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Discussione: And the Killer is...

  1. #1
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito And the Killer is...

    L’ORGOGLIOSA SARDITUDINE DEL MINISTRO DELLA DIFESA

    Simonide di Ceo, 2.500 anni fa, aveva capito lo stile di coltello di Parisi



    Il silenzio ostile di un sardo è più temibile
    d’una minaccia armata. Perché l’uomo
    continentale fa la faccia cattiva per non tradire
    la paura. L’isolano invece si costruisce
    un muro intorno e poi colpisce dalla feritoia.
    O casomai sorride di un sorriso muto
    e inquietante, appunto detto sardonico dacché
    Simonide di Ceo, duemilacinquecento
    anni fa, aveva visto come “i Sardi vanno incontro
    alla morte ridendo”. Come certe statue
    arcaiche che, a osservarle, non si sa se
    accondiscendano o stiano per saettare.
    Con le dovute proporzioni non fa differenza
    il mutismo ostinato di Arturo Parisi,
    ministro della Difesa salernitano di nascita
    e sassarese per formazione, intimamente
    segnato da quella sarditudine che è uno
    stato dell’essere non riproducibile altrove.
    Impermeabile a ogni pedagogia mondana,
    la sarditudine è ancora uno stile di coltello
    e di pietra, un’identità chiusa ma anche avvezza
    alla pirateria improvvisa. Il coltello è
    una compagnia tipicamente pastorale (come
    sa il compatriota Francesco Cossiga,
    che ne è massimamente esperto) e la metallurgia
    sarda ha fatto della spada corta
    un’opera d’arte a forza di battere lame a foglia
    di mirto e scortecciare manici in legno
    di ginestra o corno di montone. Un tempo
    era il bisogno vitale d’avere sempre con sé
    un coltello da scanno (“sa pattada”). E oggi,
    all’occorrenza, pure, sebbene l’aspetto ludico
    e artigianale abbia reso antiquata la
    sveltezza nello sfidarsi a duello. Ma il valore
    d’uso non è andato perduto, come dimostra
    il più compiaciuto squartatore di capretti
    che sieda in Parlamento, Oliviero Diliberto,
    nato a Cagliari. La sarditudine di
    pietra è ciò che lo sguardo pigro scambia
    per cocciutaggine, talvolta per ottusità. Invece
    è fierezza che si tramanda come l’arte
    di distillare il mirto sacro alle Veneri sarde
    del neolitico. E’ l’orgoglio autosufficiente
    di chi consente agli italiani di concentrarsi
    nelle acque internazionali del Billionaire,
    purché il resto dell’isola si salvi dalla
    modernità. Importa nulla, poi, se qualcuno
    dei moderni si permette di dare al
    sardo di uomo rozzo. Ignorandone così l’educazione,
    pareggiata soltanto dall’ospitalità,
    da lui insegnata ai regnanti Savoia prima
    che il ceppo ingrato degenerasse.
    Quanto alla pirateria, quando si ha davanti
    un sardo si rammenti che Ramesse II
    chiamava “Shardana dal cuore ribelle incontrastabile”
    i protosardi capaci, oltre tremila
    anni fa, d’invadere l’Egitto. E si ricordi
    che c’è una ragione se la capitale della
    Lidia, in Asia minore, si chiamò Sardi proprio
    come il più antico abitato dell’attuale
    capitale bulgara, Sophia. Perché il sardo è
    un isolano introflesso, ma sa pure essere
    conquistatore di mondi. Piccolo di statura
    quanto smisurato nei sentimenti d’accoglienza
    o inimicizia, come i giganti che proprio
    in Sardegna hanno trovato le tombe
    più sontuose e tanto visitate dai turisti. E
    sopra tutto è sempre silenzioso: nelle isole
    la parola pesa come la clava di Ercole e va
    trattenuta a dovere, ma una volta espressa
    quella resta. Chiedere ai siciliani se non è
    vero, ma anche agli abitanti della Corsica,
    l’isola consanguinea dalla quale la Francia
    è riuscita a sradicare soltanto puttane, sbirri
    e imperatori. Dalla Sardegna noialtri
    continentali abbiamo trapiantato ministri,
    soldati e grandi chef. Ma ci manca la memoria
    della comune sapienza sarda per la
    quale ogni pezzo di realtà è affidato alla
    sua lenta Parca (“sa filonzana”) che ne fila
    la trama con un duplice rocchetto. Basta
    però un colpo di pugnale, e allora addio.
    Vale per gli umani, figurati per un governo.
    Alessandro Giuli
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  2. #2
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    iL KILLER DI BERLUSCONI è STATO IL POPOLO ITALIANO CHE LO HA MANDATO A CASA A CALCI IN CULO, NON pARISI.

  3. #3
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    il liberalismo non è una dottrina, non è una fede, ma una pluralità anche discorde di voci che dialogano e discutono (Nicola Matteucci).
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    iL KILLER DI BERLUSCONI è STATO IL POPOLO ITALIANO CHE LO HA MANDATO A CASA A CALCI IN CULO, NON pARISI.

    Se si scopre che ha dato 70 mld ai leghisti sottobanco, ci penserà la magistratura a collocarlo nel luogo che gli compete: nelle patrie galere.

  4. #4
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    L’ORGOGLIOSA SARDITUDINE DEL MINISTRO DELLA DIFESA

    Simonide di Ceo, 2.500 anni fa, aveva capito lo stile di coltello di Parisi



    Il silenzio ostile di un sardo è più temibile
    d’una minaccia armata. Perché l’uomo
    continentale fa la faccia cattiva per non tradire
    la paura. L’isolano invece si costruisce
    un muro intorno e poi colpisce dalla feritoia.
    O casomai sorride di un sorriso muto
    e inquietante, appunto detto sardonico dacché
    Simonide di Ceo, duemilacinquecento
    anni fa, aveva visto come “i Sardi vanno incontro
    alla morte ridendo”. Come certe statue
    arcaiche che, a osservarle, non si sa se
    accondiscendano o stiano per saettare.
    Con le dovute proporzioni non fa differenza
    il mutismo ostinato di Arturo Parisi,
    ministro della Difesa salernitano di nascita
    e sassarese per formazione, intimamente
    segnato da quella sarditudine che è uno
    stato dell’essere non riproducibile altrove.
    Impermeabile a ogni pedagogia mondana,
    la sarditudine è ancora uno stile di coltello
    e di pietra, un’identità chiusa ma anche avvezza
    alla pirateria improvvisa. Il coltello è
    una compagnia tipicamente pastorale (come
    sa il compatriota Francesco Cossiga,
    che ne è massimamente esperto) e la metallurgia
    sarda ha fatto della spada corta
    un’opera d’arte a forza di battere lame a foglia
    di mirto e scortecciare manici in legno
    di ginestra o corno di montone. Un tempo
    era il bisogno vitale d’avere sempre con sé
    un coltello da scanno (“sa pattada”). E oggi,
    all’occorrenza, pure, sebbene l’aspetto ludico
    e artigianale abbia reso antiquata la
    sveltezza nello sfidarsi a duello. Ma il valore
    d’uso non è andato perduto, come dimostra
    il più compiaciuto squartatore di capretti
    che sieda in Parlamento, Oliviero Diliberto,
    nato a Cagliari. La sarditudine di
    pietra è ciò che lo sguardo pigro scambia
    per cocciutaggine, talvolta per ottusità. Invece
    è fierezza che si tramanda come l’arte
    di distillare il mirto sacro alle Veneri sarde
    del neolitico. E’ l’orgoglio autosufficiente
    di chi consente agli italiani di concentrarsi
    nelle acque internazionali del Billionaire,
    purché il resto dell’isola si salvi dalla
    modernità. Importa nulla, poi, se qualcuno
    dei moderni si permette di dare al
    sardo di uomo rozzo. Ignorandone così l’educazione,
    pareggiata soltanto dall’ospitalità,
    da lui insegnata ai regnanti Savoia prima
    che il ceppo ingrato degenerasse.
    Quanto alla pirateria, quando si ha davanti
    un sardo si rammenti che Ramesse II
    chiamava “Shardana dal cuore ribelle incontrastabile”
    i protosardi capaci, oltre tremila
    anni fa, d’invadere l’Egitto. E si ricordi
    che c’è una ragione se la capitale della
    Lidia, in Asia minore, si chiamò Sardi proprio
    come il più antico abitato dell’attuale
    capitale bulgara, Sophia. Perché il sardo è
    un isolano introflesso, ma sa pure essere
    conquistatore di mondi. Piccolo di statura
    quanto smisurato nei sentimenti d’accoglienza
    o inimicizia, come i giganti che proprio
    in Sardegna hanno trovato le tombe
    più sontuose e tanto visitate dai turisti. E
    sopra tutto è sempre silenzioso: nelle isole
    la parola pesa come la clava di Ercole e va
    trattenuta a dovere, ma una volta espressa
    quella resta. Chiedere ai siciliani se non è
    vero, ma anche agli abitanti della Corsica,
    l’isola consanguinea dalla quale la Francia
    è riuscita a sradicare soltanto puttane, sbirri
    e imperatori. Dalla Sardegna noialtri
    continentali abbiamo trapiantato ministri,
    soldati e grandi chef. Ma ci manca la memoria
    della comune sapienza sarda per la
    quale ogni pezzo di realtà è affidato alla
    sua lenta Parca (“sa filonzana”) che ne fila
    la trama con un duplice rocchetto. Basta
    però un colpo di pugnale, e allora addio.
    Vale per gli umani, figurati per un governo.
    Alessandro Giuli

    bello stile letterario.
    il significato mi sembra ascrivibile alla categoria del wishful thinking: che il piu' prodiano dei prodiani, uno cosi' intelligente (nonostante l' aspetto dimesso) da avere imposto le primarie e l' intoccabilita' di Prodi, uno che si differenzia da Brunik solo per ironia (minore) e sobrieta' (maggiore) "tradisca"...

    la dice lunga sulla disperazione di questa destretta illiberale e fascisteggiante.

    ma perche' invece di fare i convegni sul berlusconiscmo brunetta non propone il "cosa fare" sulle pensioni? o sul taglio dei rami secchi (dipendenti fannulloni)?

    sono solo buoni a lisciare il pelo, mai una volta che dicano qualcosa che scontenta il loro elettorato.
    poi, se vincono le elezioni passano 5 anni a non fare niente per non perdere consensi...

    Ma a chi interessa, a chi serve questa gente?

  5. #5
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da robert jordan Visualizza Messaggio
    bello stile letterario.

    ecco, di nuovo.
    l'unica frase on topic.
    il resto è la solita fuffa. ce l'hai in macro o la batti di nuovo ogni volta ?

    Nel merito, forse non sei al corrente del fatto che tra Parisi e Prodi è nato un gelo. Vatti a leggere alcune affermazioni recenti di Parisi, e vedrai che forse troverai altri temi a cui pensare, a parte le tue ossessioni con ciò che scrive legittimamente un giornale di opinione.
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  6. #6
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    beh, il vero gelo è nato tra Berlusconi e il Popolo Italiano che ha tosto deciso di mandarlo a casa a calci nel culo.

    Parliamo di quello, ogni tanto.

  7. #7
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da brunik Visualizza Messaggio
    beh, il vero gelo è nato tra Berlusconi e il Popolo Italiano che ha tosto deciso di mandarlo a casa a calci nel culo.

    Parliamo di quello, ogni tanto.
    attento invece al "fuoco amico".
    ti ricordo che è di questo che stiamo parlando in questo 3d.
    .

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  8. #8
    Zecche infami sanguisuga!
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    C.V.D. Il governo è allo sfascio e si pensa a rivangare m*rda sul Berlusca per riprendere voti e truccare i sondaggi...che bella la Cina

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da tolomeo Visualizza Messaggio
    ecco, di nuovo.
    l'unica frase on topic.
    il resto è la solita fuffa. ce l'hai in macro o la batti di nuovo ogni volta ?

    Nel merito, forse non sei al corrente del fatto che tra Parisi e Prodi è nato un gelo. Vatti a leggere alcune affermazioni recenti di Parisi, e vedrai che forse troverai altri temi a cui pensare, a parte le tue ossessioni con ciò che scrive legittimamente un giornale di opinione.


    e' l' unica frase on topic perche' il giornalista fa una dotta dissertazione sulla sardita', della quale chissenefrega (della dissertazione, non della sardita').

    comunque prima o poi il killer di prodi salta fuori, tranquillo.

    adesso vediamo le amministrative, cosi' si capisce anche chi sara'.

    quanto al "gelo", non leggo piu' da settimane dagospia, evito accuratamente minzolini e la meli, e raccomando analoga disintossicazione a tutto il mio prossimo.

    in particolare per i bananas ipotizzo un effetto sul fegato paragonabile a quello del tarassaco: quasi magico.

  10. #10
    a.k.a. tolomeo
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    Citazione Originariamente Scritto da robert jordan Visualizza Messaggio
    e' l' unica frase on topic perche' il giornalista fa una dotta dissertazione sulla sardita', della quale chissenefrega (della dissertazione, non della sardita').

    comunque prima o poi il killer di prodi salta fuori, tranquillo.

    adesso vediamo le amministrative, cosi' si capisce anche chi sara'.

    quanto al "gelo", non leggo piu' da settimane dagospia, evito accuratamente minzolini e la meli, e raccomando analoga disintossicazione a tutto il mio prossimo.

    in particolare per i bananas ipotizzo un effetto sul fegato paragonabile a quello del tarassaco: quasi magico.


    dì qualcosa di... nuovo, pliiiis
    .

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