30 GENNAIO 1889
Rodolfo era furioso verso entrambi i genitori. Come indica Saturno natale opposto al Sole e alla Luna rotanti, nutriva rancore per entrambi e il motivo non erano certo eventuali critiche al suo romanzetto con la Vetsera. Rodolfo avvertiva più che mai acuta l'insoddisfazione, temeva che venisse scoperta qualche sua manovra e ha ripetuto il suo giochetto macabro preferito: la roulette russa (), e la Vetsera lo ha assecondato. Infatti, è possibile che Maria, per tenere tranquillo l'isterico amante (il tema natale di Rodolfo rivelerebbe un sistema nervoso piuttosto instabile – nota mia), abbia accettato di giocare con lui alla roulette russa, magari sperando che non accadesse l'irreparabile, di certo pregando perché non accadesse niente. Lei c'è rimasta secca, lui ha avuto paura delle conseguenze e si è suicidato. Il drammone romantico ha l'aria di uno stupido gioco giocato da un povero di mente che ha coinvolto una ragazza vanesia. La storia romanzata se ne è impossessata per scagliarsi contro Rodolfo che avrebbe abusato dell'infatuazione adolescenziale di Maria per costringerla a seguirlo nell'ultimo viaggio, per compiangere lei vittima del proprio sublime amore, della forte devozione.
Si rassicurino le anime sensibili: Maria Vetsera non subì pressioni. Al di là dell'apparenza romantica, sognatrice, devota, dipendente, perdutamente innamorata che poteva confondere un osservatore superficiale, non era il tipo da lasciarsi convincere da nessuno a fare qualcosa che non volesse fare. Isterica e aggressiva sì, ma non si sarebbe mai lasciata ammazzare. Ben miscelando la sentimentale Luna nei Pesci e la vigorosa Venere in Ariete, vittimismo e prepotenza, adulazione e virilità, ha avuto gioco facile nell'entrare nelle buone grazie di un sempliciotto () come Rodolfo, magari esagerando in atteggiamenti materno-protettivi, non estranei alla sua natura, facili a far presa su chi è sempre vissuto con un padre impiegato a tempo pieno nelle cure dello stato e una madre fantasma. La Vetsera ha giocato le sue carte, un po' bambina, un po' madre, amante e uomo forte, grazie alla personale, innata scaltrezza.
Grande amore? Fu una storia di sesso, ambizioni e follia, una triste vicenda.
Antonia Bonomi (lapidaria) - dal sito www.arcobaleno.net
( http://www.arcobaleno.net/personaggi...ng-vetsera.htm )




), e la Vetsera lo ha assecondato. Infatti, è possibile che Maria, per tenere tranquillo l'isterico amante (il tema natale di Rodolfo rivelerebbe un sistema nervoso piuttosto instabile – nota mia), abbia accettato di giocare con lui alla roulette russa, magari sperando che non accadesse l'irreparabile, di certo pregando perché non accadesse niente. Lei c'è rimasta secca, lui ha avuto paura delle conseguenze e si è suicidato. Il drammone romantico ha l'aria di uno stupido gioco giocato da un povero di mente che ha coinvolto una ragazza vanesia. La storia romanzata se ne è impossessata per scagliarsi contro Rodolfo che avrebbe abusato dell'infatuazione adolescenziale di Maria per costringerla a seguirlo nell'ultimo viaggio, per compiangere lei vittima del proprio sublime amore, della forte devozione.
) come Rodolfo, magari esagerando in atteggiamenti materno-protettivi, non estranei alla sua natura, facili a far presa su chi è sempre vissuto con un padre impiegato a tempo pieno nelle cure dello stato e una madre fantasma. La Vetsera ha giocato le sue carte, un po' bambina, un po' madre, amante e uomo forte, grazie alla personale, innata scaltrezza.
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