
Originariamente Scritto da
saruq
Caro Leo, certamente quell’azienda, che non solo vende attraverso televendite ma che è anche proprietaria di Case d’asta, negozi, e che condiziona in buona parte il mercato antiquario italiano, proteggerà un venditore incompetente perché gli produce reddito: questo lo so anch’io. Quello che mi disturba è che ogni volta vengano da loro definite”trasmissioni culturali”. Un paio di presentatori che li hanno lavorato li conosco di persona ed uno di loro, molto preparato, che si era lamentato per le numerose caxxate che venivano dette, in contrasto con quello che poi diceva lui, ebbe come risposta: “Ma cosa ci frega di quel 5% che s’accorge”. Io continuo a pensare che un commerciante non sia obbligato a fare cultura, ma solo a comportarsi con onestà. Ne conosco tanti, con alcuni sono fraterno amico, che così fanno con umiltà e serietà, spesso in difficoltà economiche, come tu già hai citato. Conosco anche commercianti, che cultura fanno. Scrivono articoli o libri, organizzano mostre, tengono corsi e conferenze sul tappeto; qualcuno penserà sia per pubblicità, e in parte è vero, ma soprattutto lo fanno per una cosa: per amore.
Un saluto.