eccheppalle
La Finanziaria e la pressione fiscale Sergio Nicoletti Altimari
cercatelo sul sito Lavoce.info
sorry ma non linka!


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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


Ho letto l'articolo; e allora?
Ma tu l'hai letto bene? In poche parole dice che tutto sto' aumento di tasse che la destra lamentava non ci sarà nel 2007; il prelievo aggiuntivo è solo di 4 miliardi; se si pensa che una parte dei 4 miliardi deriva dagli aumenti automatici delle addizionali regionali e Irap per gli sfondamenti sanitari (legge Tremonti), e se sono conteggiati tra qesti anche 5 miliardi di maggiori contributi pensionistici che pagheranno soprattutto gli autonomi.............
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aumentare le pensioni
più soldi a scuola, ospedali e ricerca!!!!
magari aumentare anche le tasse ai ricchi![]()


Vedo che hai corretto. non è tutto. C'è un trasferimento di miliardi all'INPS. Non sarà pressione fiscale, pero è uno scippo.non ci sarà nel 2007; il prelievo aggiuntivo è solo di 4 miliardi; se si pensa che una parte dei 4 miliardi deriva dagli aumenti automatici delle addizionali regionali e Irap per gli sfondamenti sanitari (legge Tremonti), e se sono conteggiati tra qesti anche 5 miliardi di maggiori contributi pensionistici che pagheranno soprattutto gli autonomi.............
TFR: i debiti sono debiti
Il lato più inquietante della manovra, quello che la avvicina di più alle tante operazioni di finanza creativa varate nella scorsa legislatura, consiste nel trasferimento all’Inps (e poi ad un fondo per il finanziamento delle infrastrutture) della parte di trattamento di fine rapporto ( Tfr) accumulato dagli individui ogni anno, e non dirottato ai fondi pensione. Si tratta, in altre parole, di un prestito forzoso per finanziare spese infrastrutturali ottenuto trasferendo dalle imprese allo stato un debito nei confronti dei lavoratori dipendenti che non eserciteranno l’opzione di trasferire il Tfr ai fondi pensione.
Come discusso altrove questa misura rischia di diventare la pietra tombale sulla speranza di creare dei fondi pensione in Italia perché indurrà questo Governo e quelli successivi ad ostacolare in tutti i modi i flussi verso i fondi pensione (significa meno entrate per lo Stato). Dunque e’ un’operazione che va svantaggio dei lavoratori più giovani, quelli che hanno maggiormente bisogno di previdenza integrativa per garantirsi un reddito adeguato quando andranno in pensione.
L’operazione porta un beneficio temporaneo per i conti pubblici (perché inizialmente vi sono solo entrate, vale a dire i flussi di Tfr), ma crea un debito crescente dello Stato nei confronti dei lavoratori, scaricando i costi sulle gestioni future. Le liquidazioni, infatti, prima o poi dovranno essere pagate offrendo un rendimento che oggi è solo lievemente più basso di quello offerto da titoli pubblici relativamente liquidi, come i Bot. Sul piano dei conti pubblici, si otterrebbe perciò una riduzione dell'indebitamento, ma non necessariamente del debito pubblico. Infatti, è difficile che il debito associato al Tfr possa essere considerato come debito implicito, soprattutto perché è esigibile dal lavoratore. Le imprese iscrivono il Tfr come passività nello stato patrimoniale. Perché non dovrebbe lo stato fare altrettanto? I debiti sono debiti. Speriamo che Bruxelles, come in passato, bocci questa operazione di finanza creativa.
Un giudizio sintetico
L’economia italiana è gravemente malata. Questa Finanziaria doveva dettare l’agenda di una politica economica per il suo rilancio in questa legislatura, riportando al contempo il deficit sotto il 3 per cento, come richiesto dagli impegni presi con Bruxelles. La manovra dovrebbe permetterci di centrare questo secondo obiettivo, ma solo attraverso l’incremento della pressione fiscale, che potrebbe aumentare fino al 42,2 per cento dal 41,4 del 2006, un anno di entrate boom, e dal 40,6 nel 2005. Nella gestione della spesa non si nota alcuna discontinuità con la politica di bilancio della passata legislatura che ci ha portato al disavanzo eccessivo. Dato che non si affronta il problema alla radice, è probabile che nuovi aumenti di spesa seguiranno agli aumenti di tasse secondo un ben noto e sperimentato meccanismo di "tax push".
La spesa aumenta perché non solo non si interviene per ridurre gli sprechi nel pubblico impiego, ma si concede un incremento di almeno il 5 per cento delle retribuzioni, dopo cinque anni in cui sono già cresciute quasi del doppio rispetto a quelle dei dipendenti privati. Al contrario degli accordi nel settore privato, si tratta di incrementi delle retribuzioni di fatto, non di incrementi dei soli minimi contrattuali (che sovrastimano l’incremento del monte salari complessivo, dato che le remunerazioni sopra i minimi aumentano di meno).
Non si interviene sulla spesa pensionistica, mentre si spostano accantonamenti per il Tfr all’Inps, un’operazione che non può che avere effetti una-tantum sulle entrate (sfruttando i primi sei mesi in cui il lavoratore deve decidere), ma che rischia di avere effetti permanenti nell’ostacolare il decollo della previdenza integrativa. I fondi raccolti col Tfr saranno molto probabilmente impiegati per finanziare i trasferimenti alle Ferrovie dello Stato. Dato che il passaggio del Tfr all’Inps comporta il passaggio da un sistema a capitalizzazione (pur virtuale) a uno a ripartizione, l’aumento della spesa in conto capitale viene in gran parte annullato dalla riduzione degli investimenti privati.
Il forte incremento della pressione fiscale (+ 1,6 per cento in due anni) rischia di strangolare la fragile crescita in atto (che comunque ci vede in ritardo rispetto al resto dell’Europa). L’unica discontinuità con la legislatura appena conclusa è che, questa volta, assieme alle spese, aumenteranno anche le tasse, in modo permanente. Si tratta per lo più (tranne il Tfr) di coperture vere e non una tantum.
E una vecchia raccomandazione circa il deficit..
Quali margini per il 2007
Vista la dimensione dell’errore, è comprensibile che adesso si vogliano rimettere in discussione alcuni obiettivi di finanza pubblica fissati in base a previsioni rivelatesi poi troppo pessimistiche.
Ma è bene chiarire due cose.
Primo, il dato rilevante ai fini della procedura di disavanzo eccessivo non è il fabbisogno del settore statale, quanto l’indebitamento netto delle amministrazioni pubbliche. Gli italiani saranno sorpresi ad aprile quando leggeranno dati dell’indebitamento vicini al 5 per cento, il dato peggiore dopo l’ingresso nell’euro. Il fatto è che nel 2005 ci sono state una tantum negative (la sentenza della Corte di giustizia europea sulla limitazione della detraibilità dell’Iva sulle auto aziendali e Ispa). Inoltre il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche nei primi tre trimestri di quest’anno è migliorato molto meno di quello del solo settore statale. Non sono ancora disponibili i dati dell’ultimo trimestre. Se dovessero avere lo stesso andamento di quelli del settore statale, il fabbisogno delle amministrazioni pubbliche si attesterebbe a circa 55 miliardi, attorno al 3,6% del pil.
Secondo, ai fini del rientro dal disavanzo eccessivo contano le grandezze al netto del ciclo. E dato il miglioramento del ciclo economico nel 2006, l’aggiustamento che ci viene richiesto è superiore a quello chiesto nel 2005. Proprio quando l’economia va meglio bisogna ridurre di più il debito pubblico e portare il disavanzo ben sotto il 3%.
Quindi il miglioramento c’è stato, ma siamo ancora lontani dal rientrare dal disavanzo eccessivo.
Guardando in avanti, sin quando non si capirà a fondo la natura dell’errore commesso nello stimare il fabbisogno del 2006, non sarà possibile stabilire se il 2006 è stato un anno eccezionalmente positivo oppure il 2005 un anno eccezionalmente negativo. In ogni caso, il migliore gettito delle una tantum nel 2006, per definizione, non si ripeterà negli esercizi futuri. Quanto agli eventuali progressi nel ridurre l'evasione, segnalano comunque un incremento della pressione fiscale, mentre le stime di Banca d’Italia indicano un record storico della spesa corrente nel 2006. Se il miglioramento delle entrate dovesse confermarsi nel 2007, per poter consolidare e rafforzare i progressi raggiunti nel risanamento dei conti pubblici, sarà allora fondamentale ridurre le tasse. Si eviterà così di soffocare la crescita e di far sì che, come spesso accade, un maggiore gettito induca più spese, anzichè migliorare i conti pubblici.
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale


21-03-2007
Un "tesoretto" per chiudere con la finanza creativa
Tito Boeri
Pietro Garibaldi
C’è un "tesoretto" al ministero del Tesoro. Ma è un vero miglioramento nei conti o solo un’ulteriore revisione delle stime? Secondo gli ultimi dati del ministero dell’Economia, il miglioramento nei conti pubblici del 2007 rispetto alle stime del giugno scorso è di circa 40 miliardi. Meno della metà è attribuibile alla Finanziaria appena varata. Fin quando non si spiega il perché di questo "miracolo", è bene evitare correzioni di rotta rispetto ad essa e utilizzare le risorse aggiuntive solo per abbattere il debito. Se proprio si vuole intervenire, vale la pena rimuovere l’ultima operazione di finanza creativa: il dirottamento del Tfr all’Inps. Questa misura sta scoraggiando il decollo della previdenza integrativa ed è un trucco contabile che maschera l’andamento effettivo dei nostri conti pubblici. La vera lezione da trarre dal miracolo del 2006 è che la mancata trasparenza è un’arma a doppio taglio.
I dati della Trimestrale
Tecnicamente, la presentazione congiunta e integrata della Trimestrale di cassa e della Relazione previsionale e programmatica è un fatto positivo. Molte piccole riforme della pubblica amministrazione si possono fare con aggiustamenti di questo tipo. Ed è anche un passo importante nella direzione della semplificazione nella rendicontazione.
Il miglioramento della finanza pubblica presentato è però davvero impressionante.
Il disavanzo delle pubbliche amministrazione previsto per il 2007 è pari al 2,3 percento. Ma il dato più appariscente riguarda l’andamento dell’avanzo primario, ossia l’indebitamento al netto degli interessi sul debito pubblico. A maggio 2006, prima del decreto Visco-Bersani, l’avanzo primario per il 2007 era stimato vicino allo zero per cento. Mentre dovrebbe essere intorno al tre per cento per ridurre il debito pubblico. Nelle nuove stime l’avanzo primario è previsto al 2,6 per cento.
Il miglioramento netto, in soli dieci mesi, è quindi pari a quasi 40 miliardi di euro. La Finanziaria e la manovra estiva dovrebbero aver corretto il disavanzo del 2007 per 15-20 miliardi. E il resto? Delle due l’una. O si è compiuto un vero miracolo, un vero e proprio "turnaround", a una velocità di attuazione forse irraggiungibile anche per i migliori gestori del settore privato. Oppure è evidente che l’analisi della scorsa estate era troppo pessimista.
L’effetto della ripresa economica è certamente importante. Tenendone conto, il recupero è meno clamoroso. L’indebitamento netto, depurato dagli effetti del ciclo e al netto delle misure una-tantum, si riduce nel biennio 2006-2007 di 1,8 punti percentuali, vale a dire lo 0,2 per cento di riduzione in più rispetto a quanto negoziato con la Commissione europea nel luglio 2005. L’applicazione del nuovo Patto di stabilità appare quindi perfetta. È un fatto positivo, per il paese, che un accordo stipulato da un governo in uscita sia mantenuto dal governo entrante.
Il miglioramento non è peraltro dovuto a un contenimento della spesa. È invece legato alle maggiori entrate. L’incremento strutturale viene stimato dalla Trimestrale in 8-10 miliardi. Se fosse davvero così, si sarebbe riusciti a sostituire le famose una-tantum presenti nei conti degli ultimi anni.
Ma in base a quale ragionamento si ritengono strutturali entrate che fino a pochi mesi fa non venivano neanche previste? È vero che una sottostima delle entrate c’è stata anche in Germania, Spagna, Irlanda e Svezia. Molti di questi governi hanno però dato spiegazioni chiare. In Germania, ad esempio, si sostiene che l’aumento delle entrate è legato a una crescita di consumi in anticipazione di un imminente incremento dell’Iva. Gli 8-10 miliardi di cui parla il ministero del Tesoro vengono ritenuti strutturali nell’introduzione della relazione, mentre più avanti sono definiti come residuali, rimancando giustamente che "non è possibile né prudente considerare tale residuo come interamente strutturale".
Abolire il trasferimento del Tfr
Il dibattito politico è ora incentrato su cosa fare del "tesoretto". L’elenco delle possibili richieste di spese o dei possibili tagli di imposte, è molto ampio. Ma non si dovrebbe dare il senso di una correzione di rotta. La nostra proposta è semplice: abolire il trasferimento forzoso del Tfr presso l’Inps.
Come abbiamo ampiamente discusso in autunno, quella sul Tfr resta la vera misura "impresentabile" della Finanziaria per il 2007. Un debito per le imprese che si trasforma in un’entrata dello Stato: secondo la stampa finanziaria internazionale un trucco di bilancio e di finanza creativa che molto è costato, in termini di immagine e credibilità, al nostro paese. Lo stesso ministero riconosce che l’intervento concorre ad aumentare la pressione fiscale, e la sua entità rappresenta un chiaro rischio di attuazione per il 2007. Si utilizzino allora le risorse per correggere quella stortura. Tanto più che sta scoraggiando i lavoratori dal dirottare il Tfr ai fondi pensione, mentre la previdenza integrativa è una delle grandi sfide dell’Italia. Si utilizzi il tesoretto per chiudere con la finanza creativa. È fondamentale per il futuro dei giovani lavoratori.
Un ulteriore segnale di cautela, a tenere alta l’attenzione sul debito, senza indulgere in nuove spese, è legato all’andamento del fabbisogno della pubblica amministrazione.
Nel 2006, il fabbisogno è stato pari al 3,7 percento, superiore di 1,3 punti percentuali all’indebitamento netto, a causa di una regolazione di debiti pregressi. In altre parole, lo Stato e gli enti locali avevano decine di miliardi di impegni di spesa non ancora onorati. Quanti altri ce ne saranno? Non scordiamoci che la dinamica del debito dipende dall’andamento della cassa, e quindi dal fabbisogno. È sul debito la vera sfida per la politica economica.
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P R I M O_M I N I S T R O_D I _P O L
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Presidente di Progetto Liberale




Scippo a chi? Si tratta di contributi di proprietà dei lavoratori, ma che riguardano il TFR che si prende a fine servizio.
Posso essere d'accordo sul fatto che trattasi di finanza creativa, ma scippo proprio no.
Comunque il leggero aumento di p.f. del 2007 sarà dovuto ad effetti aritmetici e non a prelievi aggiuntivi (almeno per lavoro dipendente e pensionati).
I dati dell'artico sulla p.f. non sono esatti:
2005 p.f. 40,6%
2006 p.f. 42,3%
2007 p.f. prevista 42,6%.
Il recupero di evasione fiscale ed il trasferimento del TFR all'INPS verrà conteggiato come aumento di pressione fiscale dall'Istat, ma di questo non si tratta in realtà; anche gli assegli familiari (1,4 miliardi) verranno conteggiati dall'Istat come spesa pubblica, ma di fatto sarebbero da equparare, almeno nella sostanza, a riduzioni fiscali.
L'aumento delle addizionali regionali e dell'Irap nel 2007 in 5 regioni dipende da una manovra di Tremonti e dal debito sanitario in 5 regioni nel 2005.......
Dimmi tu come la destra ha potuto dire che la manovra 2007 era fatta di 20 miliardi in più di tasse.
Sono solo 4 miliardi di prelievo aggiutivo, che non riguarda lavoratori dipendenti e pensionati.




[QUOTE=kortatu;5501949 aumentare anche le tasse ai ricchi[/QUOTE]
ma è previsto nel programma?![]()