Sme: chiesti cinque anni per Berlusconi
Corruzione in atti giudiziari: «È stato il motore primo per contrastare De Benedetti nella conquista della Sme»
MILANO - Il sostituto procuratore generale di Milano, Piero De Petris, ha chiesto la condanna di Silvio Berlusconi a cinque anni di reclusione al termine della sua requisitoria nel processo d'appello per la vicenda Sme.
Il procedimento è tornato in aula dopo la bocciatura della legge Pecorella da parte della Corte costituzionale, il leader di Forza Italia è accusato di corruzione in atti giudiziari. Cinque anni è il massimo della pena prevista per il reato in questione.
«MOTORE PRIMO» - De Petris ha chiesto la condanna in riferimento al cosiddetto bonifico Orologio. Si tratta di 434 mila dollari che, da un conto riconducibile alla Fininvest, sarebbero giunti all'ex capo dei gip di Roma, Renato Squillante, attraverso un conto di Cesare Previti. «Berlusconi è stato il motore primo in questa vicenda», ha sostenuto De Petris, «per contrastare De Benedetti nella conquista della Sme». A dimostrare la colpevolezza del leader di Forza Italia, ci sarebbero «elementi logici e fattuali».
NO AD ATTENUANTI GENERICHE - «A Berlusconi non possono essere concesse le attenuanti generiche perché lo stato di incensuratezza non basta al riguardo», ha affermato De Petris, secondo il quale «la compravendita della funzione giudiziaria mina la fiducia dei cittadini nello Stato».





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