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  1. #11
    Fiamma dell'Occidente
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    Io sono estasiato, oramai ci sono persone così competenti su POL interessate al tema che io apro un 3d pensando di dover fare un lungo post di smentita delle solite minchiate sul nucleare e invece mi basta quotare loro!

    Ottimo Breiner!
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  2. #12
    Fiamma dell'Occidente
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    Circa la dipendenza energetica... Diverso tempo indietro scrissi una lezioncina sul tema..

    Quoto dal passato di POL (ma faccio alcuni aggiorn)

    Ahem signori sembrate veramente non aver capito nulla... Quando si parla di APPROVVIGIONAMENTO ESTERO si intende la quantità di un bene che NECESSARIAMENTE ogni tot. tempo deve essere portata nel paese che ne ha bisogno da alcuni determinati fornitori secondo una determinata filiera. La condizione di DIPENDENZA elettrica, diretta e indiretta, dall'estero è più o meno grave a seconda di quattro fattori:

    A) dimensione relativa della produzione in dipendenza
    B) tempo di rinnovo MINIMO NECESSARIO dell'importazione
    C) localizzazione delle riserve mondiali e rapporti con i produttori
    D) stocks


    esistono inoltre due tipi di dipendenza, quella DIRETTA, per la quale valgono solo i punti A,B,C, e quella INDIRETTA per la quale valgono tutti i punti.

    Nel caso della dipendenza DIRETTA (A-landia importa il tot% della sua energia elettrica da B-landia ogni istante) trattandosi di una tipologia di energia che difficilmente consente lo stoccaggio, se non in misura minima con i bacini montani a compensazione, la condizione D è marginale. Puo' servire per coprire un blackout, ma non una crisi di approvvigionamento.

    Supponiamo ora una crisi del commercio che criticizzi questa condizione.

    Bene, ipotizzando un fattore stocks uguale a 0, in questo caso OVE b-landia bloccasse la sua esportazione a-landia si troverebbe SENZA TOT.% di corrente, è evidente che LA DIMENSIONE DI QUESTO TOT.%, ossia il punto A, determina la GRAVITA' della crisi, anche se non direttamente la sua possibile soluzione, nè le modalità per evitarla che siano difformi dalla riduzione della importazione.

    Le modalità di soluzione e prevenzione dipendono viceversa dai fattori B e C, ad esempio se l'importazione di A-landia abbiamo detta essere di ENERGIA ELETTRICA, allora il suo tempo minimo di rinnovo sarà fino alle 12 ore, nel caso di blackout al tramonto del sole, minore mano mano che si avvicina la ripresa della giornata lavorativa e quindi dell'utenza industriale, NEL CASO che tale dipendenza descritta dal fattore A non sia direttamente superiore a quanto può essere dirottato dai consumi industriali, o a quanto disponibile in surplus dal parco produttivo A-landiano.

    [questo è il caso dell'ultimo blackout in Italia, non una banale ipotesi di scuola]

    Se inoltre i paesi da cui proviene il flusso di importazione sono AMICI e CONNESSI, senza nemici tra a-landia ed essi, è difficile che una crisi sia dovuta ad altro che un incidente (per esempio un elettrodotto che collassa per la neve sui cavi), ma se essi sono NEMICI può essere facilmente prevedibile la crisi ma non altrettanto facilmente risolvibile. Il fattore C diviene fondamentale per la RISOLUZIONE e PREVENZIONE del rischio da dipendenza.

    L'Ucraina è passata da una situazione con fattore C vantaggioso a una con fattore C SVANTAGGIOSO (cambio di rapporti con la Russia)!

    Nel caso della dipendenza INDIRETTA viceversa vanno contati fattori differenti, e il fattore D conta molto.

    La dipendenza indiretta è dovuta al fatto che per la produzione di energia elettrica A-landia utilizzi combustibili di importazione al fine di approvvigionare le sue centrali.
    Essa implica una valutazione meno stringente del rischio di una crisi, dovuta al fatto che nel fattore D può accumularsi un vantaggio, ossia A-landia può aver stoccato un tot. di combustibile tale da poter garantire una produzione per tot. tempo. [il caso delle riserve strategiche USA, ad esempio], ma non per questo una valutazione meno oculata.
    Nei fatti anche un altro fattore può essere depositario di un vantaggio nel bilancio della dipendenza, questo fattore è il fattore B, TEMPO DI RINNOVO MINIMO e NECESSARIO DELLA IMPORTAZIONE.

    Questo tempo B è condizionato dalla TIPOLOGIA di fonte produttiva che A-landia utilizza per garantire il suo carico, se tale fonte è ad esempio il Carbone, serviranno ogni mese tot. tonnellate da inviare ai depositi della centrale. Se la fonte è il petrolio altrettanto, non così per il Gas, la fornitura del quale alla centrale è praticamente non più che settimanale (a motivo del costo dello stoccaggio liquido e della bassa quantità stoccabile senza liquefazione, nella centrale).

    Una modulazione accorta degli Stocks (D) e delle varie fonti impiegate per la produzione può garantire una notevole riserva inerziale strategica del sistema, garantendo anche due o tre mesi di produzione solo con gli stock di centrale e con le riserve strategiche.

    Il fattore C si rivela inoltre cruciale, poichè dalla modulazione nel tempo dei contratti dipende la loro scadenza di rinnovo e quindi il tempo di scaricamento delle tensioni politiche [l'Ucraina ha terminato il suo contratto quest'anno, se l'avesse programmato anzichè a cadenza annuale a cadenza quinquennale si sarebbe assicurata contro i rischi di un personale sgambetto di Putin a Yuschenko, nel caso che di questo si tratti], e la varietà di fonti rende più semplice modulare i contratti, dividendo le uova in più panieri e rendendo più sicura la fornitura.

    Questa è la ragione della cosiddetta DIVERSIFICAZIONE PRODUTTIVA, ossia la politica che ogni paese SERIO porta avanti per distribuire la produzione elettrica su diverse fonti.

    finito il pippone didattico vediamo di chiarire la situazione italiana....

    sbilanciamento elettrico...

    dipendenza dall’estero: 84%.
    esborso annuo (2003): 10 miliardi di euro
    dipendenza indiretta dagli idrocarburi: 70%
    dipendenza diretta dall'importazione: 14%
    produzione autonoma: 15%

    importazione oraria media italiana 2005 (Elaborazione su TERNA)....
    Annuale GWh 50.264,0 pari all'8,3% 5737 MWh ogni ora ogni giorno di media.

    suddivisi così:

    Francia Svizzera Austria Slovenia Grecia
    14.615,9 25.466,3 1.478,6 7.990,4 712,8 50.264,0 GWh

    Dipendenza Diretta 1963 = 1700 GWh
    Dipendenza Diretta 2005 = 50.000 GWh


    efficienza del parco produttivo: altamente variabile.
    situazione strategica:
    riserve di Gas poche, importazione da paesi instabili.
    riserve di Petrolio scarsissime, importazione da paesi instabili.
    riserve di Carbone bastanti, importazione stabile.
    riserve di rifiuti abbondanti, esportazione verso la Germania.
    importazione elettrica diretta da paesi stabili, riserve scarsissime.
    50% importazione instabile con stock bassi, per il petrolio anche da paesi potenzialmente nemici.

    In caso di crisi abbiamo più o meno 2 mesi di autonomia, tutto considerato.
    Ma solo dirottando sulla produzione elettrica il consumo destinato abitualmente alle automobili di derivati del petrolio e di gas.

    é evidente che questa situazione non è desiderabile, ci troviamo come l'Italia di Mussolini, che aveva una grandissima flotta e carburante per solo 6 settimane di navigazione. Quando ci sarà una guerra? Quando dovremo pentirci di non aver equilibrato meglio il mix produttivo?
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  3. #13
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    Citazione Originariamente Scritto da Ronnie Visualizza Messaggio
    Io sono estasiato, oramai ci sono persone così competenti su POL interessate al tema che io apro un 3d pensando di dover fare un lungo post di smentita delle solite minchiate sul nucleare e invece mi basta quotare loro!

    Ottimo Breiner!
    Largo ai giovani!
    Questo farà strada, ha la passione per il proprio lavoro.

  4. #14
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    Ottimo Breiner!

    So che c'è una miniera in provincia di Bergamo, il Monte Novazza , che hanno chiuso tempo fa e pensvano di riaprire. In Italia il minerale c'è, solo che attualmento lo sfruttiamo poco, anche per l'esportazione.

  5. #15
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    ho sentito che i nsardegna hanno riaperto una miniera e pare che con i giacimenti che ci sono di carbone si potrebbe produrre molta molta energia....

    confermate?

  6. #16
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    Citazione Originariamente Scritto da Airbus A-380 Visualizza Messaggio
    ho sentito che i nsardegna hanno riaperto una miniera e pare che con i giacimenti che ci sono di carbone si potrebbe produrre molta molta energia....

    confermate?
    Sì, il carbone è conveniente come il nucleare in termini economici.


    http://www.regione.sardegna.it/bandi.../progetto.html
    Nel sito troverai ogni dato sul tema Carbosulcis.

    http://www.assocarboni.it/main.php?lang=it&aree_id=1
    Assocarboni, per approfondire sulle imprese

    http://www.ssc.it/it/news/news.shtml
    Stazione Sperimentale per i Combustibili (MI)
    Approfondimenti teorici

    Il carbone presenta dei problemi se consideriamo i costi esterni pero'... Ti consiglio Tarjanne e Luostarinen che sui dati LCA di eXternE della Commissione Europea hanno verificato gli scenari economici per fonte...



    Qui ci sono raffronti Nuclear-Coal molto ben fatti
    http://www.uic.com.au/nip08.htm


    Articolo specifico sul tema carbone elettricità e Sulcis: http://www.sardinews.it/4_05/nodistorici.html
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  7. #17
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    Clean Coal, il carbone pulito. Nessuno puo darmi qualche info su questa tecnologia?

  8. #18
    Fiamma dell'Occidente
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupus in Fabula Visualizza Messaggio
    Clean Coal, il carbone pulito. Nessuno puo darmi qualche info su questa tecnologia?
    Sezione CCT sito assocarboni.

    E...

    http://www.fossil.energy.gov/program...ems/futuregen/
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  9. #19
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    Citazione Originariamente Scritto da Breiner252 Visualizza Messaggio
    Ora non le ho qui, comunque puoi trovarli in:
    www.uranium.info
    www.uxc.com
    Devi smanettare un po ma li trovi.
    Troverai tante unità di misura, sarà un casino convertirle in $/kg, comunque ti posso assicurare che le cifre si aggirano su quei valori lì.



    Questo è falso: intanto i produttori mondiali sono: http://www.uxc.com/fuelcycle/uranium...n-uranium.html
    http://www.uxc.com/fuelcycle/uranium...by-region.html
    Come vedi i principali sono paesi stabili.

    Inoltre pare che ce ne sia anche da noi.



    Non importa. Dipediamo al 90% per il gas e oltre il 90% per il petrolio. Al 99% per il carbone. Cambia qualcosa? La domanda è sempre: soluzioni alternative?



    Intanto, tecnologicamente ci metteremmo 5 minuti a colmare il gap. Comunque di solito sono le grandi società (General Electric, Westinghouse, Areva, ecc ecc) a fornirti di tutto, dal reattore al combustibile. Noi avremmo una piccola società artigianale...si chiama Ansaldo...forse potrebbe riuscirci, che ne dici?



    I costi sono folli perchè li guardi in valore assoluto. 2000 $/kg ti sembrano pazzesci, confrontati coi prezzi del petrolio.
    Ti sfido, però, a trovare la differenza di potere energetico delle varie materie...ossia, se di carbone ne consumi 5 milioni di tonnellate all'anno, di uranio ne consumi...diciamo 200!!!!
    Capisci dove sta il trucco?



    Questo è vero e falso insieme. Oggi come oggi, potremmo solo acquistare dall'estero oppure da Ansaldo su concessione Westinghouse (eh si...Ansaldo Nucleare costruisce anche centrali nucleari...).
    Però questo è un punto di forza: potremmo dotarci delle migliori tecnologie esistenti quando gli altri, entro breve, si strapperanno i capelli per trovare il modo di smantellare le loro centrali vecchie.
    Inoltre posso dimostrare conti alla mano che con 20 miliardi di euro copriremmo oltre il 30% del nostro fabbisogno col nucleare, CANCELLANDO il 15% attuale acquistato dall'estero (50000 GWh, ossia 50.000.000.000 kWh!!!! Non so se rendo l'idea...)
    Sulla tecnologia, in verità l'Italia è da sempre (dall'epoca di un certo Enrico Fermi) la punta doi diamante del nucleare: vorrei ricordare che l'IRIS nasce sulle orme dell'ISIS, progettato integralmente...da Ansaldo!

    Grazie per i riferimenti, adesso me li studio con calma.

  10. #20
    Omia Patria si bella e perduta
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    Citazione Originariamente Scritto da Grifo Visualizza Messaggio
    Invece quella da perolio e gas ce la possiamo permettere.
    E perchè?
    Perché non ha senso dire che petrolio e carbone sono fonti esauribili e ci fanno dipendere dall'estero e poi proporre come soluzione l'uso di un'altra fonte energetica esauribile e per cui siamo ugualmente dipendenti..... non ci possiamo permettere né carbone, né petrolio, né neucleare.
    Per me non abbiamo una soluzione ai nostri problemi energetici...... mentre invece la priorità sarebbe fare un piano energetico nazionale serio che punti soprattutto su risparmio energetico e differenziazione delle fonti (il problema è quali).

 

 
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