Diliberto a la Stampa: “Decreto Afghanistan, rischio Grande Centro”
Roma 26 marzo 2007
“Chiedo al governo italiano che intervenga con decisione per la liberazione dell'interprete di Mastrogiacomo e del mediatore di Emercency che ha fatto da tramite per la liberazione di Daniele Mastrogiacomo: ha trattato su esplicita richiesta del governo, adesso non lo si deve abbandonare”.
Alla vigilia del difficile passaggio del decreto di rifinanziamento della missione militare in Afghanistan, il segretario dei Comunisti italiani Oliviero Di liberto lancia un appello. E un allarme: il governo è su un crinale difficile. Se ci fossero voti incrociati, sarebbe Prodi a rischiare. Martedì c’è il voto sull’Afghanistan. Che succede se gli ordini del giorno dell’Udc che tendono a mettere in condizioni di sicurezza i nostri militari vengono votati anche da esponenti del centrosinistra?
“Questi giochini da parte dell’Udc sono miserabili: chi può volere che i soldati italiani non siano messi in condizione di difendersi?”
Nessuna contrarietà anche se si trattasse di armi, aerei, elicotteri?
“Tutto quello che chiedono i vertici della Difesa: attrezzature, dalle scarpe alle armi, per i compiti istituzionali cui sono preposti gli italiani. E il nostro compito e' organizzare la locale macchina della giustizia”.
Ma siete voi a sostenere che in Afghanistan c’è la guerra…
“E infatti io vorrei il ritiro delle truppe. Ma per stare all’oggi, la Nato ha affidato agli italiani il compito di riorganizzare il sistema giudiziario. Quanto a una maggiore sicurezza dei nostri militari, chi mette in atto giochini parlamentari e' proprio chi non e' interessato alla vita dei nostri soldati”.
Ma il decreto passerà con i voti dell’Udc, e l’ordine del giorno di quel partito avrà i voti dell’Udeur, come ha già fatto sapere Mastella. Lo prenderete come un cambio di maggioranza?
“Ho visto che Prodi si dice tranquillo. Io gli chiedo di prendere in mano la situazione, di governare il Paese e anche la sua maggioranza. Di essere in prima persona il regista di quello che succederà martedì, per evitare che gli agguati del Centro, che già si manifestano, lo mettano in pericolo”.
Cioè che si sposti al centro l’asse della maggioranza?
“No, per evitare che quei giochi servano a cambiare la maggioranza. Perché se Mastella pensa al Grande Centro, è evidente che quell’operazione non prevede Prodi premier. Casini l’ha detto: io mai con i comunisti. Quindi si potrebbe sostituire un pezzo di maggioranza con un pezzo dell’opposizione. Chiedo a Prodi di non sottovalutare la situazione”.
Cosa dovrebbe fare Prodi, secondo lei?
“Garantire che tutti votino in una sola maniera. Così come a me chiede di continuare a votare perché i nostri militari restino in Afghanistan, cosa che come è noto a me non piace per niente, così induca Mastella e tutti i centristi a votare solo gli ordini del giorno della maggioranza. Che non si voti nulla che non sia stato concordato con tutti gli alleati dell'Unione”.
E se il governo dovesse accogliere alcuni ordini del giorno dell’opposizione?
“Io non invito il governo a farlo, ma se lo facesse il problema del voto incrociato sarebbe risolto. Ho visto spesso l’opposizione accogliere ordini del giorno della maggioranza, e viceversa. Senza che si verificasse nessun cambiamento della maggioranza, ma perché non c’erano stati voto trasversali agli schieramenti, naturalmente”.




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