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Discussione: presentazione

  1. #21
    Forumista junior
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Benvenuto anche da parte mia al forum dei comunisti nazionalitari.
    Per il resto ha detto già tutto Terraeamore per cui io non ho nulla da aggiungere. Se ti va posta pure una tua piccola presentazione, poche righe e nulla di impegnativo, solo per cominciare a conoscerci.

    A luta continua
    Per quanto riguarda me, sono uno studente universitario iscritto alla facoltà di filosofia.
    Le mie idee politiche sono essenzialmente queste:
    1-no all'economia di mercato, si ad un economia socialista, in cui lo stato garantisca le esigenze principali degli individui. Un'economia orientata al profitto di pochi, come quella capitalista, deve essere sostituita con un economia al servizio delle esigenze degli individui, soprattutto dei più deboli;
    2-una politica estera indipendente da influenze americane, ed orientata in senso eurasiatico;
    3-salvaguardia delle diversità (culturali, economiche, sociali e politiche) dei popoli dalla imperante ed uniformante globalizazione di stampo americano;
    4-sistema sociale in cui tutti i cittadini abbiano le medesime possibilità di sviluppare le loro capacità, ma dove i più capaci abbiano qualche motivo di soddisfazione, a patto che mettano al servizio della collettività la loro bravura e i frutti di essa.
    Spero di aver soddisfatto la vostra (terraeamore e sandinista) curiosità
    Ciao

  2. #22
    Forumista junior
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982 Visualizza Messaggio
    A quanto pare, ad un certo punto (nel 91? 92? non ricordo piu... brumaio? fruttidoro? e chi se lo ricorda...) insomma quando robespierre è stato fatto secco, il potere è passato in mano alla classe mercantile e tanti saluti alla rivoluzione.
    Robespierre e stato rimosso nel 1794 e il calendario della rivoluzione francese
    segnava Termidoro.
    Ciao

  3. #23
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    Citazione Originariamente Scritto da Combat1982 Visualizza Messaggio
    uh !
    ah!

  4. #24
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    Citazione Originariamente Scritto da Il Sanculotto Visualizza Messaggio
    benvenuto!
    guardandoti dalla "faccia", credo che possiamo rappresentare una solida alternativa giacobina e robespierrista! picche e berretto frigio, sono convinto, che potenzieranno la loro forza nel movimento comunista nazionalitario!
    Robespierre vive! Educazione comunitaria? chi se non l'incorruttibile può indicarne la strada... senza nulla togliere a Makarenco, Fanon, ecc. un abbraccio!
    Certo che siamo proprio una bella accoppiata.

  5. #25
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    E' sicuramente vero che la rivoluzione giacobina era, e non poteva essere altrimenti, una rivoluzione borghese,seppur nel suo aspetto radicale; d'altronde il proletariato come classe si forma in Inghilterra con la rivoluzione industriale, e la Francia di quei tempi non era certo un paese industriale; ma quello che secondo me dobbiamo prendere come insegnamento dall'esperienza giacobina è la visione della politica come volontà che applica principi, senza compromessi o restrizioni di sorta provenienti da influenze esterne (diciamo economiche) diretta ad un fine collettivo e soprattutto sociale: Robespierre e stato uno dei primi politici a prendere a cuore la sorte dei più diseredati. Ed infine la figura dello stesso Robespierre, politico ligio al suo dovere nel perseguire il bene della nazione; la politica intesa come impegno civico e non come un mestiere, accompagnata da una fede nella realizzazione dei velori più alti della rivoluzione.
    Ma ciò che lo rende, a mio avviso, superiore a tutti gli altri grandi della storia, è quello di non aver costruito una struttura politica totalmente asservita ai suoi voleri, tanto che un anno dopo viene gigliottinato dalla stessa convenzione; e questo è simbolo di come cercasse non il potere personale ma il bene della Francia.

  6. #26
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    Citazione Originariamente Scritto da giacobino Visualizza Messaggio
    Per quanto riguarda me, sono uno studente universitario iscritto alla facoltà di filosofia.
    Le mie idee politiche sono essenzialmente queste:
    1-no all'economia di mercato, si ad un economia socialista, in cui lo stato garantisca le esigenze principali degli individui. Un'economia orientata al profitto di pochi, come quella capitalista, deve essere sostituita con un economia al servizio delle esigenze degli individui, soprattutto dei più deboli;
    2-una politica estera indipendente da influenze americane, ed orientata in senso eurasiatico;
    3-salvaguardia delle diversità (culturali, economiche, sociali e politiche) dei popoli dalla imperante ed uniformante globalizazione di stampo americano;
    4-sistema sociale in cui tutti i cittadini abbiano le medesime possibilità di sviluppare le loro capacità, ma dove i più capaci abbiano qualche motivo di soddisfazione, a patto che mettano al servizio della collettività la loro bravura e i frutti di essa.
    Spero di aver soddisfatto la vostra (terraeamore e sandinista) curiosità
    Ciao
    La mia, quella di Terraeamore e quella degli altri moderatori e degli altri compagni e le altre compagne del forum.

    Sul punto 2: L'Eurasia non esiste, non è mai esistita, dunque starne a parlare è una perdita di tempo politico.

    Sul punto 3: questo punto divista prevede l'esistenza erronea di un capitalismo fondato su un unico Capitale unificato e armonizzato nella forma e nel capitale statunitense (mi sembra sempre di più la forma contemporanea dello stato imperialista delle multinazionali), cosa assolutamente priva di fondamento e che porta poi alcuni a sostenere ogni genere di aberrazione politica da Putin alla Cina sino a Myanmar o Al Qaeda.

    Sul punto 4 non sono d'accordo perchè per stabilire un metodo di giudizio sulle capacità reali di qualcuno sono necessari dei punti di partenza di giudizio fondativi e non discutibili e non vedo chi possa avere questa autorità all'interno di una comunità di libere individualità se non una personalità che dovrebbe ergersi sulle altre e allora non esiste alcun libertarismo comunitario.

    A luta continua

  7. #27
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    Compagni,
    questi giorni sono troppo impegnato per rispondere a tutti i messaggi che vedo ed ai thread come questo, ma non posso esimermi dall'intervenire quando leggo che la rivoluzione francese sarebbe stata una rivoluzione borghese. Piano, compagni, piano. Anzitutto dovremmo parlare di rivoluzioni, in quanto ogni carta costituzionale portata avanti dai rivoluzionari ha avuto un peso ed una prospettiva differente, ma, soprattutto, i soggetti rivoluzionari sono stati anche borghesi, ma non solo. Non tagliamo la storia con l'accetta e cerchiamo di attenrci di più ai thread, che mi sembra una buona regola per non divagare ogni volta.

    Inoltre, non riesco a capire perché chi si presenta non dica mai perché voglia scrivere qui dentro. Curiosità? Adesione? Sfottò? Amicizia? Critiche?

  8. #28
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    Citazione Originariamente Scritto da Outis Visualizza Messaggio
    Compagni,
    questi giorni sono troppo impegnato per rispondere a tutti i messaggi che vedo ed ai thread come questo, ma non posso esimermi dall'intervenire quando leggo che la rivoluzione francese sarebbe stata una rivoluzione borghese. Piano, compagni, piano. Anzitutto dovremmo parlare di rivoluzioni, in quanto ogni carta costituzionale portata avanti dai rivoluzionari ha avuto un peso ed una prospettiva differente, ma, soprattutto, i soggetti rivoluzionari sono stati anche borghesi, ma non solo. Non tagliamo la storia con l'accetta e cerchiamo di attenrci di più ai thread, che mi sembra una buona regola per non divagare ogni volta.

    Inoltre, non riesco a capire perché chi si presenta non dica mai perché voglia scrivere qui dentro. Curiosità? Adesione? Sfottò? Amicizia? Critiche?

    Ma la Rivoluzione Francese è stata una rivoluzione portata avanti dalla borghesia che all'epoca era la nuova forza rivoluzionaria, l'unica che avrebbe potuto davvero rovesciare il sistema feudale. Non dimentichiamoci che Roberspierre non era un povero carbonaio della periferia parigina ma era un avvocato. Non credo che parlare di rivoluzione borghese possa contenere già un giudizio di merito negativo in quanto la borghesia nasce proprio come forza rivoluzionaria all'epoca e solamente poi diventa reazionaria e con passaggi graduali. la borghesia non è un idea immutabile e statica così come non lo è il capitalismo ed il capitale.
    E in questo ha ragione Giacobino quando afferma che non sarebbe potuto essere altrimenti visto che sostanzialmente il proletariato non esisteva e sarebbe venuto solamente dopo con la rivoluzione industriale.

    A luta continua

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Sandinista Visualizza Messaggio
    Ma la Rivoluzione Francese è stata una rivoluzione portata avanti dalla borghesia che all'epoca era la nuova forza rivoluzionaria, l'unica che avrebbe potuto davvero rovesciare il sistema feudale. Non dimentichiamoci che Roberspierre non era un povero carbonaio della periferia parigina ma era un avvocato. Non credo che parlare di rivoluzione borghese possa contenere già un giudizio di merito negativo in quanto la borghesia nasce proprio come forza rivoluzionaria all'epoca e solamente poi diventa reazionaria e con passaggi graduali. la borghesia non è un idea immutabile e statica così come non lo è il capitalismo ed il capitale.
    E in questo ha ragione Giacobino quando afferma che non sarebbe potuto essere altrimenti visto che sostanzialmente il proletariato non esisteva e sarebbe venuto solamente dopo con la rivoluzione industriale.

    A luta continua
    D'accordo su tutto, tranne che sulla connotazione delle fasi rivoluzionarie in Francia. Se analizzassimo il tessuto sociale e politico all'interno del quale avvenne la rivoluzione, ci troveremmo davanti uno spaccato di società non riconducibile alla sola borghesia. Alcuni storici d'età moderna l'han fatto ed i risultati sono stati questi. Non si può parlare di un solo soggetto rivoluzionario.

    Comunque, è solo un dato storico e non c'è molto da dibattere su questo.

  10. #30
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    caro Sandinista,
    è proprio le tante esperienze rivoluzionarie da te ricordate, che vanno meglio studiate, e credo proprio da quelle forme sociali costituitesi in contesti particolari, difficili, multiformi, che per noi oggi, in questo momento, sono utilissime... poi tu continui a marxistizzare tutto... caro giacobino sei tosto, Robespierre è il fulcro, la biforcazione, l'essenza...a presto

 

 
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