TERREMOTO POLI: LASCIA GLI INCARICHI IN AN. E FA DA SÉ![]()
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Adriana Poli Bortone. “Adriana Poli Bortone ha rimesso nelle mani di Fini e La Russa la carica di coordinatore di AN in Puglia”: è un comunicato scarno, fatto di poche righe, quello che annuncia un piccolo grande terremoto nella politica pugliese e salentina. Adriana Poli Bortone, la eurolady incontrastata, la donna di ferro di An, rimette il mandato di coordinatrice di Alleanza nazionale in Puglia: “I miei convincimenti in tema di Mezzogiorno e l’attuale scarsa attenzione nei riguardi di un territorio di rilevante importanza per l’Europa e l’area del Mediterraneo - commenta Adriana Poli Bortone, nelle poche frasi rilasciate alla stampa - mi impediscono di mantenere la carica, seppur elettiva, di coordinatore regionale di Alleanza Nazionale. Stamane ho coerentemente rimesso le mie dimissioni nelle mani del presidente Fini e del reggente La Russa”.
Il terremoto era nell’aria. In molti lo pensavano, ma nessuno lo diceva: la paventata ipotesi di un partito del Sud, i dissidi interni al comune di Lecce col sindaco forzista, Paolo Perrone, sul caso Monosi, la vicenda dell’autocandidatura alla Regione Puglia, con i commenti tutt’altro che entusiasti degli alleati azzurri, il rischio di non avere un ruolo di primo piano nel Pdl regionale, e il gran rifiuto di candidarsi nella battaglia per Palazzo Provinciali rappresentavano troppi indizi, che se non erano una prova, poco ci mancava.
Non da ultimo, poi, il richiamo ufficiale di due giorni fa da parte del reggente di An, Ignazio La Russa, a decidere da “che parte stare” ha fatto forse il resto. La Poli lascia il ruolo di coordinatrice e sono tanti gli scenari che si aprono all’orizzonte. Innanzitutto l’idea lanciata sul Partito del Sud, interessato alla difesa esclusiva delle problematiche del Mezzogiorno, che da semplice “movimento”, come spesso annunciato nelle settimane scorse, potrebbe tramutarsi in una vera e propria sfida elettorale, con un possibile esordio già a partire dalle prossime provinciali, magari proprio a fianco dello scudo crociato, il partito col quale ad oggi la senatrice appare ancora legata da un feeling politico. Non è un caso che il primo a commentare la scelta della senatrice sia il coordinatore dell’Udc in Puglia, Angelo Sanza, che esalta il coraggio dell’eurolady e dichiara: “La dedizione al proprio territorio spinge politici di grande spessore storico - culturale a prendere le distanze dai falsi contenitori (Pd e Pdl) che la pessima legge elettorale per il Parlamento nazionale, senza preferenze, aveva imposto ad un Paese stanco e disarmato. Ieri De Mita ha lasciato il Pd, oggi la Poli Bortone molla. Coerentemente con le anticipazioni dei giorni scorsi, Alleanza Nazionale denuncia il nascente Pdl di essere incapace di affrontare i problemi del nostro Meridione. Non è dato prevedere se e come nascerà nel Sud un partito con le caratteristiche della Lega Nord, ma siamo certamente chiamati a riflettere sul malessere sempre più diffuso del Mezzogiorno”.
“L’assordante silenzio - continua Sanza - dei due grandi partiti che dominano la scena politica del Paese e della sua classe dirigente meridionale, incapace ed inascoltata, ci spinge non solo a solidarizzare con queste scelte coraggiose, ma anche a sentirci profondamente coinvolti nelle battaglie di riscatto che potremo offrire alle popolazioni meridionali. Sono battaglie che coinvolgono leader meridionali che appartengono sia a forze politiche del centro popolare che a forze politiche di sinistra e di destra, unite però nel proporre con autorevolezza la questione meridionale nell’agenda nazionale. Noi dell’Udc - conclude Sanza - abbiamo da sempre denunciato la debolezza politico-strategica, tanto del Pdl quanto del Pd, e segnalato all’opinione pubblica la crescente emarginazione del Sud a fronte dell’invadente e aggressiva politica degli uomini della Padania”.
L’incredibile colpo di scena probabilmente non sarà l’unico e l’ultimo di questa complessa vicenda, che si preannuncia tutto da seguire. Se, infatti, la senatrice resta ufficialmente in An, lo strappo è di quelli che difficilmente si ricompongono e le situazioni aperte sono tante, dal comune di Lecce alla scelta del candidato del centrodestra alle provinciali. Per finire ovviamente alle regionali, il grande approdo che ha segnato il primo pomo dell’insanabile discordia.
http://www.lecceprima.it/articolo.asp?articolo=12502




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