



Prima di rispondere porgo i migliori auguri a chi lancia il suo primo intervento.
Nei secoli vi è sempre stato una immigrazione, un entrare di qualcuno tra una comunità.
Ma occorre sempre verificare quali sono le motivazioni che la determinano.
Con l’avvento dell’energia a basso costo gli spostamenti di masse di uomini è andata ampliandosi in quanto facilitata, e si stanno creando problemi nuovi che il genere umano non è preparato ad affrontare.
Si sono verificate a suo tempo delle immigrazioni di massa che hanno occupato territori abitati da autoctoni che sono stati assorbiti attraverso il numero o attraverso il massacro.
Invasioni che hanno determinato e apportato modifiche profonde dell’aspetto culturale del comportamento nella zona in cui si sono verificate.
Molte invasioni sono state fatte sotto l’egida di proponimenti culturali.
Esempio la conquista della America, contrabbandata “ anche” come un modo di propagandare la fede cristiana.
Pertanto se una invasione ha come ricerca di spazi può essere controllata, se invece fa parte di un progetto culturale allora l’invasione va osteggiata.
Esiste, ormai di pubblico dominio, una serie di potenti il cui potere deriva dalla gestione di ricchezze immense create artificialmente e pertanto con il crisma di essere infinite e sono usate sotto forma di un aspetto immaginario di denaro virtuale.
Questi nella loro sete di dominio capiscono che non si possono gestire i popoli con la forza. Anche perché lo schiavo coercizzato non è buon schiavo.
Il kapò, che deve spingere lo schiavo, deve essere dentro di lui.
Oggi questa invasione nello stato italiano creato dagli “illuminati” ha lo scopo di rompere le tradizioni.
Perché la cultura di un popolo resta l’ultimo baluardo di difesa contro il dominio di pochi.
L’unico punto di riferimento contro la valanga fasulla della ricchezza virtuale.
Ed allora occorre distruggere tutto.
E come si fa a distruggere?. Attraverso i pifferai che cercano di convincere che gli arrivati si adatteranno alla cultura del paese ospitante, e che anzi si identificheranno in essa.
Questa è la maggior panzana che la globalizzazione ha creato.
Prima di tutto chi arriva non è una cosa ma un essere pensante e non dobbiamo avere la prosopopea degli “ Illuminati” che, credendosi superiori, vogliono farci credere che chi arriva si adegua.
Questo è razzismo della peggior specie. Anzi l’unico vero razzismo.
Chi arriva se è solo può seguire questo disegno dell’assorbimento, pur con tutti i suoi limiti, ma quando l’invasione è un tsumani allora l’idea dell’adattarsi è una clamorosa truffa.
E’ inutile far finta di difendere la natura, quando non si difende il patrimonio culturale.
"""""Tante culture insieme è uguale nessuna cultura""""".
E una famiglia per allevare i propri figli ha necessità di essere supportata da una cultura, altrimenti salta l’educazione, e rende impossibile la possibilità di creare nuove generazioni libere in quanto non dipendenti da culture fatte a tavolino. Resta solo più l’educazione dello stato dominato dai politici comperati dalla ricchezza mondiale.


...ringrazio per i saluti...
Innanzitutto il mio "paese" è il Piemonte... Oggi purtroppo mi trovo a fare i conti con l'itaglia...
Non pretendevo di dare soluzioni. Si tratta sicuramente di un problema complessissimo. Molto probabilmente, se non sicuramente, all'interno dei flussi migratori esiste un processo di colonizzazione culturale e sociale gestito da potenti organizzazioni islamiche ("vi conquisteremo con le vostre leggi e vi governeremo con le nostre" parole di Gheddafi...) che va considerato, oltre a mille altre cose come organizzazioni criminali, traffici di droghe e di uomini, desiderio di confindustria di manodopera a bassi costi (magari in nero)... Quello che vorrei proporre è però un diverso approccio. Vorrei anch'io chiudere le frontiere magari con miliziani piemontesi, ma se dovessi aspettare di fare ciò probabilmente mi troverei prima a dovermi convertire all'islam... Allora penso che il primo passo doveroso dei popoli padano alpini sia quello di difendere il proprio territorio con tutti i mezzi che hanno a disposizione, anche se questi oggi sono quelli italioti. Quando riusciremo (se ci sarà una verà volontà di popolo, e non sarà solo nei nostri desideri) ad ottenere la nostra autonomia allora potremo rivedere anche le leggi che regolano l'immigrazione. Al momento cerco di difendermi con quallo che ho...


Non credo che potenti organizzazioni islamiche vogliano conquistarci.
Loro sanno che se non occupano l’Europa in pochi anni, e questo è matematicamente impossibile, anche perché i cinesi hanno la prelazione, si determinerà un grosso problema.
Il mondo arabo manda i suoi figli qui e noi li corrompiamo e quando quei pochi che ritorneranno ai loro paesi porteranno inconsapevolmente la corruzione morale che il potere ha già seminato nelle nostre comunità. Ed allora tutti i potentati economici arabi che si appoggiano per pigrizia o consuetudine alla religione saranno in brutte acque.
Per tranquillizzare il mondo religioso arabo lasciano costruire moschee in tutti gli angoli.
Sono ben altri che vogliono sconvolgerci.
Esiste una sola legge che, fino a che non verrà emessa, significa che il potere della globalizzazione continua a volerci distruggere culturalmente.
“””””Chiunque viene nel nostro territorio e si comporta male deve essere mandato al suo paese per sempre”””””.
Ma questo verrebbe subito classificato come legge razziale e pertanto non accettata.
Ed allora se non promulgano questa legge , ognuno è autorizzato ha pensare e gridare male dei nostri governati compresi quelli europei.
Prendere o lasciare.
Vadano ad infinocchiare altri.

