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Discussione: Sandro pertini

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    Predefinito Sandro pertini

    20 anni fa moriva a 93 anni sandro pertini.
    Credo che possa risparmiarmi l fatica di
    raccontare chi fu.

    Voglio solamente ricordarlo con tanto affetto
    a tutti voi.

  2. #2
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    Predefinito Rif: Sandro pertini

    Venti anni fa moriva Sandro Pertini, il partigiano al di sopra delle parti
    Mercoledì 24 Febbraio 2010 19:13
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    [Pertini con i suoi studenti al Quirinale]

    Pertini con i suoi studenti al Quirinale
    di Cosimo Pierre

    Fu un uomo di azione ma anche di profonde convinzioni. Avvicinò il Quirinale ai cittadini, rappresentando il lato buono e onesto del ceto politico. Fu lui a nominare per la prima volta un Presidente del Consiglio non democristiano
    ROMA – Venti anni fa moriva Sandro Pertini, settimo Presidente della Repubblica, partigiano socialista, forse il Capo dello Stato più popolare. Oggi Giorgio Napolitano lo ha ricordato deponendo una corona di fiori a Piazza di Trevi, nell’antico stabile dove aveva vissuto,anche durante il settenato quirinalizio, insieme alla moglie Carla Voltolina, scomparsa nel 2005. Napolitano ha ricordato l’integrità morale di Pertini e, soprattutto, ciò che lo caratterizzò maggiormente e cioè il fatto che «portò con la sua stessa personalità e iniziativa lo Stato più vicino ai cittadini».

    Pertini partecipò attivamente alla guerra di liberazione, come esponente autorevole dei socialisti, accanto a Pietro Nenni. Fu uno dei comandanti militari del Comitato di Liberazione Nazionale e combatté a Porta San Paolo contro i nazisti per difendere Roma subito dopo l’annuncio dell’armistizio. Fu catturato e rinchiuso a Via Tasso, dal quale fuggì grazie ad una temeraria azione dei partigiani. Si trasferì quindi oltre la linea Gotica per combattere il nazi-fascismo e votando il decreto che ordinava la fucilazione di Mussolini. Il 25 aprile era a Milano per la dichiarazione della insurrezione generale, anche se deprecò i fatti di piazzale Loreto, quando il duce, con Claretta Petacci ed altri gerarchi furono appesi a testa in giù sulla pubblica via.

    Dopo aver partecipato ai lavori dell’Assemblea costituente ed essere eletto al Senato nel 1948, dal 1953 al 1976 fu sempre confermato alla Camera, di cui divenne Presidente fino all’8 luglio 1978, giorno in cui fu eletto Presidente della Repubblica. Nel suo discorso di insediamento, dopo il giuramento di fronte alle Camere riunite, Pertini ricordò che assumeva l’incarico subito dopo la morte di Aldo Moro, ucciso dalle Brigate rosse il 9 maggio, al quale quell’incarico sarebbe spettato per il prestigio della figura e l’autorevolezza politica che l’esponente democristiano incarnava.

    Il settenato di Pertini si distinse per i tratti cordiali dell’uomo, per l’apertura del Quirinale ai cittadini la domenica e per uno stile da “simpatico nonno” che lo caratterizzò, soprattutto nei numerosi incontri con i giovani studenti delle scuole italiane, che egli amava convocare al Quirinale proprio per rendere il Colle più vicino alle persone. Ma la sua Presidenza, però, coincise anche con uno dei periodi più difficili della storia italiana, in un Paese che sembrava stritolato dal terrorismo e da un impossibile ricambio dei partiti politici al Governo. Nel 1979, provò a dare, per la prima volta nella storia repubblicana dopo la Resistenza, l’incarico di formare l’Esecutivo a Bettino Craxi, che però non andò in porto per la forte reazione democristiana (fino a quel momento unico partito ad esprimere il Presidente del Consiglio). Il tentativo ebbe successo nel 1981, con il I Governo Spadolini e poi nel 1983 con il I Governo Craxi.

    Pertini fu anche uomo spigoloso. Il 26 novembre del 1980, dopo una sua visita alle zone terremotate dell’Irpinia, pronunciò il celebre discorso televisivo in cui denunciava le inefficienze dello Stato nei soccorsi e nella ricostruzione. Fu anche uomo al di sopra delle parti, per il quale il senso di umanità doveva sempre prevalere. E così, destando un qualche scalpore, si recò in ospedale per visitare Paolo Di Nella, un giovane neo-fascista, colpito violentemente alla testa e che per questo perse la vita pochi giorni dopo, così come si recò a rendere omaggio, nel 1988, terminato il suo incarico presidenziale, alla salma di Giorgio Almirante. Due anni dopo, il 24 febbraio 1990, moriva nell’amato attico di Fontana di Trevi, per le conseguenze di una caduta accidentale.

    Sandro Pertini fu un uomo di azione, certo, ma anche di forti idee e convinzioni e cercò per tutta la vita di presentare un’immagine pulita e convincente del ceto politico. Un elemento davvero inusitato al giorno d’oggi.

    Venti anni fa moriva Sandro Pertini, il partigiano al di sopra delle parti

  3. #3
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    Predefinito Rif: Sandro pertini

    Politica
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    Venti anni fa moriva Sandro Pertini il Presidente Partigiano
    Il 24 febbraio del 1990 moriva Sandro Pertini, il Presidente della Repubblica più amato dagli italiani

    di Franco Leggeri - 24/02/2010


    Venti anni fa moriva Sandro Pertini il Presidente Partigiano

    Nato a Stella San Giovanni (Savona) il 25 settembre del 1896, da Alberto e Maria Nunzia, ha tre fratelli di cui uno Alberto morì nel campo di concentramento di Flossemburg in Germania il 25 aprile del 1945.
    Pertini dopo gli studi liceali si laureò in Giurisprudenza nell’Università di Genova nel 1917. Combatte nella prima guerra mondiale sull’Isonzo, conquistandosi, sul campo, una medaglia d’argento al valor militare per il suo ruolo guida nell’assalto al monte Jelenik. Nel 1918 aderì al Partito Socialista, in questi anni si trasferisce a Firenze dal fratello Luigi, nel 1924 consegue la seconda laurea in Scienze politiche.
    Nel 1925 viene arrestato per volantinaggio, nel 1926 viene condannato al confino per 5 anni sull’isola di S. Stefano, dove furono incarcerati altri illustri antifascisti: Amendola, Romita, Altiero Spinelli e Umberto Terracini. Entrato nella clandestinità e sfuggito alla cattura, Pertini si rifugiò prima a Milano, quindi espatrio in Francia assieme a Filippo Turati aiutati da Carlo Rosselli e dall’industriale Adriano Olivetti.
    In Francia Pertini per mantenersi fece i lavori più umili.
    Nel 1929, con passaporto falso, rientrò in Italia, ma venne nuovamente arrestato e condannato dal tribunale speciale a 11 anni di reclusione. Riacquisto la libertà nell’agosto del 1943 ed inizio subito la lotta nella Resistenza.
    Fu catturato dalle SS assieme a Giuseppe Saragat (futuro Presidente della Repubblica e leader del PSDI) venne condannato a morte; la sentenza non ebbe seguito perché fu liberato dai Partigiani che ne permisero la fuga. Nel 1945 è membro attivo del CNL, partecipa alla liberazione di Firenze, con Luigi Longo e Leo Valiani guida la rivolta di Milano, in questi mesi conosce la sua futura moglie la staffetta partigiana Carla Voltolina (1921-2005) che sposerà l’8 giugno del 1946.
    Sarà Sandro Pertini, la sua voce, che per via radio il 25 aprile del 1945 comunicherà al popolo italiano la vittoria su Nazifascismo, in quello stesso giorno (come citato sopra) il fratello Alberto troverà la morte.
    Nel 1946, anno in cui l’Italia si diede l’assetto repubblicano con lo storico referendum del 2 giugno, Pertini fu eletto all’Assemblea costituente era Segretario del PSIUP. L’Assemblea costituente fu presieduta da Umberto Terracini. Nel 1947 cerco di evitare la scissione di Palazzo Barberini, promossa da Saragat, tentando una difficile mediazione tra le correnti del PSI.
    Nel corso della quarta e quinta legislatura repubblicana, dal 5 giugno 1968 al 4 luglio 1976 Pertini ricopre la carica di Presidente della Camera dei Deputati, ruolo svolto con grande equilibrio e rispetto per l’alta carica istituzionale. In questi anni Pertini inizia i suoi incontri con i giovani studenti, una costante che lo accompagnerà nel suo prossimo impegno istituzionale, nonché il più prestigioso, la presidenza della Repubblica Italiana.
    L’8 luglio del 1978 Sandro Pertini all’età di 82 anni fu eletto Presidente della Repubblica al 16° scrutinio con 882 voti su 995 votanti, fu un record assoluto di preferenze finora mai eguagliato.
    Gli anni ’70 passarono alla storia d’Italia come “anni di piombo e del terrorismo”, della crisi economica e della crisi politico-parlamentare. In questi anni si registro il fallimento dell’esperienza della “solidarietà nazionale” che culminò con il rapimento e delitto di Aldo Moro.

    Pertini va ricordato come il Presidente che, primo dal 1946, incaricò un laico alla guida del Governo, incarico affidato nel 1982 al repubblicano Spadolini e poi al socialista Bettino Craxi nel 1983. Sandro Pertini rivoluzionò il rapporto tra la prima carica dello Stato e i suoi concittadini, la sua forte personalità e la sua esperienza umana ridiedero slancio e fiducia agli italiani delusi dalla politica non più fatta tra la gente ma nella stanza dei bottoni.
    Pertini fu un grande comunicatore, non perse mai la sua schiettezza straordinaria, e la sua forte carica emozionale. Nessun Capo di Stato o uomo politico italiano ha conosciuto all’estero una popolarità così grande e paragonabile. Pertini rappresentò il nostro Paese in moltissimi viaggi all’estero e in Italia, sia in occasioni liete, come nel mondiale di calcio svoltosi in Spagna nel 1982 e sia in occasioni tristi come la stage di Bologna, di Ustica, la tragedia di Alfredino Rampi (il bambino morto nel pozzo a Vernicino), il tragico terremoto dell’Irpinia, l’assassinio del Generale dei Carabinieri Carlo Alberto Dalla Chiesa. Il Presidente c’era sempre con la sua forte carica umana a dimostrare la presenza delle istituzioni e il loro sostegno vero, il loro dolore partecipe.
    Pertini era a Padova, per ragioni di Stato, quando l’11 giugno del 1984 morì il Segretario del PCI, Enrico Berlinguer. Pertini si recò in ospedale per constatare le condizioni di Berlinguer, fece in tempo a vederlo vivo e bacialo sulla fronte; dopo il decesso, Pertini si impose per trasportare la salma di Berlinguer con l’aereo presidenziale a Roma, citando la famosa frase: "Lo porto via come un amico fraterno, come un figlio, come un compagno di lotta".

    Finito il mandato nel 1985, prosegui la sua attività parlamentare come Senatore a vita, si spense a Roma il 24 febbraio del 1990.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Sandro pertini

    il compagno pertini fu un grande iaociao:

 

 

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