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Discussione: Maggioranza a pezzi

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    Predefinito Maggioranza a pezzi

    Di Gino Strada, il chirurgo "padrone" di Emergency, si possono processare solo le intenzioni. Ha stupito l'improvviso attacco a Palazzo Chigi, cui il medico ha attribuito la responsabilità di quanto accadrà. E un po' anche di quanto accaduto. Bisogna ripercorrere in breve la storia delle ultime settimane.

    1) Il governo italiano fu spiazzato dal sequestro Mastrogiacomo. Non sapeva che pesci pigliare e si affidò al dottore che cura i feriti di ogni guerra, titolare di strutture sanitarie anche in Afghanistan. Questi non si tirò indietro e l'ostaggio venne liberato. Prezzo, 5 detenuti talebani scarcerati.

    2) Come si svolse la trattativa? Secondo il ministro degli Esteri, D'Alema, il governo consegnò la lista dei terroristi da far uscire dalla prigione (compilata dai rapitori) a Karzai, che provvide a spalancare la porta delle celle.

    3) Gino Strada, subito dopo la liberazione dell'inviato de "la Repubblica", manifestò qualche nervosismo, ma nessuno ci fece caso. Intanto montò la polemica sulle reazioni negative degli Usa e in genere dei Paesi Nato, contrari al negoziato con i guerriglieri. Motivo: cedere al ricatto significa rendere remunerativo il reato di sequestro, e incentivarlo. Ma tutto sembrò aggiustarsi.

    4) Ieri all'improvviso Gino Strada rivolge accuse a Romano Prodi. "È stato lui a parlare direttamente con Karzai e ad accordarsi sul rilascio dei talebani in cambio di Mastrogiacomo". Quindi il premier e il ministro degli Esteri - secondo la tesi del medico - non avrebbero detto la verità fino in fondo. È così o no? E perché Strada parla soltanto adesso? Dove vuole arrivare?

    5) È un fatto che l'interprete di Mastrogiacomo è stato trattenuto dai rapitori, i quali chiedono la scarcerazione di altri due terroristi in cambio dell'ostaggio. Inoltre l'uomo incaricato dal dottore per concludere materialmente il "baratto" è stato arrestato dagli uomini di Karzai. L'arrabbiatura di Gino Strada potrebbe spiegarsi in questo modo. Visto che Prodi ha parlato personalmente con il collega afghano, convincendolo a liberare i cinque talebani, doveva ritelefonargli e persuaderlo a liberarne altri due in maniera che fossero rilasciati sia il fiduciario di Emergency (arrestato) sia l'interprete ancora nelle mani dei banditi. Se questo fosse il movente di Strada, sarebbe una cosa nobile.

    6) Probabilmente però, c'è dell'altro: la politica. Il medico è pacifista, ostile a qualsiasi guerra, in particolare a quelle in cui sono impegnati gli americani, gli occidentali. Ostile anche alle missioni militari italiane in Iraq e in Afghanistan perché le interpreta come atti di sudditanza nei confronti degli Stati Uniti. Il vero leader dei movimenti che si riconoscono nella bandiera iridata è lui, ora più che mai, l'unico a sinistra che non rinunci alle proprie idee (discutibili) per consentire alla sinistra di conservare il potere a ogni costo, anche sottostare agli "ordini" statunitensi. La massa dei pacifisti lo considera addirittura un eroe e gli va dietro, voltando le spalle ai suoi rappresentanti parlamentari: i Comunisti italiani, Rifondazione e i Verdi. I quali avvertono il rischio di perdere il contatto con la base e quindi una valanga di voti. Da notare che tra poco, dieci milioni di elettori andranno alle urne per le amministrative.

    7) Ovvio che i partiti citati siano in imbarazzo, combattuti fra due esigenze: non rompere con i Movimenti, e recuperare Gino Strada all'unità della sinistra radicale; e rimanere nella maggioranza. Le due cose però contrastano. Se comunisti e Verdi si avvicinano al medico e al suo largo seguito, fatalmente si allontanano dalla linea dell'Unione e sono costretti a uscire dalla maggioranza. Se invece si irrigidiscono sulle posizioni di D'Alema, la divaricazione con i pacifisti degenera in spaccatura; e a quel punto per Giordano, Diliberto e Pecoraro Scanio addio consenso elettorale. Che fare?

    8) Ancora una volta si ha la conferma che i problemi della sinistra non vengono dall'esterno ma sono al suo interno, dove è impossibile far convivere l'anima riformista e l'anima massimalista eternamente in conflitto, come insegna la storia. L'anomalia del governo Prodi è tutta qui. Una coalizione che comprenda cattolici, socialdemocratici, comunisti duri e puri e verdi non regge molto tempo. D'altronde non è a caso che un caravanserraglio di questo genere esista soltanto nel nostro Paese. Il tedesco Schroeder se avesse accettato di allearsi con la sinistra radicale avrebbe avuto la maggioranza e sarebbe ancora cancelliere. Non ci ha neppure pensato; ha preferito creare la grande coalizione con la Merkel, cedendole il timone piuttosto che imbarcarsi coi comunisti. Una ragione ci sarà.

    9) A Berlusconi, Fini, Casini e Bossi non conviene agitarsi troppo nel tentativo di buttare giù il Professore. Lo butteranno giù i suoi amici, che amici non sono e non potranno essere a causa di interessi inconciliabili. Un Gino Strada alla testa dei pacifisti è per il governo un pericolo grave dal quale non si capisce come potrà riguardarsi.

    10) Un altro pericolo grave è costituito dalle cosiddette questioni etiche. Lo dimostra l'isterismo con cui parecchi uomini della sinistra reagiscono quando il Papa o la Cei aprono bocca, richiamando i cattolici impegnati in politica a essere coerenti con i princìpi della Chiesa. Un isterismo provocato dalla consapevolezza che la maggior parte dei cittadini italiani, nei momenti topici, si fida più della parola severa del Papa che di quella ballerina dei laici progressisti. E il bello - si fa per dire - è che il 70 per cento dei parroci, stima prudenziale, ha votato Prodi nell'illusione che a comandare sarebbe stato lui, senza il condizionamento dei massimalisti indispensabili a formare la maggioranza.
    Ai preti ben gli sta.

    Vittorio Feltri su Libero di oggi

    saluti

  2. #2
    direttamente dall'Inferno
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    lo ripeto ancora,a far cadere Prodi saranno o i dico o le pensioni,qui si deve pensare a come arrivare al bigbang con una squadra compatta ed un programma condiviso: il nostro problema è come recuperare l'elettorato UDC (i vertici possono andare dove gli pare)

 

 

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