
Originariamente Scritto da
Michail
Questa tecnica di accreditarsi come i soli veri, giusti, tradizionali, puri ecc. mediante lo sputtanamento interecclesiastico di tutti gli altri ricalca la propagandistica di un altro famossisimo unico, vero rappresentante dell'"ortodossia" tradizionale, pura, genuina ecc. ecc., che ha inondato l'ecumene con i suoi depliant colorati, specie di album Panini in miniatura con tante figurine di vescovi, che prima c'erano poi scomparivano, o con i suoi articoli ecclesiologici sgrammaticati nella lingua e demenziali nei contenuti, però sempre insinuanti e sibillini, per cui là ci sono gli agenti segreti, qui gli interessi economici ecc. ecc. Mi piacerebbe capire quale meccanismo psicologico porti all'auto-convinzione di essere il vero Plèroma, quando ci si è auto-definiti come tali, senza avere possibilità di mostrare su base canonica la correttezza della propria posizione. Le vostre tesi ecclesiologiche sono contraddittorie: non si può ammettere un po' di Grazia in quelle Chiese che per vostro giudizio "non sono morte" (che argomenti teologici sono questi?) e non essere in comunione con questa Grazia. La Grazia non si divide, come non si è divisa la Chiesa. Domanda: ma voi ribattezzate uno che vi arriva da una chiesa ortodossa autecefala aperta all'ecumenismo? Non capisco perché a voi, che andate fieri di celebrare in negozi, baracche e garages (perché le chiese prestate dai cattolici sono infette di ecumenismo), dia fastidio che il Patriarcato di Mosca abbia recuperato la sua Chiesa barese, anche se questo avviene per scambi di favori edilizi. Se vogliamo seguire i ragionamenti manichei, dovremmo ammettere che il ruolo degli Imperatori nella vita della Chiesa dei Sette concili ecumenici non è stato sempre prettamente evangelico, come ha mostrato il p. Schmemann nella sua "Storia dell'ortodossia" (pensate a S. Costantino-pari-agli apostoli, che si battezzò solo in fin di vita e dunque auspicò il Concilio di Nicea quale imperatore pagano, tenendo per di più una posizione alternativamente favorevole e sfavorevole a s. Atanasio, ma sempre favorevole all'ariano Eusebio). Dovremmo allora buttare via tutto dell'esperienza Chiesa-Impero? Sull'Ecumenismo il mio sospetto profondo è che è voi vi siate avversi perché ne siete esclusi: non è che i molti militanti della vostra "diocesi", i quali hanno fatto parte di altre realtà ecclesiali o para-ecclesiali, accettandone anche l'apertura ecumenista, una volta uscitine per ragioni per lo più personali sono diventati anti-ecumenisti solo per dotarsi di un passaporto per Filì? I vostri attacchi contro la Chiesa russa dimenticano il sangue dei martiri russi del XX secolo, i quali hanno scelto questa via e hanno mostrato che la prosecuzione della comunione eucaristica con la loro Chiesa in cattività valeva più della loro vita. La Chiesa non è in essenza tradizionale, categoria che mi sa molto di guénoniano per come è usata nelle vostre definizioni, ma piuttosto è plèromatica. Il concetto di 'resistenza' è un concetto politico: l'impostazione della vostra ecclesiologica è dunque secolarista, e rinuncia all'esempio della Croce, follia per il secolo: sottomettersi a un martirio salvifico, accettando il paradosso di salvarsi nel pieno rispetto di una disciplina canonica, il cui fondamento è la comunione, applicata da un sinedrio in errore, consapevole o meno. Se anche tutta la Chiesa fosse composta da agenti del KGB ma non avesse mai rotto la comunione di Calice, unico principio che rende effettiva la Grazia nella successione apostolica, allora sapremmo dove riconoscere il luogo della Grazia. In questo luogo "non prevarranno le porte dell'Inferno". «Il Signore Dio mi ha aperto l'orecchio e io non ho opposto resistenza» (Is 50, 5), Michail