Gruppo contro Down su Facebook: società civile contro 'barbarie'
Su social network ancora siti di condanna,associazioni mobilitate
postato 3 ore fa da APCOM
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Roma, 22 feb. (Apcom) - Oscurato il gruppo su Facebook 'Deridiamo i bambini Down', non si placa però la protesta del popolo della rete e della società civile contro quella che, in tanti, hanno definito "una barbarie". Al di là delle prese di posizione politico-istituzionali, dal ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna che si è detta "indignata", al ministro per le Politiche Agricole Luca Zaia, che chiede per i responsabili "punizioni esemplari: la prima potrebbe essere quella di mettersi al servizio delle famiglie con bambini down, la cui dignità è stata offesa", sono i movimenti, le associazioni e il 'popolo della rete' che continuano a condannare l'episodio. Su Facebook hanno ormai decine di migliaia di iscritti i siti contro il gruppo incriminato, che sottolineano come "i bambini down sono persone normali come tutte le altre, sono speciali".
Durissima la posizione di Francesco Belletti, presidente del Forum delle associazioni familiari, che rileva come per fortuna "molte voci si siano alzate, indignate, per bloccare le pagine, per perseguire i responsabili, per impedire, insomma, una barbarie che oggi sembra inarrestabile. Si tratta di un segnale di allarme che non deve essere banalizzato né sottovalutato: è vero che 'sulla rete circola tutto e il contrario di tutto', ma proprio per questo - precisa - non è tollerabile che il disprezzo della dignità della persona umana si esprima senza conseguenze: non sono ragazzate, non sono atti goliardici: sono parole indegne di un Paese civile, che non hanno alcun diritto di cittadinanza".
"Disagio, rabbia, dolore e sofferenza" sono state espresse dall'Anffas, l'associazione nazionale famiglie di persone con disabilità intellettiva e/o relazionale, secondo la quale sse è vero che il gruppo conta oltre 1.000 iscritti, allora questo è segno di "una strisciante e subdola deriva culturale, ormai imperante, dove sovrana regna la paura ed il rifiuto dell'altro e della sua diversità, e dove il rispetto della dignità delle persone, in quanto tali, ha perso ogni valore". Il coordinamento nazionale associazioni delle persone con sindrome di Down Onlus fa una proposta: "E' stato un segnale di grande importanza che la società civile si sia immediatamente attivata per prendere le distanze da queste insidiose provocazioni. Sarebbe un bellissimo traguardo - dicono - a questo punto, se una parte, anche piccola, delle migliaia di persone che hanno espresso solidarietà 'virtuale' alla nostra causa volesse sostituire al facile gesto di un click davanti al computer un'azione nel mondo reale. Quella di incontrare e conoscere le persone con sindrome di Down, di scoprire i progetti delle tante associazioni italiane che lavorano sul territorio, di dedicare qualche ora del proprio tempo come volontari".
Il prossimo 21 marzo, tra l'altro, sarà la Giornata Mondiale delle persone con sindrome di Down, dedicata quest'anno all'inserimento scolastico dei bambini e adolescenti con sindrome di Down. E Daniela Mignogna, mamma di una bimba affetta da una malattia rara, abituata a usare i social network per fare comprendere al mondo cosa voglia dire la disabilità, sul suo sito precisa: "La mia esperienza su Facebook è stata molto positiva soprattutto perché mi ha permesso di entrare in contatto con altri genitori che condividono l'esperienza di una malattia rara come la sindrome di Angelman". "Quando si scoprono episodi del genere è giusto condannarli e chiudere i gruppi - conclude - ma un controllo preventivo non risolverebbe il problema: quello che vediamo on line esiste nella società, e si combatte solo con una battaglia culturale".





