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Discussione: 1968

  1. #1
    Alvise
    Ospite

    Predefinito 1968

    In teoria sarebbe solo un anno.
    Però quelle quattro cifre sono un simbolo.
    Evocano una vera e propria weltanschauung, una visione del mondo, una mentalità.

    Forse la data più evocatica, dal 1945 ad oggi, del progressivo degrado dell'umano vivere. Un altro tassello di Kali Yuga.

  2. #2
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    L'infausta data del 1968 segna l'irruzione delle masse plebee nel mondo della politica e della cultura sotto le bandiere della contestazione e del comunismo, un'ulteriore accelerazione nella decadenza con l'eliminazione di quegli ultimi degenerati elementi della civiltà europea che Julius Evola definiva "regime di residui". Dietro la maschera della rivoluzione politica il vero fine del sessantotto era quello di realizzare una rivoluzione dei costumi e dei valori all'interno della società capitalista, non a caso tutti i principali esponenti di quegli anni una volta che il movimento realizzò i suoi reali scopi (droga, divorzio, aborto, "libertà sessuale", fine di ogni criterio di eccellenza e di selezione nella scuola ecc...) hanno dismesso i panni dei rivoluzionari marxisti ed si sono infeudati nei posti chiave della cultura.

  3. #3
    SMF
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    già. Ciò che ha portato il '68, ovvero la mentalità sessantottina, è da rifiutare completamente.

  4. #4
    Alvise
    Ospite

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    Citazione Originariamente Scritto da Gemini Visualizza Messaggio
    L'infausta data del 1968 segna l'irruzione delle masse plebee nel mondo della politica e della cultura sotto le bandiere della contestazione e del comunismo, un'ulteriore accelerazione nella decadenza con l'eliminazione di quegli ultimi degenerati elementi della civiltà europea che Julius Evola definiva "regime di residui". Dietro la maschera della rivoluzione politica il vero fine del sessantotto era quello di realizzare una rivoluzione dei costumi e dei valori all'interno della società capitalista, non a caso tutti i principali esponenti di quegli anni una volta che il movimento realizzò i suoi reali scopi (droga, divorzio, aborto, "libertà sessuale", fine di ogni criterio di eccellenza e di selezione nella scuola ecc...) hanno dismesso i panni dei rivoluzionari marxisti ed si sono infeudati nei posti chiave della cultura.
    Totalmente, completamente d'accordo.

  5. #5
    SMF
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    Citazione Originariamente Scritto da Gemini Visualizza Messaggio
    L'infausta data del 1968 segna l'irruzione delle masse plebee nel mondo della politica e della cultura sotto le bandiere della contestazione e del comunismo, un'ulteriore accelerazione nella decadenza con l'eliminazione di quegli ultimi degenerati elementi della civiltà europea che Julius Evola definiva "regime di residui". Dietro la maschera della rivoluzione politica il vero fine del sessantotto era quello di realizzare una rivoluzione dei costumi e dei valori all'interno della società capitalista, non a caso tutti i principali esponenti di quegli anni una volta che il movimento realizzò i suoi reali scopi (droga, divorzio, aborto, "libertà sessuale", fine di ogni criterio di eccellenza e di selezione nella scuola ecc...) hanno dismesso i panni dei rivoluzionari marxisti ed si sono infeudati nei posti chiave della cultura.
    Quoto parola per parola.

  6. #6
    email non funzionante
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    d'accordissimo anch'io...inoltre il 68 ha creato dei falsi miti che da allora spadroneggiano tra i ragazzi, boiate tipo la "rivoluzione" in nome di valori inesistenti. e da li sono nate tutte le teorie più banali, false, e al tempo stesso spacciate come verità dell'ultimo secolo, dal pacifismo fricchettone all'idea della libertà intesa praticamente come anarchia...

  7. #7
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    L'infausta data del 1968 segna l'irruzione delle masse plebee nel mondo della politica e della cultura sotto le bandiere della contestazione e del comunismo, un'ulteriore accelerazione nella decadenza con l'eliminazione di quegli ultimi degenerati elementi della civiltà europea che Julius Evola definiva "regime di residui". Dietro la maschera della rivoluzione politica il vero fine del sessantotto era quello di realizzare una rivoluzione dei costumi e dei valori all'interno della società capitalista, non a caso tutti i principali esponenti di quegli anni una volta che il movimento realizzò i suoi reali scopi (droga, divorzio, aborto, "libertà sessuale", fine di ogni criterio di eccellenza e di selezione nella scuola ecc...) hanno dismesso i panni dei rivoluzionari marxisti ed si sono infeudati nei posti chiave della cultura.
    D'accordo

  8. #8
    Alvise
    Ospite

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    La volgarità e la bassezza che, giocoforza, ammorbano ogni gesto compiuto nel mondo moderno, anche il più alto e nobile, deriva dall'infezione sessantottina.

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Gemini Visualizza Messaggio
    L'infausta data del 1968 segna l'irruzione delle masse plebee nel mondo della politica e della cultura sotto le bandiere della contestazione e del comunismo, un'ulteriore accelerazione nella decadenza con l'eliminazione di quegli ultimi degenerati elementi della civiltà europea che Julius Evola definiva "regime di residui". Dietro la maschera della rivoluzione politica il vero fine del sessantotto era quello di realizzare una rivoluzione dei costumi e dei valori all'interno della società capitalista, non a caso tutti i principali esponenti di quegli anni una volta che il movimento realizzò i suoi reali scopi (droga, divorzio, aborto, "libertà sessuale", fine di ogni criterio di eccellenza e di selezione nella scuola ecc...) hanno dismesso i panni dei rivoluzionari marxisti ed si sono infeudati nei posti chiave della cultura.
    Quoto
    C'è da ricordare che nel 1968, a potersi permettere di andare all'università non sono in molti, la stragrande maggioranza persone provenienti da famiglie borghesi, quindi la Contestazione nasce in un preciso ambiente sociale e culturale.
    In un ventennio l'industrializzazione ed il boom economico avevano profondamente trasformato l'Italia che fino al '45 era un paese prevalentemente agricolo e rurale. La mentalità prevalente delle generazioni nate prima della Guerra, però era rimasta molto legata a quel mondo e ai suoi valori (nel bene e nel male), cosa che invece non valeva per a nuova generazione, soprattutto di estrazione borghese.
    A mio parere, quindi, la Contestazione del '68 segna un punto importante in un processo di "borghesizzazione" del nostro paese: vengono messi in discussione strutture e valori appartenenti ad un mondo in via di sparizione per affermare, attraverso le ideologie di sinistra, i valori di una "nuova" e più moderna classe borghese.
    L'attenzione verso le riforme sociali e il vagheggiamento di una saldatura con le rivendicazioni operaie, secondo me, arrivano in un secondo tempo più come tentativo di legittimazione in chiave marxista di un movimento che obiettivamente era ben lontano da quello che postulò Marx.

  10. #10
    SMF
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    Citazione Originariamente Scritto da Lupo Nero Visualizza Messaggio
    tanto per cambiare dissento

    W IL '68!

    ora e sempre resistenza, fascisti carogne tornate nelle fogne, vero Lupo?!?

 

 
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