Vi ho tradotto la prima parte dell'intervista. Spero abbia senso
Sartre: Quando accettai la figura di editore della Cause du Peuple (CDP), ebbi la vaga idea di contribuire al rinsaldamento dell'unità perduta del Maggio 68. Il che vuol dire che al tempo non ero del tutto in linea con i Maoisti. Accettai la posizione in nome della libertà di stampa, ma non ero contro Vive la Revolution (VLR) e l'organo, Tout, o contro Revolution, o contro i Trotsysti di Rouge, o contro qualunque altro gruppo del periodo. A quel tempo, per me questi erano i gruppi che sarebbe dovuti essere più o meno in accordo su obiettivi precisi, come nel 68, e che avrebbero dovuto far di tutto per rinsaldare il movimento. Ciò fu quello che imparai poco per volta
Victor: Nel 69, tu ebbi la stessa idea riguardo all'unità dei rivoluzionari e tu stesso supportasti Krivine nelle elezioni presidenziali
Sartre: Lo supportai per un po'. Ma volevo che lui dicesse: sto concorrendo per la presidenza in modo tale che voi possiate udire una voce di estrema sinistra alla televisione, ma non per essere eletto.
Victor: Oggi tu sei contro ogni Machiavellismo in questioni elettorali: lo dirai nei Les Temps Modernes. Ma nel Maggio del 69 tu eri Machiavellico.
Sartre: Sono contro il Machiavellismo elettorale (per esempio, votare per persone che speri non verranno elette) non per ragioni morali, ma perchè ritengo il suffragio universale non converga necessariamente a questo. Ma non sono contro lo stratagemma contro il Potere, qualcosa che ritengo solamente calzante. Ciò che mi turbò non fu che egli usò la figura – creata dal Potere – di candidato affinchè una voce di estrema sinistra potesse essere ascoltata alla TV di stato, è che persistette nel presentarsi cosicchè i Trotskysti potessero contare qualcosa. Il suffragio universale è un espediente del potere borghese per sostituire la legalità con la legittimità dei movimenti popolari e la diretta democrazia. Mi aspettai che Krivine dicesse alla TV: Grazie per darmi ascolto, non volevo niente altro. Fate ciò che volete con il vostro voto, ma non votate per me, in quanto non sono più un candidato”.
Victor: Ciononostante, fu chiaro sin dall'inizio che egli voleva che proprio i suoi voti contassero. Accettò il trucchetto della rappresentatività indiretta
Sartre: Sì, e fu qualcosa di cui pentirsi. E non è solo un errore di stampo Trotskysta. Durante le ultime elezioni in Italia, il Manifesto voleva presentare Valpreda per ragioni comprensibili ma erronee. Il risultato: fu schiacciato. Sicuro i gruppi politici di estrema sinistra possono servire come agenti di fomentazione nella vita di tutti i giorni. Ma quelli che sono sotto la loro influenza sono più numerosi di quelli che si dichiarano facentene parte. Quindi l'idea di far la conta dei numeri attraverso il suffragio universale è falso, e non può dare una stima attendibile della loro influenza nel paese. Dopo questo mi resi conto che i Trotskysti ed il PSU erano solo in parte per l'illegalità, poiché si prostrarono per il gioco elettorale. Gli unici che erano corpo ed anima per uno stato di illegalità – giacchè loro stessi rifiutarono diritti che il sistema concedeva loro – furono i Maoisti. A dir la verità, a volte, tentarono azioni garantite dalla giustizia corrente. Tuttavia dovevano proseguire su quella strada a prescindere. Per esempio, il tribunale popolare di Lens. Ed in questo caso, così come in tutti gli altri dove ero con te, l'autorità degli intellettuali fu esercitata contro la classe che riconosceva questa (autorità) in loro, contro la borghesia. I lavoratori non riconoscevano nessuna autorità in me. Nell'unirci a loro, agimmo allo stesso tempo come dal di dentro e dal di fuori del sistema. Sono anni ormai che ne sono convinto di questo: quelli che vogliono fare qualcosa dall'interno del sistema, non fanno altro che finire con salvaguardarlo. Colui che vuole davvero soverchiare il sistema con il suo voto è profondamente in errore, poiché col votare si fa scontrare la legalità del proprio movimento con la sua legittimità, cioè un movimento insurrezionale. Tutti quelli che vogliono ottenere il potere per vie legali, sono esattamente lo stesso. Guarda all'UDR e al PC-PS. Votare implica abbandonare la propria sovranità, ad un gruppo che lo esercita per te. A causa di questo, crebbi molto vicino al gruppo Maoiste. Il problema fu che intorno al 70-71, presero una svolta legalitaria, cioè costituirono i Comitati di Verità e Giustizia, che contestano la legalità dall'interno nel nome della legalità stessa, e non dall'esterno nel nome della legittimità. I Comitati di Verità e Giustizia si appellano all'applicazione della legge, e non gli raccontiamo che c'è un altro punto di vista: l'assoluta illegalità o la contestazione del sistema, attraverso la legittimità della democrazia diretta. Allo stesso tempo ci dovrebbe essere un aumento di azione sulla linea di Aiuto Rosso, un'organizzazione che non fa ricorso a scioperi od occupazioni di suolo pubblico (espropriazione), ma quando ve ne è il bisogno li supportano illegalmente.
In questo modo, coloro che ne hanno avuto a sufficienza, possono rivolgersi all'Aiuto Rosso, e coloro che credono che la giustizia possa essere ottenuta pur rimanendo all'interno delle istituzioni, possono rivolgersi ai Comitati di Verità e Giustizia. Capisco la tua tendenza di accettare i movimenti popolari come sono, ed al loro livello di politicizzazione. Ma non vedo come il tuo nuovo modo di attaccare la legalità sia incompatibile con le tue azioni di ieri, che furono promosse dall'esterno del sistema. Se tu abbandoni quest'ultimo, allora hai abbracciato il metodo Trotsysta e del PSU


Rispondi Citando



