con chi trasforma i quartieri in una giungla se africani od in una casbah se medio orientali..il dialogo non esiste....tantomeno la decenza....ed il rispetto.


con chi trasforma i quartieri in una giungla se africani od in una casbah se medio orientali..il dialogo non esiste....tantomeno la decenza....ed il rispetto.


Nessun dialogo con chi viene a fare in propri comodi nella nostra Terra..
NIHIL DIFFICILE VOLENTI


Dedicato a quelli che sostengono che la (VERA) società cattolica, si basa su un modello teocratico simile a quello islamico. Le citazioni che seguono sono prese dalla dottrina autenticamente cattolica.
"Le relazioni fra Chiesa e Stato riguardano particolarmente gli studi di diritto. Ne daremo perciò solo un breve accenno per quanto riguarda i principi teologici.
ERRORI
Sono venuti in due estremi opposti: Egidio Romano e Giacomo da Viterbo propugnarono una Teocrazia per la quale lo Stato doveva dipendere in tutto dall’autorità della Chiesa.
Nell’epoca moderna, il Liberalismo derivato dal Kantismo e dall’Enciclopedismo francese pretese, che tutto dipendesse dallo Stato, Chiesa compresa[...]
"Contro questi errori enunziamo la seguente TESI
[...]lo Stato è soggetto alla Chiesa, però non direttamente, ma soltanto indirettamente[...]
Contro la Teocrazia dice che ciascun potere è massimo nel suo genere e ciascuno ha dei confini determinati per raggiungere il suo scopo soprannaturale o temporale.
Contro il Liberalismo continua: «E’ una grande ingiuria e una grande temerarietà volere che la Chiesa anche nella esplicazione dei suoi uffici sia soggetta al potere civile»."
Se un uomo non è disposto a correre qualche rischio per le sue idee, o le sue idee non valgono nulla o non vale niente lui.
La Chiesa non si deve sostituire allo Stato nella formulazione e promulgazione delle leggi, che è compito esclusivo dello S. appunto, ma dettare i valori di riferimento alla comunità seguendo i principi della tradizione.




Non ha pace la moschea del quartiere Porta Palazzo a Torino. Poco più di un anno fa veniva espulso dall'Italia l'imam, sulla base di generiche accuse di fomentare il terrorismo. Un'espulsione lampo, avvenuta prima che ci si potesse rendere conto di cosa stava avvenendo. Le ragioni non venivano chiarite e in poco tempo tutto sembrava tornato alla normalità.
Era stato scritto però che iniziare la pulizia di Porta Palazzo non espellendo spacciatori e delinquenti, ma additando come fonte di tutti i problemi del quartiere una persona che lavorava e pagava le tasse, solo per il fatto di avere espresso un'opinione politica, e senza dargli la possibilità di difendersi dalle accuse, sembrava poco chiaro e sicuramente non in linea con i bei discorsi sulla tolleranza espressi dai partiti che governano la città.
La scorsa settimana la trasmissione Anno Zero, sedicente baluardo della libertà di espressione sempre più incline ad ospitare diverbi stile la domenica di canale 5, manda in onda l'ennesimo “video shock”: una ripresa clandestina di un momento in cui il nuovo imam esorta, durante la preghiera, i suoi fratelli ad uccidere gli infedeli e a combatterci tutti. La popolarità della trasmissione condotta dall'ex europarlamentare biondo tinto ha poi fatto da volano alla notizia facendole guadagnare enormi spazi su giornali e telegiornali.
Gli islamici si sono offesi. È naturale, perchè hanno percepito una mancanza di rispetto nei loro confronti. Nessuno però lo aveva previsto, perchè nell'epoca attuale telecamere e microspie sono percepite come naturali compagne di viaggio di tutti.
Le due fasi incriminate poi non sembrano tali da arrivare alle conclusioni cui tutta la stampa è giunta. La prima è un'esortazione a combattere gli infedeli: certo poteva davvero voler fare ammazzare tutti gli Italiani o i cristiani di Torino, come si sono premurati di spiegare sulle locandine dei giornali fuori dalle edicole, tuttavia resta il fatto che nessuno si è chiesto cosa volesse intendere in quel contesto il termine “combattere” e il termine “infedeli”. Una possibilità, per esempio, è che, trattandosi di un momento religioso, l'imam si stesse riferendo non alla piccola, ma alla grande guerra santa, ossia a quella interiore. Questa è stata la spiegazione che ne hanno dato i diretti interessati, peccato che gli sia stata richiesta ex post, quando la frittata era già stata fatta.
La seconda frase oggetto di scandalo è stata una esortazione a non confondersi e a non integrarsi con gli occidentali, e di trovare nell'Islam la sola salvezza. Fermo restando che la prima parte della frase è stata smentita dal presunto autore, resta il fatto che una valutazione non positiva della attuale società italiana viene presa come una dichiarazione di guerra soltanto da chi dogmaticamente ritiene di stare dalla parte dei buoni. E proprio Alleanza Nazionale e la Lega Nord, non solo in Torino, ma in tutta Italia, hanno colto la palla al balzo per chiedere l'immediata chiusura di tutti i centri dove – parole loro – si insegna l'odio (loro sedi escluse, ovviamente).
Resta Santoro, che in tutta questa vicenda ha fatto la parte dell'orco che infiltra i propri agenti dentro le moschee in barba a quella tolleranza che ha sempre, e solo a parole, propugnato. Come fare a non lederne l'immagine? La stampa di Torino ha fatto un tentativo, pubblicando sul numero di domenica scorsa un cervellotico articolo in cui si spiega la possibile esistenza di un complotto interno agli islamici per l'ottenimento di posti in seno alla Consulta presso il ministero dell'Interno. In tutta questa vicenda Santoro e la sua trasmissione sarebbero, ovviamente, stati strumentalizzati da questo presunto complotto, che avrebbe sfruttato una loro indagine sui maltrattamenti delle donne. Un po' poco per essere verosimile. Resta il fatto che se veramente gli islamici stanno ricorrendo a tali mezzi per ottenere delle poltrone, stanno diventando esattamente come noi, e il presunto appello dell'imam potrebbe allora anche avere un senso.


L'autore del pezzo di cui sopra, improvvisatosi esperto di esegesi coranica, ignora che basterebbe consultare anche soltanto un qualunque vocabolario di arabo, per non parlare della letteratura specialistica, per esempio la prestigiosa Encyclopédie de l’Islam , per rendersi conto di quanto questo tentativo di trasformare i propri desideri in realtà sia patetico e dannoso . Nel 2005, uno studioso statunitense, David Cook, ha riesaminato a fondo il concetto e la sua storia, dimostrando che — nell’amplissima raccolta di fonti antiche e moderne da lui prese in considerazione — jihad ha il senso di «guerra esteriore» nella stragrande maggioranza dei casi.
Saluti.

