«Non mi muovo di qua e non mangio niente, tanto sono praticamente già morto». Marcello Di Finizio titolare del bar ristorante ”La voce della luna” sul lungomare di Barcola, distrutto da un incendio doloso nel giugno 2008, ha completato ieri sera il suo secondo giorno di sciopero della fame. Passa anche la notte dentro la sua Panda tappezzata di cartelli di protesta a Udine, in viale Palmanova davanti agli uffici della Sara assicurazioni dalla quale reclama il risarcimento.
«Dapprima la Sara si è aggrappata a una clausola, quella dell’estorsione in base alla quale si riserva di non pagare - afferma Di Finizio - ma nel mio caso non esiste alcuna estorsione, a me non è stato chiesto alcun ”pizzo”, ad appiccare il fuoco sono stati due balordi che non sapevano come impiegare il tempo e che si sono inventati un gioco per l’estate e che comunque ora sono a piede libero. Poi ufficiosamente l’assicurazione mi ha offerto 60 mila euro a fronte di una richiesta complessiva di 400 mila. Ma una somma di questo tipo - commenta ancora il ristoratore - non mi consentirebbe neppure di pagare tutti i professionisti (avvocati, periti, architetti, geometri) che hanno lavorato attorno a questa vicenda. Solo l’Imprefond, l’impresa che si è occupata dello smaltimento dei rifiuti provocati dall’incendio e della bonifica vanta un credito di 37 mila euro».
Dal canto loro i legali dell’assicurazione parlano di un contesto estorsivo, di una perizia che avrebbe stimato il danno in 127 mila euro, di una proposta di transazione che lo stesso titolare avrebbe rifiutato. Di Finizio fa invece riferimento a un’udienza tenutasi dinanzi al Tribunale di Trieste in cui lo stesso giudice avrebbe consigliato il legale della Sara assicurazioni a trovare un accordo. «Ma una somma inferiore ai 350 mila euro - ribatte Di Finizio - non mi consentirebbe di ritornare a vivere».
L’uomo riferisce anche che prima dell’incendio il locale dava lavoro a 15 persone, tutte regolarmente iscritte, «né io - aggiunge - ho mai avuto problemi con le banche, con i fornitori, con i dipendenti» e rivela anche che «in quell’incendio è andato anche distrutto il frutto della passione di un piccolo imprenditore, un amore smisurato per la musica che si era concretizzato anche in una collezione di quasi 3.500 dischi raccolti in una vita intera».
Ieri sera Di Finizio ha confermato che non si muoverà da lì, né mangerà nulla: «Bevo solo acqua, ogni tanto viene a trovarmi qualche amico da Trieste, dalle finestre della Sara mi vedono, ma nessuno è venuto a parlarmi. E finché non lo faranno, resterò qua».
(s.m. - il Piccolo)
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