnie private: spesa dello Stato è inutile se non è rivolta ad accrescere infrastrutture. Perché avere l’ultimo software a spese dello Stato con la connessione a 56K serve a ben poco! Sui consumi meritori, poi, davvero l’incertezza e la discrezionalità prendono il sopravvento. Deciderà la Melandri cosa è meritorio e cosa no?
    Sempre la Melandri - con il Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione – poco dopo il suo insediamento aveva inviato una lettera a tutti i giovani che avrebbero compiuto 16 anni nella quale veniva offerto loro un bonus di 175 euro per l’acquisto di un personal computer predisposto per il collegamento ad Internet.
    Nella lettera venivano indicati un PIN, un codice fiscale e tutte le indicazioni per acquistare il nuovo pc; veniva anche evidenziata, a fondo pagina, scritta in grassetto, la possibilità di usufruire dell’incentivo fino al 21 marzo 2007. A chi oggi volesse, però, usufruire del bonus viene risposto dal Contact center che il bonus non è disponibile perché «mancano i soldi» e pure dal sito del Governo www.italia.gov.it, si apprende che «l’iniziativa si è conclusa per esaurimento dei fondi disponibili»; numerosissime sono state le segnalazioni e le proteste a seguito di tale situazione: una iniziativa che doveva avvicinare i giovani alle istituzioni si è risolta in una pessima presa in giro per i destinatari.

    Accesso alla Cultura:

    A. Promozione della fruizione di cultura e dei consumi “meritori”dei giovani; B. Sostegno alla creatività culturale giovanile

  8. #8
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    5. I GIOVANI E LA CASA

    DETRAZIONI PER GLI STUDENTI FUORI SEDE (art. 1, comma 319, lettera i-sexies), legge finanziaria)

    Detrazione del 19% delle spese, per un importo non superiore a 2.633 euro, sostenute per i canoni derivanti dai contratti di locazione, stipulati e rinnovati ai sensi della legge 9 dicembre 1998, n. 431, dagli studenti (o dalle loro famiglie) iscritti ad un corso di laurea presso una università ubicata in un comune diverso da quello di residenza, distante da quest’ultimo almeno 100 Km e comunque in una provincia diversa, per unità immobiliari situate nello stesso comune in cui ha sede l’università o in comuni limitrofi”.

    Osservazioni critiche:

    Gli sconti rimarranno teorici, praticamente nessuno in Italia usufruisce di quel tipo di contratto, non è mai stato applicato da nessuno, è stato un fallimento. Dati Assocasa dimostrano quanto diciamo: ad oggi le famiglie che in Italia hanno stipulato questo contratto sarebbero in tutto sedici! Ci troviamo di fronte alla solita superficialità del Governo di sinistra che non risolve minimamente il problema degli affitti per gli studenti fuorisede. Non lo risolve sia perchè non finanzia minimamente l’edilizia residenziale per il diritto allo studio sia perchè non favorisce l’emersione degli affitti in nero poiché non propone sgravi fiscali ai proprietari di casa che decidono di affittare a studenti universitari attraverso canoni calmierati. Da tenere presente che il governo Berlusconi, nella sua ultima finanziaria, aveva stranziato ben 25 milioni di euro da destinare alle famiglie degli studenti fuorisede. Un fondo che questo Governo ha pensato bene di abolire.
    Con un emendamento – non accolto dal Governo – A.N. (Meloni) chiedeva al governo un impegno ben preciso: quello di creare un tavolo con sindacati di proprietari e inquilini, studenti e università per individuare le caratteristiche per un nuovo tipo di contratto.
    Infine, il Ministero si scandalizza del fatto che “un contratto di locazione su due non è registrato”.
    Non avranno pensato che la causa possa essere l’elevata tassazione sugli immobili, peraltro aumentata con l’ultima finanziaria? [Uniformare la tassazione degli immobili ad un’unica aliquota potrebbe essere una soluzione].

    SOCIETÀ DI INVESTIMENTO IMMOBILIARE QUOTATE (art. 1, da comma 119 a 141, legge finanziaria)

    Per aumentare l’offerta di abitazioni in affitto, scoraggiare speculazioni immobiliari di breve periodo e favorire investimenti di lungo periodo, la Finanziaria introduce misure di favore fiscale per le Società di investimento immobiliare quotate. A tali soggetti è riconosciuta, infatti, la facoltà di optare per uno speciale regime civile e fiscale che prevede, tra le altre cose, la possibilità di assoggettare il reddito d’impresa derivante dall’attività di locazione ad un’aliquota del 20% al posto del regime fiscale ordinario e norme di favore fiscale anche per i soci di queste società.

    Osservazioni critiche:

    si introduce una norma di favore per determinate aziende, falsando il mercato. Basta dare però uno sguardo alle principali SIIQ in Italia: Soros RE, Pirelli RE, Beni Stabili… Tutti sostenitori di Prodi: secondo il “Velino Aziende”, dietro tale emendamento c’è la mano di Nomisma, ergo Prodi.

  9. #9
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    6. I GIOVANI E IL LAVORO

    MISURE PER LA STABILIZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO PER FAVORIRNE LA TRASFORMAZIONE DA CO.CO.PRO. IN LAVORO SUBORDINATO (art. 1, da comma 1202 a comma 1210, legge finanziaria)

    600 Milioni di Euro fino al 2009 per la stabilizzazione dei rapporti di lavoro per favorirne la trasformazione da co.co.pro. in lavoro subordinato. La misura opera attraverso accordi aziendali ovvero territoriali tra datori di lavoro e Organizzazioni sindacali ed è finalizzata alla stabilizzazione dei rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, anche a progetto. La misura, in particolare, prevede che ove si assuma con contratto di lavoro subordinato un lavoratore già occupato a tempo determinato, il datore versi una somma a titolo di contributo straordinario integrativo alla gestione speciale presso l’INPS, cui corrisponderà, a carico della finanza pubblica, un contributo nella misura massima utile a raggiungere l’aliquota contributiva per il lavoro subordinato”.

    Osservazioni critiche:

    Classica buona intenzione che si tradurrà in spesa pubblica inefficiente, peraltro devoluta ad accordi tra Sindacati di Categorie: si determina altresì una discriminazione per i lavoratori che non rientrano in tali accordi.

    ACCORDO DI SOLIDARIETÀ TRA GENERAZIONI (art. 1, da comma 1160 a comma 1161, legge finanziaria)

    Al fine di promuovere la creazione di nuovi posti di lavoro, è istituito l’Accordo di solidarietà tra generazioni, con il quale è prevista, su base volontaria, la trasformazione a tempo parziale dei contratti di lavoratori con più di 55 anni e la contestuale assunzione a tempo parziale, per un orario pari a quello ridotto, di giovani inoccupati o disoccupati di età inferiore ai 25 anni, o ai 29 anni se laureati. Per la realizzazione di questi obiettivi la Finanziaria stanzia 168 Milioni di Euro fino al 2009.

    Osservazioni critiche:

    Una sorta di job sharing (o lavoro ripartito), figura contrattuale da sempre vista come fumo negli occhi da certa sinistra! Sembra l’attuazione dello slogan “lavorare meno lavorare tutti”. Scommettiamo sulla totale inutilizzazione della norma, in quanto nessun 55enne accetterà di degradare il proprio contratto ipergarantito a contratto flessibile. Se questa è l’idea della sinistra di far entrare i giovani nel mondo del lavoro possiamo stare freschi. Non solo, ma lo stanziamento non elevato sottolinea lo scarso affidamento dello stesso Governo su un esperienza già fallita in altri Paesi.

    FONDO PER LA STABILIZZAZIONE DEI RAPPORTI DI LAVORO PUBBLICI (art. 1, da comma 417 a comma 420, legge finanziaria)

    Tale Fondo è finalizzato alla realizzazione di piani straordinari per l’assunzione a tempo indeterminato di personale già assunto o utilizzato attraverso tipologie contrattuali non a tempo indeterminato. E’ fatto divieto alle Amministrazioni destinatarie delle risorse di questo Fondo, di ricorrere a nuovi rapporti di lavoro precario nei cinque anni successivi all’attribuzione delle stesse. E’ previsto uno stanziamento iniziale di 5 Milioni di Euro a decorrere dal 2007 che sarà altresì alimentato dai risparmi derivanti dalla riduzione del debito pubblico e da una quota fino al 20% dell’importo dei conti correnti e dei rapporti bancari definiti come “dormienti”.

    Osservazioni critiche:

    5 milioni di Euro sono davvero poco: ergo trattasi di norma manifesto e clientelare. Non solo, ma l’utilizzo dei fondi dei conti correnti dormienti viola palesemente il diritto di proprietà. Infine i risparmi derivanti dalla riduzione del debito pubblico sono davvero chiacchiere al vento, come ci ha dimostrato l’utilizzazione di tale clausola (ormai definibile “di stile”) nelle Finanziarie repubblicane.

    AGENZIA PER LA FORMAZIONE DEI DIRIGENTI E DIPENDENTI DELLA P.A. (art. 1, da comma 580 a comma 586, legge finanziaria)

    Al fine di reclutare e formare nuovi dirigenti della Pubblica Amministrazione, la Finanziaria 2007 istituisce e disciplina la nuova Agenzia per la formazione dei dirigenti e dipendenti delle amministrazioni pubbliche – Scuola nazionale della pubblica amministrazione - destinata a sostituire l’esistente Scuola superiore della pubblica amministrazione.

    Osservazioni critiche:

    Chiarissimo il fine di mettere le mani sulla futura dirigenza della PA, con una proposta di ristrutturazione degli Istituti di Alta Formazione.

    INTERVENTI PER IL RILANCIO DELLA SCUOLA PUBBLICA (art. 1, comma 605, legge finanziaria)

    Osservazioni critiche:

    immissione in ruolo di 150 mila docenti e 20 mila non docenti; il tutto senza concorso: norma a scapito del merito e dei giovani, che vedranno chiuso per anni l’accesso alle cattedre. Da leggere Angelo Panebianco: “l’assunzione di un esercito di precari, rende inutile ciò che è stato fatto in questi anni dalle Università, con le scuole di specializzazione, al fine di formare insegnanti di qualità”.

    STABILIZZAZIONE PRECARI ENTI DI RICERCA (art. 1, comma 520, legge finanziaria)

    Fondo destinato all’assunzione dei vincitori di concorso nonché alla stabilizzazione di ricercatori, tecnologi, tecnici e personale impiegato nell’attività di ricerca, assunti a tempo determinato con concorso da almeno 3 anni, parte del quale è costituito da giovani lavoratori. A tal fine vengono stanziati 20 Milioni di Euro per il 2007 e 30 per il 2008.

    Osservazioni critiche:

    Ulteriore stabilizzazione senza selezione, a prescindere, quindi, dal merito e dai risultati dei singoli ricercatori.

    NORME IN MATERIA DI TFR E PREVIDENZA COMPLEMENTARE (art. 1, comma 755 e seguenti, legge finanziaria)

    Anticipazione “di 1 anno, cioè al 1 Gennaio 2007, dell’avvio della previdenza complementare tramite l’utilizzo del TFR. Con questo provvedimento si va incontro ad una diffusa esigenza delle lavoratrici e dei lavoratori più giovani che, altrimenti, sarebbero penalizzati in modo significativo da pensioni indecorose e largamente insufficienti.

    Osservazioni critiche:

    Trattasi di anticipazione della riforma previdenziale del Governo Berlusconi, tanto vituperata in campagna elettorale dalla sinistra. Attenzione, però: in Finanziaria il TFR è trasferito a INPS, con una scelta statalista che penalizza le imprese medie che non assumeranno, con grave danno per i giovani alla ricerca di lavoro.

    MISURE IN MATERIA PREVIDENZIALE (art. 1, da comma 770 a comma 772, legge finanziaria)

    Il comma 770 prevede, per i lavoratori parasubordinati, l’incremento dell’aliquota contributiva per migliorare il trattamento pensionistico, fissandola nella misura del 23% per coloro che non siano iscritti ad altre forme di previdenza o non siano pensionati.

    Osservazioni critiche:

    Davvero paradossale come si possa “spacciare” per cosa positiva un aumento della tassazione! Aumentando i contributi si rende meno favorevole un contratto che fa entrare ogni anni migliaia di giovani nel mondo del lavoro.

    COSTITUZIONE DI UN FONDO PER CONTRIBUTI AI CO.CO.CO. PER L’ACQUISTO DI PERSONAL COMPUTER (art. 1, comma 298, legge finanziaria)

    Fondo di 10 Milioni di euro, per l’anno 2007, destinato all’erogazione di contributi per l’acquisto di un personal computer nuovo di fabbrica effettuato dai collaboratori coordinati e continuativi, compresi i collaboratori a progetto.

    Osservazioni critiche:

    Trattasi di spesa pubblica inutile e ingiusta, specie se si guarda al comma 663 che “per gli anni 2007, 2008 e 2009 autorizza la spesa di 30 Milioni di Euro con lo scopo di dotare le scuole di ogni ordine e grado delle innovazioni tecnologiche necessarie il miglior supporto delle attività didattiche”. Si danno contributi ridicoli ai lavoratori parasubordinati per l’acquisto dei PC e poi si offre l’elemosina alla Scuola italiana, davvero in deficit per quanto riguarda la struttura e l’offerta informatica.

    ESENZIONE DALL’IMPOSTA DI SUCCESSIONE (art. 1, comma 78, legge finanziaria)

    Per assicurare la continuità dell’impresa e favorirne il passaggio generazionale, la Finanziaria prevede l’esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni per i trasferimenti, effettuati anche mediante i patti di famiglia a favore dei discendenti, a causa di morte o a titolo gratuito, di aziende, di quote di società e di azioni. Condizione per fruire dell’esenzione è che i beneficiari proseguano l’attività d’impresa o detengano il controllo della società per un periodo di almeno 5 anni.

    Osservazioni critiche:

    Misura inutile, che rasenta lo sperpero nel caso in cui si tenga in vita azienda per 5 anni (in Giurisprudenza la vita dell’azienda è tema controverso) solo per evitare di pagare la tassa di successione. Sarebbe stato meglio se il governo Prodi non avesse reintrodotto l’inutile (il costo delle entrate non copre nemmeno il costo della riscossione, a detta del Presidente della Commissione Attività produttive della Camera) e dannosa tassa di successione, cancellata nel 2001 dal governo di centrodestra.

    DISPOSIZIONI IN TEMA DI PERSONALE DELLE UNIVERSITÀ (art. 1, da comma 647 a comma 650, legge finanziaria)

    Il Ministro dell’università e della ricerca, sentiti il CUN e la CRUI, bandisce un piano straordinario di assunzione di ricercatori delle università, con particolare riguardo alle modalità procedurali ed ai criteri di valutazione dei titoli didattici e dell’attività di ricerca, garantendo celerità, trasparenza ed allineamento agli standard internazionali. I concorsi dovranno essere banditi entro il 30 giugno 2008.

    Osservazioni critiche:

    Tempi lunghi per i ricercatori italiani, che pure avevano riposto fiducia nelle promesse dell’Unione fatte in campagna elettorale.

  10. #10
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    7. I GIOVANI, LA FORMAZIONE E LA RICERCA

    PIANO PER L’ACCOGLIENZA DEGLI ALUNNI STRANIERI (art. 1, comma 1267, legge finanziaria)

    La Finanziaria 2007 istituisce un Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati presso il Ministero della solidarietà sociale. La dotazione del Fondo è pari a 50 Milioni di euro annui per il triennio 2007-2009. Il Fondo è finalizzato, tra le altre cose, alla realizzazione di un piano per l’accoglienza degli alunni stranieri, anche per favorire il rapporto scuolafamiglia, mediante l’utilizzo per fini non didattici, di apposite figure professionali madrelingua quali mediatori culturali.

    Osservazioni critiche:

    Captatio benevolentiae degli immigrati? Con mediatore si frappone filtro alla reale integrazione. Soliti paradossi del Legislatore onnipresente tanto amato dalla sinistra. L’integrazione si ha con l’incontro e l’adesione a determinati valori, non con la mediazione.
    Un emendamento di A.N. (Meloni) – non accolto dal Governo – si prefiggeva lo scopo di sostenere l’apprendimento della nostra cultura da parte degli immigrati, specie più giovani. Conoscenza ed acquisizione della lingua italiana, del nostro sistema valoriale di riferimento, dei nostri costumi e delle nostre usanze, delle leggi: è questo l’intervento da portare avanti, gradualmente, sui giovani immigrati, che pur mantenendo intatte le radici culturali ed i valori d’appartenenza - che non devono però degenerare in forme di autoghettizzazione sul modello della scuola di Via Quaranta –avrebbero così l’opportunità di conoscere, confrontarsi con i coetanei e soprattutto di sentirsi parte di una comunità nazionale che sentirebbero propria.

 

 
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