1- per garantire che la concorrenza tra i gelatai sia regolata secondo un codice comune (ovvevo che un gelataio non spari al concorrente) serve una autorità
Dipende, la concorrenza è definita dal mercato, che funziona bene solo se non vi è autorità a farne delle regole. Se proprio questa autorità deve nascere, in accordo a delle scelte degli interessati, questa autorità potrebbe essere un notaio, pagato da entrambi, che garantisce le regole e si fa garante degli accordi presi, anche tra due gelatai, che sulla stessa strada creano le regole. Le regole non vanno però cambiate in corsa, a meno che non siano d'acordo entrambi.
2- se chi non adempie alle pulizie va denunciato, serve un'autorità ed un buon livello di coercizione per giudicarlo, condannarlo, ecc.
Chi non adempie alle pulizie di casa propria non va denunciato. Ne deriva che meno spazi in comune ci sono e meglio è. Se quest spazi in comne ci sono al limite possono essere regolamentati dai proprietari dello spazio in comune. Se non vi è unanimità è un bel casino. Dovrebbe vincere la maggioranza, ma in quel caso la minoranza avrebbe il diritto di non far parte dell'acordo, stabilendo le regole della minoranza, in disacordo con la maggioranza, oppure uscire dallo spazio in comune vendendo, o rinunciando alle quote. Queste cose non esistono ne nei comuni ne nello stato.
3- il regolamento di quartiere è l'inizio di una pubblica amministrazione: come fa un Comune, indirrà un appalto per fare aggiudicare all'impresa migliore (o presunta tale) l'incarico delle pulizie.
Mi sembra evidente che ogni modello che intenda fornire servizi collettivi debba essere pianificato. Poi sul qualunquismo dei servizi pubblici scadenti basta andare in una strada di Helsinki e nel giardino di molte persone che conosco, e vedrete che sfaterete questo falso mito.[/quote]
Peccato che le regole siano sempre uguali in ogni luogo della terra. Avrei già rinunciato alla mia cittadinanza italiana, visto che preferisco la libertà al costo di rinunciare alle mie proprietà e ai miei afetti, piutosto che starmene quà a subire leggi severissime e totalitarie, se non fosse che non riesco a trovare un posto al mondo che sia garante della mia libertà. Voglio dire, inutile che vada a chiedere la cittadinanza a San Marino o a Malta. Anche loro non sono stati che tengono conto delle minoranze. Gliunici mi pare sia gli USA, che comunque hanno un minimo di attenzione per le libertà dei pellerossa che hanno delle enclavi tutte loro dove vivere come pare a loro. Ma siamo lontani da una condizione in cui stati diversissimi tra loro per istituzioni, etinicità e cultura, religione e costituzione, possano garantire una scelta di cittadinanza in conformità al proprio indirizzo ideologico e morale.
Il mio modello non è pianificato dall'alto, ma dagli interessati.