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Discussione: Sulla Telecom...

  1. #1
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    Sulla Telecom...

    5 Aprile 2007

    Il suk e gli zerovirgola



    "Questo mercato non è un vero mercato, ma è un suk e chi lo invoca è in malafede."
    "La mia presenza in Telecom è negativa per il capitalismo italiano, dove chi ha lo zero virgola e tanti debiti fa quello che vuole."
    Guido Rossi, presidente di Telecom Italia.

    Belin, non sapevo che Guido Rossi leggesse il blog. Le parole sono le stesse che io uso da anni. Le parole di un comico. Per la precisione di un comico genovese diplomato in ragioneria.

    La Telecom è nostra. L'hanno pagata generazioni di italiani con le tasse e con il canone. Riprendiamocela. Tutti a Rozzano il 16 aprile! Leggete le istruzioni nella figura a destra e diffondetele.



    Dal blog di Beppe Grillo...

  2. #2
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    ...dal comunicato ufficiale di Luca Romagnoli, Segretario nazionale del MS-FT...

    ROMAGNOLI (FT): NAZIONALIZZIAMO TELECOM, OPPURE AFFIDIAMONE LA GESTIONE A SILVIO BERLUSCONI

    "E' necessario nazionalizzare la Telecom". E' quanto afferma il Segretario Nazionale della Fiamma Tricolore Luca Romagnoli.
    "Bene hanno fatto i militanti della Fiamma di Roma, che oggi hanno protestato occupando simbolicamente la sede Telecom, contro la privatizzazione dell'ente che porterà, di sicuro, migliaia di nuovi precari".
    "Noi della Fiamma Tricolore - ha spiegato Romagnoli - siamo per la nazionalizzazione delle telecomunicazioni, da sempre un settore strategico nell'economia del paese ed insieme proponiamo un azionariato diffuso, con la rappresentanza in sede di consiglio di amministrazione dei piccoli e medi azionisti".
    "Le telecomunicazioni - ha aggiunto - non possono, di certo, essere nelle mani di privati, siano essi stranieri o italiani. Le banche italiane difatti seguono le stesse regole, quelle del mercato, che seguono le banche estere, mentre il governo Prodi h a dimostrato di non essere in grado di garantire il controllo dello Stato sulla loro corretta gestione".
    "Se un privato deve farsi avanti - ha infine concluso Luca Romagnoli -, ebbene l'unica persona in grado di dare serie garanzia è, ad oggi, il cavalier Silvio Berlusconi, leader anche in questo settore. Berlusconi è riuscito a produrre una notevole ricchezza per il paese, innumerevoli posti di lavoro e soprattutto non ha mai licenziato nessuno".

    Roma, 5 aprile 200

    ---

    Dal forum di DR

    Fiamma occupa la Telecom

    Questa mattina un centinaio di militanti della Fiamma Tricolore ha occupato la sede centrale di TELECOM ITALIA per denunciare l’ennesima svendita dei beni pubblici e nazionali a potenti multinazionali straniere. Una nazione che non controlla telecomunicazioni, energia e trasporti non è una nazione sovrana. Denunciamo le logiche perverse di un libero mercato che è sfuggito totalmente a qualsiasi controllo pubblico. Dalle case dello stato vendute alle multinazionali con tanto di famiglie al loro interno alla rete di telefonia fissa venduta a ditte straniere l’Italia è in svendita. E questa direzione ci condurrà presto ad una catastrofe come quella che pochi anni fa colpì l’Argentina. Il Presidente del Consiglio Prodi già nei primi anni ’90 si è reso protagonista di questa svendita favorendo l’acquisto a costi irrisori delle perle del patrimonio pubblico italiano da parte dei grandi gruppi bancari come la Goldman Sachs, la Salomon Brothers. Sottolineiamo ancora una volta, quindi, l’asservimento di questo governo ai poteri forti legati alla finanza anglo americana.

  3. #3
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    ...proposte e letture diverse della realtà... Parliamone!

    Questo thread è dedicato alle telecomunicazioni

  4. #4
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    Sì ad aumento poteri per l'Autorità, no a decreto per decidere separazione
    Telecom, Ue: scorporo rete deciso da Agcom
    Il commissario Reding a Gentiloni: l'uscita della rete dal controllo di Telecom Italia avvenga solo per decisione dell'Authority





    BRUXELLES (BELGIO) - No ad una «statalizzazione» della rete di telefonia fissa, ma serve «un rimedio per rispondere a seri problemi di concorrenza». Sì ad una «separazione funzionale» della gestione, ma deve intervenire un regolatore indipendente, l'Authority Tlc, e non il Governo. La Commissione Europea detta le regole per un intervento sulla rete di Telecom Italia, e non sembra contraddire la tesi Gentiloni-Calabrò.

    INTESA - Insieme, lavorando in stretto coordinamento, il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, ed il presidente dell'Autorità per le Comunicazioni, Corrado Calabrò, stanno definendo gli ultimi dettagli della loro ricetta. L'intesa con Bruxelles, è stata raggiunta in una conversazione telefonica tra il ministro Gentiloni ed il Commissario Ue per la società
    dell'informazione ed i media, Viviane Reding.

    SEPARAZIONE - Per la Reding sarebbe percorribile l'intenzione di arrivare ad una separazione funzionale. Come il «modello inglese», adottato per la rete di British Telecom (di proprietà del'ex monopolista, ma gestita da una divisione separata con strette garanzie di trasparenza e indipendenza della governance): una soluzione che piace a Gentiloni e Calabrò. Non è sul tavolo l'ipotesi di una separazione proprietaria, eventualmente scorporando la rete per affidarla ad una società a controllo pubblico. Il portavoce del Commissario europeo conferma che Bruxelles «non vede favorevolmente il ritorno delle società alla proprietà pubblica, sia essa parziale o totale». E spiega che la Reding e Gentiloni «hanno raggiunto
    un'intesa comune secondo cui il regolatore nazionale delle Tlc può imporre la separazione funzionale delle reti dai servizi come rimedio per rispondere a seri problemi di concorrenza». Servono rimedi, indica, che «dovranno essere identificati da un regolatore indipendente sulla base di un'analisi di mercato, in linea con il regolamento dell'Unione europea e in cooperazione
    con la Commissione europea».

    NO A INTERVENTO DIRETTO - Anche lo stop ad un intervento diretto del governo sembra non stridere con l'obiettivo del ministro Gentiloni: Bruxelles potrebbe non aver nulla da obiettare se, come sembra, il Ddl non interverrà direttamente su Telecom, ma, indirettamente, rafforzando poteri e strumenti dell'Autorità Tlc. Nei giorni scorsi Gentiloni ha parlato dell'intenzione di intervenire con un disegno di legge, inserendo le norme necessarie nel ddl Bersani sulle liberalizzazioni o nel ddl sul riassetto delle Authority. «Nel mio disegno di legge ci sono tante buone cose», dice il ministro Pier Luigi Bersani: «Non escludo che il disegno di legge possa essere il veicolo di qualche altra nuova innovazione». Mentre il vicepremier Francesco Rutelli ribadisce che non è sul tavolo la scorciatoia di un decreto legge: «Non mi risulta che il governo stia preparando decreti, non mi sembra che questo sia l'intendimento del presidente del Consiglio».

    POTERI - Dare più poteri all'Autorità di Corrado Calabrò, lasciando poi che sia il garante ad intervenire direttamente su Telecom, potrebbe essere quindi la strada da percorrere, ma solo se in stretta sintonia anche con Bruxelles. Due punti fermi: il portavoce della Reding, riferendo il contenuto della telefonata con Gentiloni, indica che la soluzione «deve essere imposta da un regolatore nazionale delle Tlc indipendente e deve essere presa in stretta cooperazione con la Commissione europea». Una posizione condivisa dall'Italia tanto che Gentiloni ha indicato al commissario che i tecnici del ministero lavorano su un emendamento da inserire in un ddl per rafforzare i poteri dell'Autorità rispettando così le regole comunitarie».






    11 aprile 2007

  5. #5
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    Lo scorporo della rete telefonica e la strategia del governo
    Telecom, l'alt di Rutelli: «No al decreto»
    Il vicepremier: «Non è all'ordine del giorno. Così la pensa anche Prodi. In arrivo misure legislative per rafforzare l'Authority»





    Il vicepremier Francesco Rutelli
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    - Un decreto legge per scorporare la rete telefonica dall'operatore? «Non mi sembra questo l'intendimento del presidente del Consiglio». Lo afferma il presidente della Margherita Francesco Rutelli, aggiungendo che questa proposta «non mi risulta, non l'ho mai sentita e non è all'ordine del giorno. Se qualcuno vuole proporla lo può fare e nel caso se ne discuterà».

    MISURE PER RAFFORZARE AUTHORITY - Rutelli, poi, spiega che sul caso Telecom «dobbiamo intervenire con misure legislative per rafforzare i poteri di controllo dell'Autorità» ma, conclude il vicempremier, nessun «interventismo di Stato».






    11 aprile 2007

  6. #6
    Con l'Iraq che si ribella
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    Secondo me l'Italia dovrebbe cominciare a fare come la Francia e difendere con le unghie e con i denti i suoi "settori chiave"...perchè il "libero mercato", lo sappiamo, è una favoletta...quando ti trovi che tutte le imprese hanno il loro impianto produttivo (in senso lato) all'estero e qua non c'è più un cazzo perchè non hai avuto un "occhio di riguardo" per il tuo Paese, il "libero mercato" (comunista, liberale, liberista o quel che uno vuole dirsi) uno se lo può infilare su per il ...!

    In questo Paese, Rivoluzione o meno, c'è davvero poca attenzione per la sopravvivenza dell'economia nazionale...e credo che sia perchè la maggior parte della nostra classe politica è, anima e corpo, a libro paga straniero...
    Skarm
    Alle europee io voto Codacons...e tu?

  7. #7
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    Citazione Originariamente Scritto da Skarm Visualizza Messaggio
    Secondo me l'Italia dovrebbe cominciare a fare come la Francia e difendere con le unghie e con i denti i suoi "settori chiave"...perchè il "libero mercato", lo sappiamo, è una favoletta...quando ti trovi che tutte le imprese hanno il loro impianto produttivo (in senso lato) all'estero e qua non c'è più un cazzo perchè non hai avuto un "occhio di riguardo" per il tuo Paese, il "libero mercato" (comunista, liberale, liberista o quel che uno vuole dirsi) uno se lo può infilare su per il ...!

    In questo Paese, Rivoluzione o meno, c'è davvero poca attenzione per la sopravvivenza dell'economia nazionale...e credo che sia perchè la maggior parte della nostra classe politica è, anima e corpo, a libro paga straniero...
    Skarm
    Guarda in Italia è pieno di imprenditori che si stracciano le vesti per l'italianità e per la difesa del capitale nazionale poi magari come Ennio Doris (il direttore generale di Banca Mediolanum, quello che fa i cerchi nella sabbia) vanno a farsi la finanziaria in Lussemburgo oppure fanno come il tanto osannato ultimamente Rossi che quando ci fu la fusione tra Telecom e Tim il giorno dopo si era venduto tutte le sue stock options. Un mese dopo il titolo aveva perso il 19%.
    Di queste mummie morte e muffite non so che cazzo farmene se non attendere che prendano la residenza in Svizzera.

    Primo fra tutti quell'incapace di Tronchetti Provera e tutta la sua Telecom che si regge solo grazie alle sovvenzioni statali (come daltronde la Fiat).

    A luta continua

  8. #8
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    Smile

    Sulla Telecom bisogna trovare la soluzione più giusta.
    Davide Zerillo

  9. #9
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    Citazione Originariamente Scritto da Davide75 Visualizza Messaggio
    Sulla Telecom bisogna trovare la soluzione più giusta.
    Dici le stesse cose che potrebbe dire mia nonna. Sei alquanto superficiale. Ritengo pure inutili questo genere di post, ma se vuoi continuare per arrivare ad una meta di 2000 post, tra un po' ci riuscirai...

 

 

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