X Sandokan80
Ripropongo la mia risposta in un thread a parte, visto che l'argomento era interessante ed è stato seppellito dalle solite polemiche inutili.
Il discorso è a mio parere più complesso. Il nesso strettissimo tra capitalismo e imperialismo è tipico del marxismo e non penso neanche a Lenin [che fra l'altro ha fallito in pieno la prognosi...] ma a Hilferding, Kautsky e la Luxemburg. Ma è un nesso assai fragile, nel senso che il capitalismo può benissimo espandersi senza imperialismo. Concordo ovviamente col rigetto di un presunto ''imperialismo'' precapitalistico e dei vari ''complottismi'' di maniera.
Da questo punto di vista credo avesse ragione Schumpeter. Ovviamente non sono affatto d'accordo con l'analisi schumpeteriana del carattere pacifico del capitalismo, ma concordo con lui nell'individuare nell'imperialismo un ''atavismo'' legato allo Stato-nazione e destinato a cadere con la messa in crisi dello stesso, cosa che oggi sta avvenendo con chiarezza. E basta guardare già al diritto amministrativo globale, senza nemmeno tirare in ballo il diritto d'ingerenza, il cosmopolitismo dei diritti umani, il carrozzone Onu ecc.


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