Sono sempre di più coloro che richiamano l'attenzione sul fatto che Cuba, nonostante il blocco, è riuscita a garantire alla sua popolazione i bisogni fondamentali e ad assicurare la salute e l'istruzione a tutti.
Il tasso di alfabetizzazione è praticamente del 100% (secondo Paese al mondo per tasso di alfabetizzazione secondo il Report 2007/2008 del Programma delle Nazioni Unite per lo Sviluppo);
la mortalità infantile nel 2009 è di circa il 5,0 per 1000 nati vivi (pari all'Italia);
la speranza di vita alla nascita è di 78 anni;
non c'è il problema dei senzatetto (l'85% dei cubani ha una casa di proprietà e gli affitti o le rate del mutuo non possono superare il 10% del reddito famigliare);
la disoccupazione nel 2009 era del 1,6%;
il tasso di crescita del Prodotto Interno Lordo (PIL) 4,3%.
A fine 2008, il viceministro della salute pubblica ha dichiarato che dal 2002 al 2008 sono stati eseguiti 4190 trapianti renali, epatici, cardiaci, di pancreas-rene, di cellule ematopoietiche, di polmone e di cornea.
I medici cubani all'estero (dati Dic. 2008) hanno fatto oltre 414 milioni di visite; oltre 24 milioni di visite fuori sede; salvato 2.129.874 vite; eseguito 2,5 milioni di operazioni.
L'industria farmaceutica cubana, a differenza di quella del resto delle nazioni del mondo, produce oltre l'80% dei medicinali di cui il paese necessita.
Margot Pepper nel suo circostanziato articolo "I costi dell'embargo" (March/April 2009 issue of Dollars & sense magazine) spiega quanto costi il blocco agli Stati Uniti, ma evidenzia anche come Cuba, un Paese povero e un tempo colonizzato, sia in grado di soddisfare i "bisogni fondamentali dei suoi cittadini", superando gli Stati Uniti nelle misure chiave.
E conclude: "se l'unica minaccia concreta che la Rivoluzione cubana rappresenta attualmente per gli Stati Uniti è la minaccia di un buon esempio, non è forse giunto il momento di sotterrare il blocco?"
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). Tutte balle di regime.

repapelle:
