



Si però spesso fa anche disinformazione, (vedi certe prese di posizione "contro" senza un minimo di critica) L'ultimo esempio che mi viene in mente è il sostegno dato a priori ai no-tav, giusto perchè c'era gente che faceva casino e ci volevano essere anche loro.. Io non mi strappo i capelli se fallisce, per essere un giornale d'opinione, magari non sempre condivisibile, ma sempre intelligente ci vuol altro...


ennesimo thread inutile.


che siano prassi comunissime, mi sembra eccessivo. nella storia dell'unione sovietica di buffo, allegato all'unità di una decina di anni fa, sulle fosse di katyn sono state scritte delle falsità (ancora dopo 50 anni!). e anche altri punti (stermini di stalin, la follia della scineza di lisenko, etc) vennero trattati - quando lo furono - con omissioni e in maniera falsa.
ad esempio luciano canfora non pare proprio apprezzare né critica né autocritica.
ti do cmq ragione che nell'ambito della destra critica e autocritica sono assenti.


eh che cavolo! non t'allargarti! ho detto chiaro etondo che ampia parte degli interventi di quel libretto de "il manifesto" risentono ancora e fortemente di gabbie ideologiche: canfora in primis, che i conti col passato proprio non vuol farli.
però c'è gente (rossanda) che parla onestamente. il che non vuol dire che tutti si siano affrancati dalle loro passioni politiche e riescono a vedere le cose spassionatamente.
poi, il mio esempio è basato su fatti del passato ormai ampiamente acclarati.
sui fatti del quotidiano ci andrei coi piedi di piombo: è ovvio che rispecchiano convinzioni e sentimenti del momento.


certo che sì! è sempre un giornale che, oltre a percepire consistenti provvidenze statali, rispecchi un preciso ambito politico-ideologico.
sul fatto del libretto da me citato, è però doveroso constatarne l'onestà di alcuni interventi.
poi, bisogna sempre discernere il grano dall'oglio.
ma non leggere certa stampa (sia di dx che di sx) per semplice preclusione ideologica non mi sembra una cosa intelligente.




è un ottimo giornale fatto in autarchia senza editori di riferimento


mi pare tu la faccia un po' troppo semplice e scontata.
a parte che la stampa italiana non è quella anglosassone, dove la notizia e non la sua interpretazione è il punto fondamentale.
poi la stampa italiana - sin da quando è nata - è sempre stata legata a grossi gruppi d'interesse.
il manifesto (come tanti altre testate) a volte riporta notizie, altre le interpreta pro domo sua. la qual cosa mi pare evidente e comprensibile.
e, infatti, ci dici che non condividi la linea editoriale de il manifesto... non pure e asettiche notizie, quindi.