



Se trovavano posto solo nei call center mi sa che la crisi ha profonde radici.
Però, se penso che i "migranti" vengono a fare i lavori che gli italiani non vogliono più fare...
Questi giovani italiani sperano forse di passare dalla laurea direttamente alla pensione?
Forse hanno ragione; se studio da speziale e non trovo una farmacia che mi dia da vivere, ci deve pensare lo Stato a mantenermi.repapelle:
Magari con le trattenute alla fonte sul lavoro dei "migranti"
Ecco spiegata la "grande opportunità" sostenuta da molti:sofico:
Ultima modifica di ugolupo; 22-02-10 alle 14:39




I call center sono lo spam tradotto in telefonata.
Far ragionare un idiota non è impossibile, è inutile


Balle, nella sola Reggio Emilia, le industrie hanno bisogno di 800 periti industriali all' anno, l' Itis Nobili ne sforna appena la metà.
Per cui se un laureato si adatta ad andare a lavorare su delle macchine a CNC di lavoro ne trova quanto ne vuole ma si sa, i laureati nostrani sono come i nobili decaduti, non amano sporcarsi le mani.
P.S. Secondo me tu sei un Pirla


Ultima modifica di picchio; 22-02-10 alle 16:49




Ma di che vai cianciando...
Di laureati ne saranno una minima parte. E cmq sono più le laureande.
Ma le 2 categorie secondo me non superano un terzo del totale.
Siccome conosco parecchie persone che lavorano nei call center...posso dirti che ci sono anche delle ultra 40enni....
Persone buttate fuori da aziende che hanno dovuto ridurre il numero dei dipendenti per tirare avanti, da quelle fallite o "dislocate"...
E poi una massa di 30enni che, non trovando altro (perchè quì di aziende ne stanno chiudendo più d'una al giorno) s'accontentano del call center e, quando va bene, di 6-700 euro mensili.
E un pochino più di rispetto per queste persone, non guasterebbe.
Fermate l'Italia, voglio scendere.



