Accettarli??!?
da Centro Studi Federici
“Volevano rapirmi”.
Chierichetto salvato dal parroco.
Un rom tenta di portare via il bambino.
“Devi venire con noi”, poi la fuga, di Massimo Numa TORINO - Storia di un rapimento sventato. Accade davanti alla chiesa di San Bernardino, nel popolare quartiere torinese di San Paolo: Andrea, nove anni, alle 10,30 di domenica scorsa è sul sagrato. In anticipo rispetto all’inizio della messa, fa il chierichetto e deve arrivare prima. Jeans, zainetto e felpa col cappuccio. A lato dell’ingresso il solito gruppo di zingari, adulti e bambini. Chiedono l’elemosina, da mesi, sempre nello stesso posto. Una presenza giudicata fastidiosa ma tollerata dalla comunità di questo storico quartiere operaio ormai diventato area multietnica. Qui, nel labirinto delle vie strette, si va radicando la seconda generazione d’immigrati nordafricani e dell’Est che ha lasciato i ghetti di San Salvario e Porta Palazzo. Case anni Trenta e Quaranta, qualche condominio nuovo. Zone commerciali, una miriade di piccoli negozi e i mercati della vicina isola pedonale. Il tentativo Andrea abita poco lontano con la famiglia - padre, madre e sorella - ha fretta e tenta di entrare in chiesa. Invece viene bloccato da un adulto. Lo afferra per la felpa, lo trattiene per qualche istante, il cappuccio stretto fra le mani. Il bambino ha paura, cerca di divincolarsi. L’uomo gli dice: «Dai, vieni con noi, ti portiamo via». Questione di secondi. Il ragazzino fugge, apre il portone e si rifugia tra le braccia del parroco, sotto choc. Il tempo di raccontare tutto al sacerdote che avvisa il 113 e corre sul sagrato.I rom sono ancora lì. Adulti e ragazzini. Li raggiunge e dice con decisione «di non commettere mai più un gesto del genere». Insomma, di andarsene. Che sia stato un rapimento fallito, un’aggressione, qualsiasi cosa. Ma che se ne vadano subito. E così accade. Da quel momento nessuno li ha più visti.Arrivano le volanti dei commissariati San Paolo e San Secondo, gli agenti raccolgono le testimonianze. Molti hanno visto, i racconti concordano. «Lo hanno preso, è stato l’adulto, gli altri stavano a guardare sorridendo», spiega il titolare di un locale in via Di Nanni. I genitori di Andrea sono sentiti dagli inquirenti. Non drammatizzano. «Abbiamo spiegato tutto alla polizia, non c’è altro da dire». Ma Andrea come sta? «Preferiamo non rispondere, per fortuna non è successo nulla». L’allarme La polizia avvia le indagini. Sono in corso le ricerche, nei campi nomadi della metropoli, dei rom che avevano «adottato» da tempo la chiesa di San Bernardino. Descrizioni precise, indizi che potrebbero portare all’identificazione. C’è il rischio di innescare la psicosi degli zingari che rapiscono i bambini, una leggenda metropolitana dura a morire (???, ndr). «Nessun allarmismo - spiegano in questura - ma prevenzione sì. Saremmo contenti di individuare al più presto i rom autori di questo gesto che va comunque valutato con attenzione». Nei giorni scorsi, in Sicilia e in Campania, sono stati segnalati episodi simili. A Roma, nelle tasche di un nomade, è stata trovata la piantina di una città del Nord, il nome di una via e della famiglia di un bambino.




