http://www.repubblica.it/2007/04/sez...-pedofilo.html
Un anno fa Natale Terzo fu condannato a 15 anni
L'avvocato: in cella è in pericolo. Ed è polemica
Violentò 17 bimbi, esce dal carcere
Ha un tumore, va ai domiciliari
Reggio Emilia, aveva chiesto la castrazione: "Se mi liberano lo rifaccio"
di GIUSEPPE CAPORALE
REGGIO EMILIA - "Procedete alla mia castrazione chimica, perché se esco dal carcere, torno a caccia di bambini". Questo aveva dichiarato Natale Terzo, più di un anno fa, qualche giorno prima della lettura della sentenza che lo condannava a quindici anni per violenza sessuale. Pena comminata per aver abusato di diciassette bambini. Ora, quello che fu ribattezzato dai media il "mostro del camper", da qualche giorno, è tornato a casa. A sessantadue anni ha un tumore ai polmoni. E per il giudice la sua malattia è grave ed "incompatibile" con il carcere. Il suo avvocato è riuscito ad ottenere tale provvedimento grazie a una consulenza medica secondo la quale il carcere non è idoneo per lo stato di salute di Natale Terzo.
"Lì fumano tutti - ha spiegato il legale - e il mio assistito potrebbe ulteriormente aggravarsi". Per l'avvocato Alessandro Verona, poi, Natale Terzo non è affatto pericoloso: "E' talmente debilitato da essere innocuo". E anche questo avrebbe influito sulla relazione medica e sulla decisione presa del magistrato. Terzo sconterà la pena agli arresti domiciliari, e potrà recarsi in ospedale per le terapie. Sarà assistito da alcuni familiari che si sono detti disponibili in questo momento particolare della sua vita ad occuparsi di lui.
Non tutti approvano la decisione. "Scandaloso - commenta la notizia uno degli avvocati di parte civile, Donatella Ferretti - questo provvedimento neutralizza la forza della sentenza che era stata esemplare nella sua durezza. E' stato provato in sede processuale, che per più di venti anni quest'uomo si è macchiato di gravi reati di pedofilia. D'accordo, ora è gravemente malato. Ma, prima del provvedimento che concede gli arresti domiciliari, forse sarebbe stato opportuno valutare una lunga terapia in carcere o in ospedale. Del resto, quanti sono i malati gravi in Italia detenuti in carcere?".
Tace invece, il sostituto procuratore Lucia Russo, che sostenne con grande determinazione l'accusa al processo. "Non intendo commentare questa decisione" ha risposto il sostituto procuratore. A lei era toccato il compito di ricostruire le storie violente di Natale Terzo e raccogliere le testimonianze dei bambini.
Il processo, ovviamente aveva suscitato gravi tensioni. Una delle madri delle vittime, il giorno della sentenza, aveva dichiarato davanti alle telecamere: "Se esce di galera e me lo trovo di fronte, lo uccido con le mie mani".
"Io non sono un mostro - aveva replicato invece Natale Terzo in una recente intervista - sono solo malato. Ho agito sempre in base a un impulso più forte di me. Ma non cerco di giustificarmi. So che ho fatto del male e che qualche genitore se potesse, mi ammazzerebbe. Lo capisco. Eppure so che se uscissi di galera, la prima cosa che farei è mettermi di nuovo alla ricerca di ragazzini. Mai costringendoli con la forza però, questo non l'ho mai fatto. Perché ad un pedofilo - aveva sottolineato - la forza serve fino a un certo punto. Un bambino te lo porti dietro anche con le caramelle. Oppure regalandogli biglietti per la giostra".
Come fece lui, con un ragazzino, una delle sue tante vittime, di cui abusò già nel lontano 1971, quando Terzo aveva 26 anni. "Fu la mia prima volta...".
(3 aprile 2007)




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