
Originariamente Scritto da
Peucezio
Posso concordare in parte con crew270, con qualche riserva su Ratzinger e su Lefebvre (pur senza negare i loro meriti).
Ad ogni modo, rispondendo al quesito iniziale, sono cattolico integrale, aderente alla Tesi di Cassiciacum, come Daga romana, che ha scritto poco più sopra.
Posso capire le riserve anticristiane dei pagani (anche se poi non capisco a che pretendono di approdare), ma proprio non capisco certe loro forme di laicismo e di progressismo. Quando mai nel mondo antico ci sono state forme di laicismo? La religiosità, la pietas, era talmente intrecciata col piano civile e politico che sarebbe stato impensabile. Il laicismo è un prodotto del cristianesimo, perché nel momento in cui la religione diventa un fatto di coscienza individuale, di salvezza personale e non più l'istituzionalizzazione esteriore e rituale dello spirito collettivo della comunità, del Volksgeist, è naturale che la società può essere desacralizzata, venendo relegato il piano del sacro in interiore homine.
Da questo punto di vista la pretesa della Chiesa di influenzare, anzi, di condizionare e determinare la società, i costumi, la politica è una pretesa pienamente tradizionale e pagana, così come anche le sue forme di resistenza all'aggiornamento (per la verità negli ultimi cinquant'anni si è aggiornata fin troppo!): indipendentemente dal contenuto e dal merito di certe innovazioni, la religione si basa sulla continuità, sull'immutabilità di contro alle mutevoli contingenze della vita profana. Pretendere che si adegui alla contraccezione, quando stiamo per estinguerci come razza e a lasciare il posto agli stranieri (che si riproducono come conigli senza bisogno delle prescrizioni di Ruini) è davvero singolare.