Eurasia Informa n.1 a cure del Coordinamento Progetto Eurasia www.cpeurasia.org
(ricevo ed inoltro)
Quanti alcuni anni fa accusavano il Coordinamento Progetto Eurasia di "utopia" sono stati in questi giorni smentiti, quando tutti i principali quotidiani italiani hanno dovuto ammettere (riprendendo le parole del Ministro degli Esteri Massimo D'Alema) il carattere strategico delle relazioni tra Mosca e l'Europa, Italia in primis.
Oggi la Russia, grazie alla politica realista del suo presidente Vladimir Putin, non ha solo evitato il fallimento che solo 7-8 anni fa tutti davano ormai per scontato ma è ritornata ad essere una protagonista delle relazioni internazionali e si è posta alla guida delle nazioni che vogliono un mondo multipolare, cioè non sottomesso all'egemonia statunitense. Dalla Cina all'India, passando per l'Iran e il Venezuela, tutti i Paesi che intendono ostacolare il dominio unilaterale dell'imperialismo di Washington hanno trovato sostegno da parte del Cremlino.
Il blocco eurasiatico che si sta per ora configurando ha soprattutto caratteristiche geo-economiche ma in futuro esso potrebbe divenire un' alleanza geo-politica che noi auspichiamo possa ispirarsi a un modello di sviluppo che non è quello liberal-capitalistico. Nel frattempo, il CPE ritiene opportuno sostenere tutti i processi, anche economici, che facilitino la cacciata delle lobbies atlantiste dall'Eurasia; una volta libero dall'occupazione statunitense, il nostro continente potrà guardare a un sistema sociale comunitarista e anticonsumista.
Chi osserva le relazioni internazionali con occhio disincantato e scevro da pregiudizi ideologici non potrà infatti che constatare come gli Stati Uniti ritengano molto più pericolosa la Russia di Putin (e la Cina di Wen Jiabao), in quanto più efficiente e capace di sottrarle influenza rispetto a quella di Brezhnev. I "conti interni" si faranno dopo.
Foro di Dialogo Italia - Russia
(Roma, 13/03/07)
Il 13 marzo si è tenuta a Villa Madama una conferenza del "Foro di Dialogo Italia-Russia", organizzazione creata nell'autunno 2004 dall'allora Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e dal presidente della Federazione Russa Vladimir Putin.
L'incontro, patrocinato dalla Presidenza del Consiglio e dal Ministero degli Affari Esteri e organizzato in collaborazione con l'ISPI, ha visto i lavori dividersi in due sessioni: quella mattutina incentrata sui rapporti economici, ed in particolar modo energetici, tra Italia e Russia, e quella pomeridiana riguardante le relazioni culturali. Con la partecipazione di vari esponenti dell'industria e della finanza italiani e russi, tra cui Roberto Poli (Presidente ENI), Giovanni Castellucci (Amministratore Delegato Autostrade), Alessandro Profumo (Amministratore Delegato Unicredit), accanto ai colleghi russi, tra cui Victor Vekselberg (Presidente Gruppo Renova) e Aleksandr Shokhin (Presidente Unione Industriali), la sessione mattutina è stata un susseguirsi di scambi di visioni e di esperienze di imprenditori dei due Paesi. Dalle relazioni dei partecipanti italiani è emerso come la Russia sia ormai un potenza stabile dal punto di vista finanziario, con 300 miliardi di Dollari di riserve valutarie (terzo posto al mondo dopo Cina e Giappone), manca tuttavia di un sistema industriale diffuso e sviluppato. Il valore aggiunto dato dall'enorme disponibilità di materie prime non è compensato da una presenza industriale che al momento resta, in quantità e qualità, dieci volte inferiore a quella europea.
Nel pomeriggio si è tenuta una sessione dedicata ai rapporti culturali e alla percezione dell'altro nei rispettivi media a cui hanno partecipato vari giornalisti, scrittori e intellettuali italiani e russi.
La conferenza ha visto gli importanti interventi introduttivi del ministro degli Esteri Massimo D'Alema e dell'ambasciatore russo in Italia Alexey Meshkov. Nel suo breve intervento D'Alema si è detto preoccupato per le tensioni tra Russia e Occidente e per la corsa generalizzata agli armamenti a cui stiamo assistendo.
Ha ribadito il ruolo centrale dell'ONU come luogo di dialogo internazionale, mentre spetta all'Unione Europea il compito prioritario di migliorare i rapporti con la Russia. D'Alema ha definito il quadro dei rapporti tra Italia e Russia "soddisfacente". Ha inoltre aggiunto che: "La soddisfazione è legittima per i risultati raggiunti con la finalizzazione delle "tabelle di marcia" sui Quattro Spazi Comuni quale cornice di riferimento per un rapporto con l'Unione Europea organico e proiettato verso il futuro. Essa incoraggia a sperare che sia possibile - auspicabilmente in tempi brevi - raggiungere una soluzione che consenta anche la conclusione di un nuovo accordo di partenariato, più comprensivo ed efficace".
Da questo punto di vista la proposta lanciata dalla Germania sul fronte energetico-ambientale (con particolare risalto per la valorizzazione delle fonti rinnovabili) all'ultimo Consiglio Europeo è un segnale incoraggiante per il futuro dell'Europa dopo gli ultimi anni di stallo. In particolare sul tema degli approvvigionamenti energetici il ministro dice: "dobbiamo adoperarci per costruire un quadro di collaborazione all'insegna di una vera reciprocità. [...] è ora che l'Europa sappia presentare alla Russia una posizione unitaria, piuttosto che la geometria variabile dei singoli interessi nazionali. Nell'interesse dei paesi europei, innanzitutto; ma anche nell'interesse della stessa Russia." D'Alema ha citato oltre che il settore energetico, anche le collaborazioni in corso che avvengono nei settori delle telecomunicazioni, dello spazio, delle poste, delle radiocomunicazioni e dell'aeronautica civile con l'accordo firmato tra il Ministro Bersani e il suo omologo russo Khristenko sul progetto "Super Jet 100" (progetto che coinvolge Alenia Aeronautica e la russa Sukhoi per la produzione di un velivolo civile di medio raggio). In campo culturale vi è altrettanta vivacità grazie alla firma dell'accordo con il collega russo Lavrov per un nuovo protocollo di collaborazione culturale, soprattutto incentivando ulteriormente gli scambi giovanili, che già interessano ogni anno migliaia di studenti italiani e russi e rappresentano, secondo D'Alema: "un investimento per il nostro futuro".
Antonio Grego
Sono essenzialmente due le forze che hanno contestato la visita di Putin a Bari: i soliti "Radicali" e i "Giovani Comunisti", come a dire "l'estrema destra" e "l'estrema sinistra" della traballante coalizione che sostiene il capo del governo Romano Prodi. Evidentemente alla CIA piace giocare su due tavoli contemporaneamente ...
Putin in Italia: Partnership strategica, ok interscambi
(ANSA 14/03/2007)
BARI - Il vertice Italo-Russo è stato straordinario" e rappresenta "la migliore testimonianza della partnership strategica tra l'Italia e la Russia". Romano Prodi è soddisfatto della giornata pugliese, che fa salire a quota quattro gli incontri con il presidente della Russia Vladimir Putin in pochi mesi, e nella conferenza stampa finale snocciola i numeri di questo successo: gli interscambi commerciali nel 2006 hanno raggiunto i ventuno miliardi di euro, facendo dell'Italia il terzo partner della Russia". Numeri dei quali si è mostrato orgoglioso anche Putin.
Industria, banche ma soprattutto energia: questi i principali argomenti economici affrontati oggi dai due leader, a partire dall'accordo Eni-Gazprom e da quello fra l'Enel e l'agenzia federale per l'energia nucleare della federazione russa (Rosatom). Se sono andate deluse le aspettative di quanti credevano che il summit pugliese avrebbe suggellato un ulteriore passo in avanti nell'intesa fra il cane a sei zampe e Mosca, Palazzo Chigi e il Cremlino non hanno comunque nascosto il proprio entusiasmo per quanto fatto fino ad ora. Si tratta, spiega infatti il premier, di un accordo "modello", che mette in pratica la tanto auspicata "interdipendenza" alla quale devono essere improntati i rapporti economici. Sì, perché, "la reciprocità nell'accesso", è convinto il Professore, è la "migliore garanzia per chi produce e per chi consuma".
Insomma, l'accordo con il gigante russo Gazprom c'é e "va avanti", si sta "completando negli aspetti tecnici che non sono semplici", rassicura Prodi. All'assenza, dunque, dell'amministratore delegato di Eni Paolo Scaroni, la cui presenza era stata inizialmente annunciata, non vanno attribuiti significati particolari. "Non c'era alcun accordo Eni-Gazprom da firmare oggi", dice infatti il ministro per lo Sviluppo Economico Pierluigi Bersani e, dunque, "non è slittato nulla". Anche perché Mosca conferma di avere le porte aperte: "Se Eni allargherà le sue attività in Russia - annuncia il leader del Cremlino - saluteremo la cosa positivamente".
Sempre in tema di energia, anche se questa volta nucleare, altro tassello chiave è l'accordo, firmato sempre oggi, tra Enel e Rosatom per la "collaborazione a tutto campo con investimenti comuni e partecipazione nei rispettivi asset" per la realizzazione di nuovi impianti nucleari di generazione.
Un passo che moltiplica e rafforza i legami tra la società italiana e il Cremlino, dal momento che a breve scatterà l'asta per alcuni degli asset dell'ex colosso russo Yukos. "L'Enel è già presente in Russia e intende partecipare - afferma infatti Prodi - attivamente al processo di privatizzazioni". La partnership Italia-Russa vola però anche sulle ali del nuovo 'Superjet 100', un programma per creare una famiglia di aerei regionali al quale lavoreranno Alenia (Finmeccanica) e Sukhoi. Un progetto che per Prodi rappresenta "un'occasione unica sia per la Russia che per l'Italia di entrare in questo segmento di mercato". A chiudere il cerchio degli accordi commerciali, le nuove linee di credito aperte da Intesa-SanPaolo e Mediobanca per un valore complessivo di circa 500 milioni di euro e il settore dei trasporti. Anche in questo campo, infatti, Roma e Mosca collaboreranno alla costruzione di un elettrotreno regionale in Russia.
Putin in Italia: con vertice Bari più vicine le Chiese
BARI - Si è inginocchiato, ha baciato la tomba del patrono di Bari e poi ha preso un fazzoletto, proprio come fanno i pellegrini, per passarlo delicatamente, con grande devozione, dove c'é l' apertura dalla quale si prende la manna di San Nicola: è stato questo un momento molto intenso della visita del presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, che a Bari, nella cripta della Basilica dove vengono custodite le reliquie del santo, ha forse così reso visibile i passi che si stanno compiendo nell' ambito delle relazioni fra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa. Il vertice italo-russo è avvenuto a Bari proprio nel nome di San Nicola, santo venerato dalla Chiesa cattolica e dalla Chiesa ortodossa, vescovo, nella seconda metà del IV secolo, della città di Myra.
Le sue spoglie erano conservate nella cattedrale di Myra: quando la città dell'attuale Turchia cadde in mano musulmana, le ossa vennero trafugate da 62 marinai baresi. Era il 9 maggio del 1087. Dopo la visita di Putin ieri da Papa Benedetto XVI, la tappa 'religiosa' di Bari rappresenta dunque un momento forse 'storico' nel dialogo tra le due Chiese. Lo ha rimarcato Prodi quando, durante la conferenza stampa che si è tenuta nel Teatro Piccinni di Bari, ha sottolineato che "questa ripresa di un dialogo religioso è importantissima e Bari è un punto di incontro". "Il dialogo tra cattolici ed ortodossi - ha detto il premier italiano - è stato difficile, ha registrato tante divisioni in passato. Il fatto che ci sia un inizio di approfondimento delle relazioni è importantissimo". Una 'vocazione', quella di Bari verso la Russia, evidenziata durante il vertice italo-russo anche dal ministro degli Esteri, Massimo D' Alema. Ma è stato il ministro della Famiglia, Rosi Bindi, a rimarcare che il tema del dialogo "sta a cuore" anche al Papa.
"Oggi - ha detto infatti Bindi - noi andiamo da San Nicola, santo che fonda il dialogo tra l' Europa cui apparteniamo noi e quella a cui appartengono i russi. Anche questo è un tema che sta molto a cuore al Papa". La visita di Putin, la prima di un capo di Stato russo nella Basilica di San Nicola, "fa cadere quei muri che nel passato sembravano impossibili da superare": ne è convinto l' arcivescovo di Bari, mons. Francesco Cacucci, che ha sottolineato anche che la cessione fatta dal Comune di Bari della chiesa russa, è un segno che potrà avere "ulteriori conseguenze positive nel rapporto tra la Chiesa cattolica e la Chiesa ortodossa". "E' un segno di ulteriori sviluppi - secondo il priore della Basilica di San Nicola, padre Damiano Bova - per quanto riguarda i rapporti ecumenici perché è chiaro che, anche se ci sono delle difficoltà ancora tra la Chiesa cattolica e la Chiesa russa, questo gesto nel nome di San Nicola può dare un ulteriore balzo in avanti per la reciproca comprensione e per un riavvicinamento, per l' unità dei cristiani".
Putin in Italia: gli accordi siglati oggi
BARI - Questi gli accordi firmati oggi a Bari nel corso del vertice intergovernativo italo-russo.
TRE ACCORDI GOVERNATIVI
1) - Reciproca protezione proprietà intellettuale nell'ambito della cooperazione tecnico militare (firmato dai ministri Parisi e Ustinov). 2) - Protocollo per collaborazione nel settore della costruzione, produzione e vendita di aerei super jet 100 - Progetto Russian regionale Jet (Bersani-Khristenko). 3) - Programma esecutivo collaborazione culturale 2007-2009 (D'Alema e Lavrov).
SETTE ACCORDI INDUSTRIALI / BANCARI / CULTURALI:
1) - Finmeccanica-Ferrovie Russe (sviluppo congiunto elettrotreno regionale; telerilevamento territorio linea ferroviaria Tuapse-Adler). 2) - Enel-Rosatom (collaborazione nel settore dell'energia elettrica, meccanico/componentistica nucleare). 3) - Intesa/Vneshtorgbank (estensione linea di credito 100 milioni di euro per acquisto macchinari italiani con copertura Sace). 4) - Medio banca/Vneshtorgbank (accordo finanziario per 200 milioni di euro). 5) - Medio banca/Vneshtorgbank (pacchetto finanziario 130 milioni di euro a sostegno di progetti industriali) 6) - Ferrara/Ermitage (protocollo d'intesa per istituzione a Ferrara di una prima sede in Italia dell'Ermitage). 7) - Università di Foggia/Amgas/Avelar/Energy (lettera di intenti per sviluppo energie rinnovabili - fotovoltaico e eolico in Puglia).
Probabilmente si tratta di un "avvertimento" statunitense a tre nazioni, Italia, Grecia e Turchia, che per motivi diversi non sono oggi perfettamente allineate alla politica di Washington. La notizia s'inserisce in un momento storico interessante, in quanto Francia e Germania stanno contestando la decisione degli Stati Uniti di dispiegare le loro batterie antimissile, in chiara funzione antirussa, in Polonia e Repubblica Ceca (ma probabilmente anche in Georgia). Sembra cioè riproporsi lo scontro del 2003 tra la "Vecchia Europa" (essenzialmente l'asse Parigi - Berlino, oggi timidamente appoggiato anche da Madrid) e i Paesi della "Nuova Europa" (quelli dell'Est, recentemente approdati nell'Alleanza Atlantica).
In ogni caso questo episodio conferma come la NATO non sia oggi un mezzo di protezione per l'Europa esattamente come non lo è mai stato neanche in passato, si ricordi al proposito il documento elaborato durante l'Amministrazione Reagan secondo il quale in caso di guerra nucleare tra URSS e USA l'Europa sarebbe stato il campo di battaglia (e quindi distrutta completamente ...).
Lo stesso progetto dello scudo spaziale statunitense non ha la minima valenza difensiva contro eventuali attacchi dell' Iran (che è peraltro il primo partner economico dell'Italia) e della Corea del Nord ma è invece diretto contro la Russia, allo scopo di danneggiarne le sempre più strategiche relazioni con l'Unione Europea.
Scudo spaziale: Segretario NATO, Italia non sarebbe protetta
BRUXELLES - Il segretario generale della Nato Jaap de Hoop Scheffer, in un'intervista al Financial Times, ha messo in guardia sui rischi che la proposta Usa di installare un sistema di difesa missilistico in Polonia e Repubblica Ceca, potrebbe creare divisioni in Europa. "In materia di difesa missilistica non ci possono essere paesi di serie A e paesi di serie B,all'interno della Nato. Per me l'indivisibilità della difesa è il principio guida", afferma de Hoop Scheffer. Il sistema progettato dagli Stati Uniti sarebbe in grado di di coprire gli Usa e di portare benefici a molti paesi dell'Europa centro occidentale, mentre altri paesi, tra cui Italia,Grecia e Turchia, resterebbe esposti ed avrebbero bisogno di un sistema aggiuntivo a corto raggio pervia della loro vicinanza all'Iran. Per il segretario generale della Nato sarebbe praticabile e abbordabile estendere la protezione a questi paesi entro del 2010, affiancando allo scudo Usa un sistema missilistico europeo 'di teatro'."Stiamo già procedendo con lo sviluppo dei sistemi per proteggere le forze schierate, così come la popolazione e i territori", afferma de Hoop Scheffer. "In una fase successiva si potrebbe mettere in atto una correlazione tra i due sistemi". Per De Hoop Scheffer, l'Europa deve fare fronte ad un rischio missilistico reale: "Ci sono tutte le ragioni per crederlo, considerato i test della Nord Corea, la capacità potenziale iraniana e quello che gli iraniani vanno predicando". Il segretario generale Nato respinge anche l'opposizione russa al progetto americano,affermando che i dieci missili intercettori di cui è prevista l'installazione "non diminuiscono la capacità della Russia di colpire per prima". Nel vertice Ue di giovedì e venerdì scorso, il presidente francese Jacques Chirac ha messo in guardia sul rischio che il programma missilistico Usa possa riaprire vecchie divisioni nel continente europeo. Il vicepremier e ministro degli Esteri Massimo D'Alema, all'ultimo consiglio degli esteri a Bruxelles, ha auspicato che la proposta degli Usa venga discussa in sede europea, sia dalla Ue che dalla Nato.
http://www.ansa.it/opencms/export/site/visualizza_fdg.html_2111898439.html
Abu Omar, governo a Consulta: annullare rinvii giudizio
(MSN NOTIZIE 2007-03-15 21
5)
ROMA - Annullare il rinvio a giudizio dell'ex direttore del Sismi Nicolo' Pollari e di altri 32 imputati per il sequestro dell'ex imam Abu Omar, tra cui 26 agenti Cia. Il giorno stesso in cui il ministro della Giustizia Clemente Mastella fa sapere che aspetterà la pronuncia della Corte Costituzionale prima di decidere sulla richiesta di estradizione dagli Usa degli agenti Cia, il governo Prodi presenta in secondo ricorso alla Consulta. Con cui chiede, appunto, di annullare l'ordinanza di rinvio a giudizio disposta dal gup Caterina Interlandi, lo scorso 16 febbraio. E questo perché - viene argomentato dall'avvocato generale dello Stato Ignazio Francesco Caramazza - la decisione sarebbe stata presa sulla base di alcuni elementi di prova 'viziati', ossia prodotti dalla procura di Milano violando il segreto di Stato. L'ammissibilità del nuovo ricorso, arrivato ieri alla Corte costituzionale, verrà discusso il prossimo 18 aprile, assieme al primo conflitto del governo contro la procura di Milano. Se giuridicamente si tratta di un atto ritenuto dall'Avvocatura generale "conseguenziale" al precedente, politicamente la scelta del governo viene mal digerita a Milano, dove ancora ricordano le battaglie e le critiche di esponenti del centrosinistra (alcuni di essi divenuti ora sottosegretari) contro l'ex Guardasigilli leghista Roberto Castelli che bloccò la richiesta di estradizione degli agenti Cia. Il processo contro Pollari inizierà il prossimo 8 giugno ed "é bene che vada avanti per accertare la verità, perché e' giusto che il popolo italiano sappia se c'é stata una violazione della sovranità nazionale, della Costituzione e dei diritti umani", tuona l'ex procuratore di Milano Gerardo D'Ambrosio e ora senatore dell'Ulivo. Il gup Interlandi si dice "serena" rispetto alla sua decisione di rinvio a giudizio. E intanto il ministro della Giustizia Mastella prende tempo su un altro fronte della spinosa vicenda Abu Omar. Inoltrerà o no negli Usa la richiesta di estradizione degli agenti Cia? All'interrogazione presentata dal presidente della Commissione Giustizia, Cesare Salvi (Ds), il Guardasigilli risponde leggendo cinque cartelle. E annuncia "la necessità di un'ulteriore attesa", in vista del pronunciamento della Consulta. Ma il discorso di Mastella e' articolato, con tanto di 'un colpo al cerchio e uno alla botte' : prima difende i pm Spataro e Pomarici dagli "urlati e scomposti" attacchi da parte della stampa Usa verso i quali manifesta il suo "stupore" e la sua "assoluta contrarietà"; poi, però, cambia registro e definisce "istituzionalmente improprie le sollecitazioni" che gli sono arrivate dai magistrati di Milano perché decidesse sull'estradizione degli agenti Cia, quasi si trattasse di "vere e proprie 'messe in mora'" nei suoi confronti. Mastella rivendica, invece, l'autonomia della sua decisione che - afferma - "é un atto politico per eccellenza", che non ha termini di scadenza e che "non comporterà alcun effetto sul regolare svolgimento del processo nei confronti degli imputati", come dimostra il fatto che "anche durante l'attesa della mia decisione il processo ha avuto regolare corso". Al Guardasigilli non sfugge certo che la richiesta di estradizione e' sempre possibile anche se gli Usa hanno già fatto preventivamente sapere che non l'accoglieranno mai, ma decide aspettare la Corte Costituzionale. L'accoglimento del ricorso del governo, infatti, "determinerebbe infatti necessariamente il venir meno di parte degli elementi acquisiti bel processo e la regressione di quest'ultimo alla fase delle indagini". La risposta di Mastella lascia "profondamente insoddisfatto Salvi" e "sconcertato" Russo Spena (Prc) per l'esitazione. Nei ricorsi alla Consulta - che sono stati secretati e che verranno decisi nel merito solo se dichiarati ammissibili - il governo sostiene che la magistratura di Milano, nell'indagare sul sequestro di Abu Omar, avrebbe violato il segreto di Stato intercettando i telefoni cellulari di 180 agenti del Sismi e svelando l'identità' di 85 spie italiane e straniere; avrebbe utilizzato integralmente un documento sequestrato nell'ufficio romano del Sismi gestito da Pio Pompa nonostante il Servizio segreto militare avesse gia' trasmesso lo stesso documento con alcuni passaggi 'oscurati' perché riservati e dunque coperti dal segreto di Stato. (ANSA)
[IMG]file:///C:/DOCUME%7E1/PROPRI%7E1/IMPOST%7E1/Temp/msohtml1/01/clip_image002.jpg[/IMG]
Vuoi completare la collezione della rivista?
I nn. 1/2004 (Turchia), 1/2005 (Mondo islamico), 2/2005 (Russia) e 3/2005 (Mediterraneo) sono in vendita, a chi li ordina dal sito, a 10 euro cadauno.
Vai alla seg. pagina per eseguire l’ordine.
Ma affrettati, perché la disponibilità è limitata.